Mese: ottobre 2014

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /88

Questa sera, ultima del mese di ottobre, caliamo il sipario sul terzo atto della street art targata Blu alla ex Caserma Vettovagliamento di via del Porto Fluviale, nel quartiere Ostiense di Roma, poco fuori dalle mura Aureliane. Il primo ed il secondo atto sono le due enormi pareti che si affacciano la prima, quella principale, su via del Porto Fluviale, e la seconda sta su via delle Conce. Sono due pareti che sostengono senza soluzione di continuità un enorme variopinto murale  che presenta una moltitudine di volti (vedasi “Un murale al giorno numero 73”) che abbiamo l’occasione qui di rivedere:

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atto primo: parete lato via del Porto Fluviale

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atto secondo: parete lato via delle Conce

 Veniamo all’atto terzo; circa quindici giorni fa il nostro agente segreto ci ha segnalato la presenza di Blu appeso a delle corde che stava dipingendo la terza parete, quella che si affaccia su via Ostiense. Quando siamo giunti sul posto abbiamo trovato un abbozzo di dipinto e Blu che si calava con le corde come un provetto alpinista:

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tre gru, un sole infuocato su di un cielo plumbeo ed un rapace che si aggira minaccioso sull’opera

Dopo alcuni giorni l’opera comincia a prendere forma, il cielo è terminato, si vede una nave che naviga tra flutti che da blu diventano verdi come se il mare su cui sta navigando  fosse diventato improvvisamente un paesaggio collinare.

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Al terzo appuntamento cominciano ad entrare nel dipinto i particolari, ossia i personaggi, ma non si capisce ancora chi siano e quale sia il loro ruolo:

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La quarta volta scorgiamo tanti uomini, alcuni grigi, alcuni neri ed altri rossi; sembra l’arrembaggio alla nave della finanza che avidamente distrugge per ricavare profitto, che inquina il mondo che sta solcando. Ma l’assalto non si ferma, da un lato i pirati neri all’interno del sistema nave creano diversivi per permettere agli uomini rossi  di conquistarla, dall’altro i giannizzeri grigi, al soldo della finanza, cercano di respingere l’assalto con ogni mezzo. Ed ora si capisce perché con il cielo cosi plumbeo c’è anche il sole che lo squarcia: è la speranza che domani si arrivi ad un mondo migliore.

Ecco quindi come si presenta l’opera ormai completata:

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il murale

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inserito nell’ambiente

Ed ora, per dare il giusto valore all’opera vi proponiamo una serie di particolari.

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /87

Oggi 30 ottobre abbiamo fatto visita al Laboratorio Sociale “Red Lab” al Quarticciolo, storico assembramento di case della estrema periferia est di Roma, nel quartiere Alessandrino (ironia della sorte) dove il fascismo relego’ gli abitanti del Rione (chiamato Alessandrino) compreso fra piazza Venezia ed in Colosseo le cui case vennero rase al suolo per realizzare la famigerata via dell’Impero, ancora oggi una ferita aperta (col nome di via dei Fori Imperiali) nel tessuto urbano cittadino. Questa realtà sociale, costituita da un edificio abitativo occupato, ha prodotto, in questi ultimi tempi, la bonifica del piano interrato dell’edificio stesso che sarà adibito a sportello sociale al servizio della collettività; per l’occasione si sono dati convegno alcuni tra i migliori street artist romani che stanno affrescando le pareti con i loro splendidi murales. Tutto sarà pronto per Sabato 1 Novembre quando ci sarà l’inaugurazione del centro e si farà grande festa: alle 20,00 ci sarà una luculliana cena per palati vegani e vegetariani e alle 22,00 grande musica per orecchie raffinate. Invece dal punto di vista artistico gli street artist, forse già in mattinata ma sicuramente dal primo pomeriggio, daranno gli ultimi ritocchi alle loro opere; ci saranno Aladin, Alt 97, Bol 23, Cancelleto, Eukary ota e il milanese Tilf; quale occasione quindi per scambiare con loro qualche idea sull’arte contemporanea! Il tutto avverrà in via Ostuni 9, angolo piazza del Quarticciolo.

Noi da parte nostra, per stimolare l’appetito degli amanti della Street Art, facendogli venire l’acquolina in bocca presentiamo in anteprima l’opera, in corso di realizzazione a quattro mani, di Bol 23 e Eukary ota. Buona visione!

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 le quattro facce del pilastro

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tre splendidi particolari dell’opera

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /86

Dopo la parentesi del Parco delle Energie, oggi 29 riprendiamo la quotidiana rubrica presentandovi un nuovo murale; veramente è stato iniziato da diversi giorni, ma oggi finalmente l’abbiamo potuto riprendere in tutto il suo splendore anche se era presente ancora il ragno che col suo cestello ha portato gli artisti su, su, fino a circa 25 metri dal suolo. Gli artisti in questione sono gli “Etam Cru” due ragazzi polacchi che rispondono ai nomi di Sainer e Bezd. Il primo giorno che ci siamo avvicinati all’opera c’era Bedz, oggi abbiamo conosciuto Sainer; purtroppo non siamo riusciti a comunicare con loro per la nostra endemica non conoscenza della lingua inglese (figuriamoci il polacco!). L’opera è stata realizzata nel quartiere Prenestino-Labicano, dove l’estrema propaggine del Pigneto si lega alla Marranella; siamo all’incrocio fra via del Pigneto e via Ludovico Pavoni.

Scatti del 26 ottobre

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Scatti di oggi 29

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l’opera definitiva

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due particolari del volto

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due particolari di mano con bidone

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l’opera inserita nell’ambiente

Domani 30 ottobre, alle ore 18 presso la galleria Varsi, in via di S.Salvatore in Campo 51 (siamo vicino a via dei Giubbonari, rione Regola), verrà inaugurata la mostra di Etam Cru, “Bedtime Stories”, curata da Marta Gargiulo. Mi raccomando non perdete questa grande occasione, è la prima volta che i due artisti espongono in Italia.

Un giorno al Parco delle Energie

L’11 di ottobre, al Parco delle Energie, si sono dati convegno 4 street artist per riqualificare un edificio all’interno del parco stesso. Gli avventurieri erano, in stretto ordine alfabetico: Gio Pistone, Cancelletto, Martoz e Alleg. Per due giorni si sono scatenati realizzando delle opere che si sono interconnesse le une con le altre senza soluzione di continuità e fra poco vi renderò conto di ciò che le loro mani virtuose e le loro menti pensanti hanno realizzato, ma prima facciamo un po’ la storia dei questo parco e di ciò che gli vive intorno.

Parlare solo di Parco delle Energie è riduttivo, perché la sua storia è strettamente connessa con gli scheletri di cemento ultradatati ed un lago recente che lo circondano e tutto, specie per gli abitanti della zona, è conosciuto come l'”Ex Snia”. Un tempo in tutta quell’area c’era una grande fabbrica della Snia Viscosa che per tutta la prima metà del Novecento produsse un tipo di seta artificiale, il rayon, attraverso la raffinazione chimica della cellulosa. Durante la seconda guerra mondiale, alla SNIA si producevano divise e e tutto cio che di tessile serviva per i soldati al fronte, e sotto la fabbrica venne costruito un rifugio antiaereo per gli abitanti del quartiere. Verso la metà degli anni ’50 lo stabilimento venne letteralmente abbandonato e la natura cominciò a riprendersi quello che le apparteneva, rovi e alberi veri e propri cominciarono a frantumare i muri fatiscenti dei capannoni e degli edifici una volta adibiti ad uffici. Tutto il sito, costituito da 14 ettari di terreno, inizialmente venne destinato alla realizzazione di edifici ministeriali nell’ambito del famoso SDO, l’asse direzionale orientale previsto dal piano regolatore del 1965 peraltro rimasto un mito urbanistico perchè mai realizzato;  l’ area entrò presto nelle mire dei palazzinari romani che in un mostruoso giro di intrallazzi, anche se non riuscirono ad abbattere gli edifici esistenti riuscirono comunque ad iniziare i lavori di edificazione nelle aeree libere, ma una grossa sorpresa sarebbe arrivata di lì a poco: era appena iniziata la costruzione di un edificio, quando improvvisamente lo scavo realizzato si allagò di acqua frizzante: le ruspe avevano sfondato la falda acquifera storica dell’Acqua Vergine, che attraversa la zona di Roma est: quella dell’acqua bullicante da cui prende il nome anche una via nelle vicinanze. Già dopo un anno l’acqua sommergeva completamente la zona del cantiere, ricoprendo la parte già edificata e bloccando definitivamente i lavori.

Nel frattempo, nel 1994 una parte del complesso che comprendeva alcuni edifici e poco più di due ettari di terreno veniva espropriata d’urgenza ; quell’area venne aperta agli abitanti del Prenestino-Labicano divenendo  il Parco delle Energie, la prima area verde del quartiere.

Nella parte del complesso industriale adiacente alla Via Prenestina è sorto nel 1995 un centro sociale, che ha dato il via a diverse attività autogestite, compresa una ciclo-officina, e che rivendica il salvataggio dell’area dalla speculazione e la riconsegna ai cittadini del parco.

In questa situazione veramente molto intricata, stando agli ultimi sviluppi, sembra che il lago sia, come dire, salvo; ossia la procedura di esproprio è andata a buon fine, sono iniziati i lavori di bonifica e presto tutti i cittadini avranno la possibilità di godere dell’unico lago sorgivo esistente all’interno del territorio del comune di Roma. Per quanto attiene, invece, il destino degli edifici della ex Snia ancora in mano alla vecchia proprietà non è dato di sapere quale sarà il loro destino ovvero se si procederà con la solita speculazione edilizia oppure se la magistratura troverà illeciti commessi sulla variazione di destinazione d’uso dell’area.

Per ora noi godiamoci le opere realizzate dai sopraccitati artisti e già che ci siamo, diamo anche una sbirciatina in giro per il parco e scorgeremo che vi sono anche altre buone opere di quella branca della street art che chiamiamo lettering.

Parte prima: gli artisti al lavoro

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Martoz e Gio Pistone                                                                                       Alleg 

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“Gio Pistone alle prese con i suoi Algarotti” (a sx si scorge anche #Cancelletto#)

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Martoz                                                               Alleg

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#Cancelletto#

Parte seconda: le opere

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Alleg e Gio Pistone

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Cancelletto e Alleg

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Martoz

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Gio Pistone

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Cancelletto

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Martoz

Parte terza: alcuni particolari

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Parte quarta: il Lettering del Parco delle Energie

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e……………….. Dulcis in Fundo: W il lago!

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by Aladin – ingresso al lago ex Snia, lato via di Portonaccio

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /85

Oggi 27 ottobre vi presentiamo una perla di Alice Pasquini, un po’ datata, era l’estate del 2013; non sappiamo se e come abbia resistito alle invasioni barbariche! Siamo a Roma, nel quartiere Flaminio, l’opera ha trovato il supporto in una cassetta di derivazione elettrica dell’ACEA a ridosso di Ponte Milvio, lo storico ponte di cui le tre arcate centrali risalgono al 200 avanti Cristo, e che i romani chiamavano “Mollo” perché aveva la peculiarità di “andare a mollo” (ossia di essere sommerso) per primo durante le ondata di piena.

