Mese: luglio 2014

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /31

Oggi è l’ultimo giorno di Luglio; da domani 1 agosto ci godiamo le meritate ferie. E mentre ce ne andiamo in vacanza, passiamo a Ferentino, ridente cittadina della Ciociaria, e ci imbattiamo in un luogo misterioso, fatto apposta per farci sentire un brivido lungo la schiena. Entriamo titubanti e ci imbattiamo in due murales realizzate da due street artist romani in trasferta.

Il primo è Mister Thoms e questa è la sua opera:

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 Il secondo è Andy Green questa è la sua opera:

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Questo è solo l’assaggio delle potenzialità di questo luogo misterioso; speriamo, a brevissimo, di potervi fare ritorno e fotografare altre opere che street artist avventurosi vi realizzeranno.

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Buone vacanze a tutti coloro che seguono questo progetto. “Un murale al giorno” tornerà dopo ferragosto e ci accompagnerà, dritto dritto, alle feste di Natale.

Non mancate però di sintonizzarvi sulle ali di “FotografiaErrante” perché prima di Ferragosto faremo la conoscenza di un artista “sui generis”, sicuramente prossimo street artist, che appartiene alla corrente dell’Iperrealismo.

Subito dopo vi presenterò un gruppo di street artist sudamericani, i “Tiuna el Fuerte” venuti di recente per la prima volta in Italia: vi affascineranno con le loro gioiose esplosioni di colori.

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /29

Siamo alla seconda opera della trilogia della B.A.M.. Oggi 29 luglio è la volta di “Tina” Modotti, dal nome lunghissimo che vi risparmio. Udinese nascita, inizia a lavorare giovanissima e nel 1913 emigra in america dove inizia timidamente la recitazione teatrale.  La svolta avviene con l’incontro con Weston, diviene la sua modella e poi la sua amante; vanno in Messico ed entrano in contatto con il ribollente ambiente culturale di Città del Messico. Si dedica sempre dei più alla fotografia e diviene in breve la fotografa ufficiale del movimento muralista messicano; riprende i più grandi street artist ante litteram tra cui quel Diego Rivera marito di Frida Kalo. Voci incontrollate le attribuiscono anche una relazione sentimentale con Frida.

 

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l’autore del murale è sempre Aladin e l’opera si trova all’interno della Biblioteca Abusiva Metropolitana

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /28

Iniziamo oggi 28 luglio quella che io definirei la trilogia della B.A.M. Come avrete già capito si tratta della Biblioteca Abusiva Metropolitana che sta nel popolare quartiere romano di Centocelle (XIX – Prenestino Centocelle) in via dei Castani. La trovate subito quando avvistate il murale del 19 luglio. Dentro ci sono tante opere, ma tre sono superlative; ed oggi vi presento la prima, un spettacolare Frida Kalo, l’autore è lo street artist Aladin:

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Accanto a lei un libro favoloso: Il fuggiasco della Guyana, memoria autobiografica dell’anarchico Clèment Duval. Se non lo avete letto fatevi una bella passeggiata, andate alla B.A.M., gustatevi una birra a prezzi popolari e prendete in prestito il libro; ne rimarrete affascinati.

“Parigi, gennaio 1887: l’anarchico francese Clément Duval (1850-1935) viene condannato a morte per furto, incendio e tentata uccisione di un poliziotto; la pena gli viene commutata nei lavori forzati perpetui. Il successivo aprile l’ergastolano Duval viene portato nella Guyana francese, e internato alle Isole della salute. In questa autobiografia, Clément Duval racconta 14 anni di carcere e lavori forzati, scanditi da innumerevoli tentativi di evasione. Fino al trasferimento nel carcere di Saint-Laurent-du-Maroni, da dove il 14 aprile 1901 riesce a fuggire, riparando prima nella Guyana inglese, poi a San Juan di Portorico, e infine negli Stati Uniti.”

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /27

Durante le feste di natale dello scorso anno mi sono imbattuto…….

 

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……. in un’opera somma dello street artist romano Hogre, una specie di Cappella Sistina trasgressiva al massimo. Con la complicità di un’amica mi sono introdotto furtivamente all’interno della galleria “Laszlo Biro” in via Braccio da Montone al Pigneto.  Un materasso a terra ed una coperta che lo copriva irregolarmente, una stufa catalitica girevole ed un televisore non funzionante sul quale era dipinto un personaggio di Guerre Stellari (anzi, il personaggio). Su quel giaciglio aveva riposato l’artista che ogni tanto si alzava per disegnare con una matita i suoi pensieri sul muro della galleria mentre la stufetta irradiava calore oscillando lentamente a 180 gradi (cosa che stava facendo anche quando sono entrato io).

Ho scattato foto all’impazzata cercando di non perdere il minimo dettaglio di quell’opera che purtroppo è andata distrutta (io ne sono il conservatore).

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Qui sopra vedete quattro particolari dell’opera di Hogre che ama vivere, a livello artistico, in un’aurea ammantata di misteriosità.

 

 

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /26

MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz. Molto conosciuto dai frequentatori di questo progetto. Oggi vi presentiamo due opere dell’artista Mauro Maugliani, nativo di Tivoli ma Romano di adozione. Un artista direi iperrealista, virtuoso del ritratto, che ama dipingere con penna a biro su carta così che l’opera stessa sfugga ad un certo punto, a seguito della modificazione fotochimica dell’inchiostro stesso, al controllo iniziale dell’artista. Siamo curiosi di vedere la metamorfosi delle due opere qui riprodotte e presenti al MAAM.

