Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /62

Il murale che visiteremo oggi 3 ottobre è molto particolare per il suo significato: infatti è il primo murale antimafia realizzato a Roma. L’artista che lo ha realizzato è David “Diavù” Vecchiato, animatore del progetto M.U.Ro, Museo di Urban Art di Roma, che sta realizzando un museo completamente integrato nel tessuto sociale, come la forma d’arte che segue, promuove e produce: la Street Art. In particolare questo museo,  che si sviluppa nelle strade dello storico quartiere del Quadraro, attualmente comprende oltre 20 lavori realizzati da importanti firme dell’Arte Contemporanea di tutto il mondo. Torniamo al murale antimafia, esso è stato realizzato, all’inizio dell’estate, nel Parco Collina della Pace nato nel cuore del quartiere Finocchio, nella periferia est della Capitale, nell’ambito di un ambizioso e concreto intervento di recupero ambientale e di riqualificazione urbana. Il nome “Collina della Pace” trova la sua origine in una manifestazione ivi svoltasi negli anni ’70 proprio a favore della pace. Poi col tempo l’area era addirittura caduta tra gli artigli della malavita organizzata per la fattinspecie della Banda della Magliana e del suo cassiere Enrico Nicoletti. Più di dieci anni fa l’intera area è stata confiscata, restituita ai cittadini e assegnata al Comune di Roma per usi sociali.

Oggi il parco è intitolato alla memoria de siciliano Peppino Impastato, uno dei “testimoni” più rappresentativi della lotta contro la mafia, un giovane militante di Avanguardia Operaia (movimento sempre in prima linea negli anni Settanta quando c’era da lottare contro ogni forma di fascismo) che mise in piedi una agguerritissima “Radio Aut” con cui denunciava i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini. Ovviamente nella più totale assenza dello stato Peppino fu facile preda dei malvagi contro cui lottava e cui dava molto fastidio e finì assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978.

Il murale si sviluppa su due muri prossimi fra loro ma sfalsati quindi lo presentiamo con due immagini:

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porzione di destra, la più estesa

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porzione di sinistra

La realizzazione del murale è stata promossa dall’associazione antimafie daSud in occasione dell’ultima tappa romana della sua lunga marcia della memoria “MammaMafia. Il welfare te lo paghiamo noi”.

Dimenticavo di dire che Enrico Nicoletti,  all’interno dell’area poi trasformata in parco, aveva costruito abusivamente un palazzo di sei piani per destinarlo ad albergo. Dopo la confisca solo la mobilitazione dei cittadini del quartiere riuscì a far abbattere quell’ecomostro.

E qui di seguito presentiamo quattro particolari dell’opera così da farvi apprezzare meglio lo stile pittorico di Diavù

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e per finire, la mano dell’artista che realizza l’opera

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