Blu

Mammut a Rebibbia /4

Riprendiamo il discorso trattato l’ultima volta il 17 luglio scorso; quel giorno presentammo il grande murale realizzato da Blu nell’ambito dei festeggiamenti per l’avvenuto recupero di un terreno da adibire a struttura polivalente a disposizione dei giovani del quartiere di Rebibbia.  Grazie alla messa in cantiere del progetto  “Mammut” i cittadini di Rebibbia, un quartiere dimenticato dalle istituzioni,  hanno cominciato a recuperare alla collettività spazi vitali dove poter creare un minimo di aggregazione sociale. Con Blu vennero chiamati a realizzare altri murales lo street artist Aladin e Zerocalcare che, dismessa per un attimo la veste di grande fumettista, si cimentò nuovamente nell’arte del muro.

Ebbene, alcuni giorni fa, il Maestro è tornato a Rebibbia e, nello stesso comprensorio di palazzi che lo avevano visto protagonista in quei giorni d’estate, ha realizzato, in via Giovanni Palombini, un’altro murales, di quelli che sa concepire solo lui, grandissimo, con tutti i colori del mondo, sferzante, che trasmette un messaggio inequivocabile:

4.1

l’opera

4.2

sale fino al cielo

Una serie di immagini di particolari dell’opera per meglio cogliere sfumature e contenuti:

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4.5     4.6

4.7     4.8

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4.9

 libera composizione dell’opera

Mammut a Rebibbia /3

Riprendiamo e terminiamo il discorso sul progetto Mammut a Rebibbia; il 12, 13 e 14 giugno venne organizzata una grande festa per celebrare l’avvenuto recupero alla collettività di spazi abbandonati in un quartiere periferico della città di Roma, dove è stato costruito un mastodontico penitenziario, famoso in tutta Italia, ma dove, paradossalmente, per i cittadini e specialmente per i giovani, nulla è stato fatto. Un campo abbandonato, pare in odor di mafia capitale, è stato liberato e strutturato in modo tale da divenire un vero e proprio luogo di aggregazione per i giovani della zona. Durante quella bella festa portata avanti con tanta musica, ottime mangiate, degustazioni di buone birre, si sono esibiti ed hanno realizzato delle opere sublimi, tre street artist, ormai di fama mondiale, tra i più attenti ai bisogni della gente specie dei più deboli, senza nulla togliere a tutti gli altri street artist, un mondo che fortunatamente, nessuno escluso, è per antonomasia molto impegnato nel sociale. Nelle prime due puntate avevamo presentato il gioioso Mammut, simbolo del Comitato di Quartiere, realizzato da Zerocalcare e la coppia di  innamorati troppo innamorata realizzato da Aladin. Questa sera è la volta del terzo artista venuto a Rebibbia; si tratta di Blu, seguiamolo nella sua forte satira contro il vigente sistema di potere tutto impegnato a limitare le libertà individuali di chi, siano essi migranti, giovani senza lavoro, padri e madri di famiglia che hanno perso il lavoro, non è perfettamente in linea col pensiero di una classe dominante che si sta chiudendo a riccio nel proprio sterile mondo. