Mese: ottobre 2015

Edificio Fleming /9

Sotto l’occhio vigile di una solare mucca realizzata da Pino Volpino,

9.0

il giovane Gorilla scatena la propria vis creativa realizzando ben quattro opere con la tecnica dello stencil. Questa tecnica, se da una parte favorisce una rapida esposizione di un’opera, presuppone, a monte, un duro lavoro di preparazione della (o delle, nel caso di uso di più colori) matrice. Il nostro artista prepara i suoi stencil un maniera veramente artigianale, assemblando più fogli di carta formato A4 che dopo l’uso diventano inservibili; questo fa sì che l’opera realizzata diventi un pezzo unico.

9.1     9.2

Gorilla attacca la prima opera

9.3

originalissimo modo di firmare

9.4

l’opera

9.5

nell’ambiente (sullo sfondo l’opera di X già presentata)

9.6     9.7

Gorilla alle prese con il secondo stencil

9.8

l’opera

     9.10

nuovo stencil

9.11

terza opera

9.12

visione d’insieme

In uno stainzino appartato, dove venivano, e vengono tuttora conservati enormi flaconi contenenti strane pozioni, Gorilla si è ricavato un piccolo angolo per esporre la sua quarta opera; eccola:

9.13

9.14     9.15

visioni d’ambiente

Edificio Fleming /8

Questa sera è la volta del Lettering alla ex fabbrica di medicinali sulla via Tiburtina; al contrario delle opere figurative che sono in massima parte concentrate nell’edificio che sembra fosse il più importante e dove probabilmente erano avviate le produzioni dei medicinali,  gli esercizi calligrafici sono equamente distribuiti nei tre edifici che costituiscono l’intera struttura farmaceutica, di cui uno adibito sicuramente a magazzino e dove sono ancora presenti, più o meno integri, scatoloni contenenti milioni di fiale pronte per essere riempite di farmaci che vanno letteralmente in frantumi al passaggio del visitatore incauto. Buona visione!

8.12

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8.13

Edificio Fleming /7

Un’altro passaggio, e sicuramente non l’ultimo, alla ex fabbrica di medicinali. Questa sera vi presenteremo quattro opere diversissime tra loro che dimostrano quanto sia vivo e vario il mondo della street art romana. La prima opera che vediamo è quella di Roberta Gentili, già incontrata due giorni fa con la presentazione del lavoro da lei realizzato con Pino Volpino. E’ rappresentata una giovane donna alla mercé di un mondo misterioso fatto di pozioni magiche e sorvegliata da esseri alieni:

7.1

l’opera di Roberta Gentili

7.2

superba la sua posizione!

La seconda opera che vi presentiamo è un poster di pregevole fattura che presenta una splendida Marilyn Monroe tatuata; è esposta un po’ defilata rispetto agli altri murales presenti nel sito, e difficilmente raggiungibile dall’occhio del visitatore distratto; ma a noi, attenti anche alla più piccola sfumatura delle ombre, si è mostrata fin dal primo giorno in tutta la sua bellezza. L’autore è RXIII. (R-13)

7.5

Marilyn

7.6

tra le assurde geometrie del luogo

La terza opera che vediamo, riteniamo sia una delle più datate; ad un volto appena accennato si contrappone un corpo aggraziato e con ombre ben distribuite; il sesso è sfacciatamente surreale. l’opera non è firmata:

7.3

l’opera

7.4

nel tetro scantinato

L’ultimo pezzo  che presentiamo questa sera preannuncia un prossimo passaggio nel mondo del lettering che anche in questo sito è variamente rappresentato:

7.7

l’opera

7.8

vista da lontano

Edificio Fleming /6

Questa sera del 27 ottobre vi presentiamo le opere esposta alla ex fabbrica di medicinali di via Tiburtina da un trio di artisti molto affiatati tra loro; si tratta di MK, Rox Piridda e Chew-Z. Li abbiamo già incontrati sia nel corso delle visite al “Luogo ai confini della realtà” che “Sulle sponde del Liri”. Queste sono le loro realizzazioni:

6.1

l’introspettiva opera di MK

6.2

che contrasta con il volto etereo della fanciulla realizzata da Gomez

6.3

la surreale opera di Rox Piridda

6.4

il simbolismo di Chew-Z

Edificio Fleming /5

Dopo breve pausa bucolica riprendiamo il reportage dalla fabbrica abbandonata, in via Tiburtina a Roma, che un tempo fu sede di un’industria farmaceutica all’avanguardia per tecnologia; vi si produceva la penicillina che soddisfaceva non solo il fabbisogno del nostro paese ma addirittura quello di tutta Europa. L’artista su cui questa sera focalizziamo la nostra attenzione è Pino Volpino, perfetta simbiosi fra l’amore per l’essere umano e l’amore per gli animali, una figura squisita, e come uomo e come artista. Una delle opere, che in seguito puntualizzeremo, è stata realizzata con la collaborazione dell’artista Roberta Gentili. Nella lunga carrellata, svariate sue opere sono esposte sui freddi muri di questo immenso sito, vedremo simpaticissimi animali che sembrano vivere tensioni e passioni …… umane:

5.1

asinello dal manto blu di Prussia

5.2

la dama con la foca, opera a quattro mani con l’artista Roberta Gentili che ha realizzato la dama

5.3     5.4

la foca di Pino Volpino                                     la dama di Roberta Gentili

5.7     5.6

la famiglia maialini

5.8

che timidamente esplora l’ambiente

5.9

l’elefantino miseramente caduto dal cielo

5.10

in un freddo e sporco interrato

Edificio Fleming /4

Assiduo frequentatore della fabbrica farmaceutica abbandonata  sulla Tiburtina, nei pressi di S.Basilio, all’estrema periferia est della Capitale, prossima al Grande Raccordo Anulare, è Carlos Atoche; su muri del sito sono esposte ben sue quattro opere:

4.1

opera n° 1

4.2

opera n° 2

4.3

i due murales affiancati…..

4.4

…. e nell’ambiente

4.5

opera n° 3

4.6

opera n° 4

4.7

nell’ambiente

Edificio Fleming /3

Tre artisti giovanissimi, tutti provenienti dalle scuole d’arte romane, liceo artistico e accadamia, hanno affrontato i muri di questo grande edificio che fu una volta un’industria farmaceutica all’avanguardia. Si tratta di tre grandi amici: ICS (X), Gore e Jerico; queste le opere da loro esposte:

3.1

l’opera di X

3.2

nell’ambiente

3.3

l’opera di Gore

3.4

a protezione della ragazza dipinta da Gomez

3.6

l’opera di Jerico

3.7     3.8

l’ambiente espositivo

3.9     3.10

nel ripostiglio

3.5

sogno!

 

Edificio Fleming /2

Il primo giorno che vi abbiamo messo piede in questa ex fabbrica di medicinali, eravamo spinti, anzi trascinati, dalla notizia che c’era andato a realizzare la sua opera lo street artist Luis Gomez  de Teran, entrato prepotentemente nel mondo della street art romana nel mese di febbraio del corrente anno, dopo essersene stato all’estero, a Londra e a Berlino, a studiare e carpire i segreti di quell’arte che nasce, vive e muore rapidamente sui muri delle grandi città. Da allora ci ha regalato delle opere sublimi, volti di persone espressi con una drammaticità unica, capace di farci sentire i brividi lungo la schiena; su questo progetto lo abbiamo incontrato e documentato negli articoli rispettivamente del 27 marzo, 6 giugno e 26 luglio.