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l’opera

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l’ambiente

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /84

Ricordate il “Murale al Giorno” numero 21? Vi avevamo presentato un trittico di  Yuri (HOPNN in cirillico) realizzato su tre grandi serrande affiancare al “CSOA ex Snia”. Questa sera del 26 ottobre ve ne presentiamo un’altro realizzato di recente e che ha la particolarità di essere diffuso all’interno di un quartiere. Stiamo parlando del Pigneto; Yuri vi ha fatto ritorno, dopo la sua interminabile trasferta francese, e si è presentato come al solito realizzando delle opere sublimi, sempre inconfondibili. Il messaggio lanciato dall’artista e sempre quello che gli sta più a cuore, andare in soccorso dell’ambiente, e nello specifico di una metropoli soffocata dal traffico. la prima opera di questa trilogia, affissa nottetempo in via Giovanni Brancaleone presenta una mente chiusa da un casco automobile, la seconda che si presenta in tutta la sua luminosità in via Castruccio Castracane mostra un Cardinale che si appresta a cibarsi di anidride carbonica servitagli su di un tavolo automobile ed una terza presente in via Macerata che mostra un giovane in bicicletta, tutto bardato e con una torcia in mano, che si prepara ad affrontare festoso i rigori dell’inverno in arrivo.

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via Giovanni Brancaleone

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via Castruccio Castracane

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via Macerata

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /83

Oggi 25 ottobre, facciamo visita in uno dei centri di aggregazione sociale della periferia romana, andiamo al “Laboratorio Sociale Autogestito 100 Celle”, in viale della Primavera, nel quartiere Prenestino_Centocelle di Roma.

La struttura che ospita i Laboratorio sociale è un casale espropriato a suo tempo per pubblica utilità ma che rimase nelle mani del proprietario per lungo tempo fino a quando con un’azione pubblica di riappropriazione sociale fu restituita all’uso della collettività. Fra le molteplici iniziative ed attività che si tengono nel centro in date prestabilite citiamo:

un mercatino biologico alimentare ed artigianale “Il mercato che vorrei”, la ciclofficina,  Ort@maestra, un orto sinergico e tradizionale didattico, la Milonga popolare, la sala da thè, la taverna del Casale, laboratori di tango, kung fu, danze orientali, Tai chi chuan, teatrale per bambini.

Fiore all’occhiello del centro è poi la biosteria “Saltatempo” dove sembra si possano gustare piatti sapientemente cucinati nell’ambito della più rigorosa tradizione  popolare italiana. Particolare attenzione viene posta nella preparazione di piatti senza sostanze animali e nel considerare l’acqua come bene comune pubblico offrendo solo acqua di rubinetto.

All’interno biosteria ci sono alcune opere di street art; quella che noi riteniamo possa rappresentarle tutte ve la presentiamo; è un superbo ritratto di Carl Marx realizzato da Aladin di cui abbiamo avuto spesso occasione di ammirare le opere in questo progetto. Per questa occasione Carlo Marx indossa una maschera antigas per filtrare allegoricamente gli aspetti della vita contemporanea perché tutto ciò che ci circonda non è mai come vorrebbero farci credere.

2014-10-25

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /82

Oggi 24 ottobre, vi presentiamo un lettering; un’opera lunga oltre venti metri che si staglia sul muro di recinzione di un palazzo stretto fra   l’acquedotto Claudio e il complesso ferroviario della Cintura di Roma. Siamo in via della stazione Tuscolana dove converge su via Casilina Vecchia al quartiere Tuscolano. A realizzare l’opera è stata la 180 Crew.

La 180 ALL STARZ nasce come crew di writers intorno al 1998 a Roma, frutto dell’incontro di alcuni writers provenienti da tre regioni in particolare: Campania, Sicilia e Abruzzo. Col passare degli anni nuovi incontri ed amicizie hanno permesso che la crew diventasse sempre più numerosa, accogliendo componenti anche da Roma, Pesaro e Lecce e coltivando diverse altre attività legate al mondo dell’arte e della comunicazione come l’illustrazione, la pittura, la musica hiphop ed elettronica, il graphic design ed il video.

Buona visione!

