Un difficile caso per Hercule Poirot

Stanno accadendo cose strane nel mondo della street art romana e per venirne a capo si dovrebbe scomodare l’illustre detective belga nato dalla fervida immaginazione di Agatha Christie.

Prologo: Parliamo del celebre e quotatissimo (dal punto di vista culturale) Street Artist romano che risponde al nome di JBRock. Non avendo, purtroppo, mai avuto occasione di incontrarlo personalmente nel corso delle nostre scorribande fotografiche e quindi essendo finora stati impossibilitati a conoscerlo di persona e parlare con lui (cosa che è avvenuta con risvolti meravigliosi con altri Street Artist dell’area romana) ci limitiamo a dare qualche semplice notizia che permetta di inquadrare senza equivoci la personalità di questo artista.

Tra graffiti, poster e stencil JBRock è un’autorità nella scena street italiana e soprattutto romana; con le sue opere ha cambiato letteralmente il volto di alcune strade come nel caso dell’intervento per l’Outdoor Urban Art Festival 2010 in via dei Magazzini Generali al quartiere Ostiense. E una traccia ancor più marcata l’ha lasciata alla fine del 2014, sempre all’Outdoor Urban Art Festival che si è svolto, questa volta, dentro le mura (infinite) della ex Dogana dello scalo ferroviario di Roma S.Lorenzo (vedasi articolo “Outdoor festival 2014/2 del 17 novembre 2014), dove in maniera direi quasi maniacale ed ossessiva ha riempito muri, soffitto e pavimento di uno smisurato salone con sfumature monocromatiche ovvero con spazi multicolori incorniciati da tratti neri che si rifanno ai pittogrammi orientale (sinogrammi).

Antefatto: JBRock realizza, a scadenza ravvicinata, una serie di opere di cui parte si rifanno a quelle realizzate per Outdoor Festival 2014 ed altre consistenti in faccioni gialli di svariati personaggi nati dalla sua mente creativa; queste opere vengono esposte (incollate), a scadenze ravvicinate, sui muri della città ed in particolare sugli spazi di affissione degli anni ’60 (tabelle metalliche con logo S.P.Q.R. addossate ai muri dei palazzi all’interno o nelle immediate vicinanze delle mura Aureliane) che sono miracolosamente sopravvissuti alla folle mania distruttiva delle amministrazioni comunali che si sono succedute nel frattempo.

Fatto: Con la complicità della posizione delle opere (letteralmente a portata di mano), della capillare pubblicità dell’esposizione (pubblicazione di Facebook) e per ultimo, ma non meno importante, il valore intrinseco che ognuno di noi può attribuire alle opere, queste, una per una, sono state in breve sottratte da ignoti.

Conseguenza:  Non siamo riusciti a documentare la maggior parte delle opere realizzate da JBRock in quanto, nonostante la solerzia che ci è proverbiale, spesso siamo arrivati sul posto quando le opere erano già scomparse, dobbiamo quindi accontentarci di presentare a fedeli frequentatori  del progetto “FotografiaErrante” solamente queste quattro opere.

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via Nedo Nadi

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via Antonio Allegri da Correggio

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Giardini del Pincio (villa Borghese)

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via delle Belle Arti

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