Vi presentiamo quindi l’opera realizzata da Gomez il  2 luglio scorso:

2.1

l’opera

2.4

particolare

2.2     2.3

work in progress

Luis non si è fermato qui; dopo qualche giorno, forse una settimana è tornato a dipingere in questo sito e, al piano inferiore, ha realizzato quest’altra opera:

2.5

Una particolarità: queste due opere si trovano su due piani dell’edificio ma hanno la particolarità di stare sulla stessa verticale; due metri più avanti, sul pavimento, c’è un buco, probabilmente una volta vano per montacarichi; i due volti si cercano, quello al piano superiore guarda in basso, quello al piano inferiore punta gli occhi verso l’alto; ma i due sguardi non si intrecceranno mai. Noi abbiamo sfruttato quel buco per avvicinare idealmente quei due volti che insieme formano un’unica opera, chiamata “tra paradiso ed inferno” dallo stesso artista:

2.6

tra paradiso ed inferno

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Ed ora ci permettiamo una surreale visione delle opere nell’ambiente:

2.7

2.8     2.9

:

Edificio Fleming /1

Cominciamo oggi una bella passeggiata che ci porterà in uno dei luoghi abbandonati più suggestivi che noi abbiamo visitato. Si tratta di una ex fabbrica di medicinali, ubicata nella estrema periferia romana entro il Grande Raccordo Anulare, famosissima perché fu la fabbrica della “Penicillina” che ,aperta nel 1950, produsse quel preziosisimmo medicinale per il fabbisogno di tutta Europa; inaugurata  il 21 settembre, “nientepopodimenoche” dal grande Alexander Fleming, rimase in esercizio per meno di mezzo secolo e venne letteralmente abbandonata all’incuria con tutto ciò che conteneva, fiale, fialette, prodotti chimici di ogni specie. Nei magazzini, ancora oggi, vi sono accatastate migliaia di fiale e boccettine in attesa, ormai vana, di essere riempite del miracoloso farmaco. Nel corso degli anni successivi alla chiusura, il sito che ospita questa fabbrica, a quanto è dato di vedere, è stato oggetto delle attenzioni dei  palazzinari d’assalto, infatti l’attento osservatore non può non notare che incastonate nel vecchio edificio principale sono state tirate su delle vere e proprie strutture in cemento armato che avrebbero dovuto probabilmente comparire all’improvviso per divenire casermoni con qualche centinaio di appartamenti. Poi invece, per qualche motivo insondabile, il tutto è stato abbandonato al degrado più assoluto; la vegetazione ha cominciato ad impossessarsi delle aree libere da fabbricati, qualcuno ha pensato bene di depredare il sito di tutto ciò che potesse portare un reddito se pur minimo e per fare questo non si è fermato nemmeno quando si è trattato di procedere a demolizioni di tramezzi e parte di solai. Mentre una parte dell’immenso sito formato da più edifici è diventato rifugio di senza casa, un’altra parte è stata scelta, nel tempo, da vari artisti come edificio espositivo delle loro opere. Le pareti esterne, che danno sulla via Tiburtina, sono da qualche tempo divenute luogo favorito per il rilascio della famosa “Arte da Rubare“, scaturita dalla mente geniale e precorritrice dello street artist Canz (vedi “Arte da Rubare/1”, articolo del 14 luglio scorso). Scopo di questo reportage è quello di mostrare ai frequentatori del progetto “FotografiaErrante” i murales presenti all’interno di questa fabbrica abbandonata. Cominciamo questa sera con colui che, per primo, nel lontano 2004, ha percorso le scale per arrivare all’ultimo piano, il terzo, scovare un immenso salone, e farlo diventare il suo atelier; si tratta di Rust Age.

Al centro di quel grande salone facciamo un giro completo sui nostri piedi:

1.1

parete sud

1.4

parete ovest

1.2

parete nord

1.3

parete est

1.5

angolo della parete nord, dal lato della scala di ingresso

Ed ora una serie di particolari:

1.7    1.12

1.8     1.11

1.10     1.9

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1.13

la firma

Il lettering di via Marilyn Monroe /2

Poco distante da via Luigi Chiarini, visitata ieri, c’è una strada intitolata ad uno dei miti della cultura pop mondiale, Marilyn Monroe. Anche qui, c’è un grande muro libero anch’esso meta delle convention artistiche che i giovani wtriters organizzano nella città di Roma; anche da questa strada mancavamo dalla primavera scorsa, per l’esattezza dal 17 aprile; anche in questo caso il muro si è in buona parte rivestito; questo è il report della nostra visita:

2.1

2.2

2.3

2.4

2.5

2.6

2.7

2.8