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /81

Questa sera vi presento un’opera, un poster di Borondo, l’ho catturata il 25 aprile di quest’anno in via dei Marsi a Roma, nel quartiere di S.Lorenzo, vetrina degli street artist, dove ogni artista, possibilmente nottetempo espone la sua opera, qualche volta di routine e qualche volta provocatoria. Veniamo all’opera, un delicato poster prodotto da Borondo, si carta di giornale, avente per soggetto una donna, non si sa se giovane o vecchia, vestita di stracci, un grosso fazzolettone che le copre completamente la testa, raccolta in ginocchio, a mani giunte, che chiede l’elemosina. Ottima opera, ma quello che per noi la rende addirittura eccezionale è il fatto che il 5 di ottobre, ossia sei mesi dopo l’accertata esistenza dell’opera,  in via della Conciliazione abbiamo fotografato la sua modella. Ecovi le prove:

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l’opera

e qui di seguito la modella

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /80

Questa sera, siamo arrivati al 22 di ottobre, sta cambiando la temperatura, viaggiamo ormai a grandi falcate verso il grembo di messer inverno e la mente comincia a andare a ritroso nel tempo alla ricerca dei momenti luminosi dell’anno. Come quando oggi, passando in via Volturno, al rione Castro Pretorio di Roma, i miei occhi sono andati famelicamente alla ricerca dell’ingresso di quello che una volta era stato un cinema (il Volturno) e che negli ultimi anni era diventato (Volturno occupato)  uno dei più importanti centri di aggregazione sociale del Centro della città. Ed ho ricordato che, nel corso dell’estate, il clan dei palazzinari romani aveva fatto bingo (sì li dovrebbe sorgere una famigerata sala bingo) ed aveva ottenuto lo sgombero forzoso della sala ad opera della forza pubblica ed i Bravi del signorotto di turno erano subito entrati con i picconi per accanirsi contro le opere realizzate, all’interno del complesso, da tantissimi street artist italiani e stranieri. Quello scrigno d’arte contemporanea vive ormai nel pensiero di tutti quelli che lo hanno frequentato ed anche, per fortuna, nel nostro archivio fotografico.

Voglio pertanto condividere con tutti almeno due opere, la prima che ti accoglieva quando arrivavi in via Volturno e già da lontano stuzzicava i tuoi pensieri, sul portone di ingresso si stagliava un volto umano opera di due steert artist, Lex e Sten, lei di Taranto, lui di Roma. Entrambi del 1982, sono considerati nell’ambito della Street Art tra i primi diffusori in Italia dell “Stencil Graffi”. Dopo un inizio in cui si sono rifatti a personaggi tratti da film degli anni ’60, hanno sviluppato la tecnica della mezzatinta nello stencil. A partire dal 2009, Sten e Lex utilizzano lo stencil come poster e vi dipingono sopra per poi distruggere la matrice; il processo comincia con l’affissione in strada di uno stencil che è attaccato al muro come un manifesto; starà poi al tempo ed agli agenti atmosferici rimuoverlo per lasciar spazio all’immagine impressa sul muro.

La seconda opera invece è quella che vedevi solo al momento dell’uscita del Volturno occupato, non la perdevi mai perché tanto era intenso il suo messaggio che gli occhi si alzavano automaticamente a guardarla. L’opera era di Borondo, la superficie quella da lui prediletta, il vetro, sul quale dopo aver passato, come i questo caso, mani di vernice colorata (ma spesso ama usare solo il bianco), graffiandola sapientemente con un raschietto riesce a far emergere delle figure antropomorfe che sembrano, per il loro aspetto tridimensionale, scolpite. E significativo è il messaggio che lanciava l’opera: in questo luogo di cultura le menti hanno stabilito un contatto producendo una sinergia luminosa!

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l’opera di Lex e Sten sul portone di ingresso del Volturno Occupato

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l’opera di Borondo sul frontone all’uscita dal Volturno Occupato