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /25

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Oggi 25 luglio (data storica, nel 1943 la destra ed il capitale che ci avevano trascinato in una orrenda guerra al fianco del nazismo, ci provano a rifarsi una verginità facendo arrestare Mussolini) parliamo del Quadraro, storico quartiere di Roma che in fatto di antifascismo la sapeva molto lunga: era chiamato “il nido di vespe” ed i fascisti avevano paura di entrarvi; era l’unico posto, oltre il Vaticano dicono, dove un antifascista poteva nascondersi e stare al sicuro.

Al Quadraro si sta portando avanti da diverso tempo un processo di riqualificazione e di attenzione ai bisogni della popolazione residente e questo faticoso lavoro include, tra l’altro,  anche la realizzazione, da parte di street artist di tutto il mondo, di murales (qui sopra l’opera “scacco al re” della street artist romana Camilla Falsini) che hanno per tema le realtà storico-sociali del quartiere stesso.

Ebbene, in questi ultimi tempi, qualcuno sembra aver deciso che il quartiere non debba provare a mettersi il vestito della domenica perché, così facendo, diventerebbe più bello ed accogliente (leggasi: le case costerebbero di più) più funzionale ai bisogni della gente (leggasi: mercificazione dell’arte e sensibile aumento del costo della vita).

Ecco allora che il murale stesso ha, come per magia, assunto quest’altro aspetto:

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Il quartier ora può stare tranquillo, le strade saranno sempre piene di immondizie, i muri faranno sempre più schifo, non si apriranno nuove attività commerciali, le case saranno sempre più cadenti, le automobili correranno sempre di più …………. ma il quartiere avrà respinto l’attacco del capitale. E la gente?………….

Ora l’atto di riappropriazione dei muri da parte dei writers di cui sono stati coperti i graffiti (falso!) da murate organizzate da comune, enti e ricchi imprenditori farà sentire questi signori più “machos”? Attenzione però, nel momento un cui ci si sente i depositari della verità si diventa strumenti del potere ossia di quel mondo che si vorrebbe cancellare.

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /24

Oggi 24 luglio ci concentriamo su un’artista sudamericano, per la precisione Argentino: EVER nome d’arte di Nicolas Romero Escalada. La sua origine la scopriamo nel sapiente uso dei colori, caldi, molto forti, una prerogativa prettamente sudamericana, vedi Kobra e Tiuna el Fuerte. Poi anche il contenuto, carico di significato politico e romantico al tempo stesso; il titolo dell’opera era “Communist metaphor” (c’è il volto di Mao); sì ho detto era perché oggi l’opera non c’è più, stranamente ed inspiegabilmente (almeno per me!) è stata nel giro di pochi mesi sostituita con un’altro dipinto, anch’esso di qualità, dalle tinte sì calde ma allo stesso tempo cupe e di quest’opera avremo l’opportunità di parlare in seguito. E pensare che EVER aveva letteralmente trascorso tre giorni invernali sotto la pioggia battente per realizzare la sua metafora comunista. Siamo ovviamente a Roma, in via Silvio D’Amico nei pressi del sottopasso della metro B.

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /23

Siamo alla scuola Carlo Alberto Dalla Chiesa, nel quartiere Roma 70 dell’ VIII municipio di Roma. Qui si è verificato un evento strano, forse irripetibile. A seguito di accordi fra il municipio, la provincia, il provveditorato agli studi, la galleria undreground 999 di Testaccio, il muro della scuola doveva essere un grande murale realizzato dall’artista 2501, ed ecco infatti l’inizio:

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poi un grosso imprevisto: l’artista prescelto, in corso d’opera ha avuto un piccolo incidente che lo ha messo fuori gioco per un bel periodo. Quindi tutto da rifare: è subentrato Tellas e, come per magia, la stessa parete ha subito una metamorfosi:

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ed ecco come si presentava la scuola ad opera conclusa: un vero capolavoro!

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Per chi volesse gustarsi dal vivo l’opera, recarsi in via Tazio Nuvolari 250.

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /22

Lucernario Occupato. Struttura del Dipartimento di Musica dell’Università “la Sapienza” di Roma sottratta all’abbandono ed utilizzata dagli studenti per fare cultura.

In questo periodo è salito agli onori della cronaca perché il rettore ne ha disposto, verso la fine di giugno lo sgombero, ma è stato subito rioccupato dagli studenti. Qui si studia, ci si connette gratuitamente ad Internet, si utilizza un archivio digitale e cartaceo dei testi maggiormente in uso nelle lezioni universitarie, ci si ristora a prezzi accessibili a tutti, si fanno controlezioni e controconferenze per approfondire gli argomenti scomodi volutamente tralasciati dalla cultura imperante.

Qui moltissimi street artist sono intervenuti per dare il loro aiuto dipingendo opere veramente sulle righe, da Alice ad Aladin, da Kenjii De Angelis a Marzia e Leo. Stasera 22 luglio 2014 ci soffermiamo sull’opera egregia realizzata da Marzia e Leo sulla parete della scala che conduce alle aule studio del “Lucernario”; ve la mostro perché ora purtroppo non c’è più: delle menti eccelse le hanno coperte con una semplice scritta, rivoluzionaria sì, ma sempre una semplice scritta. Sembra che un idiota abbia stabilito che la rivoluzione si fa solo con gli slogan e che solo lui è rivoluzionario, ma attenzione alla fine si ritroverà da solo e si scoprirà un  semplice dittatore!

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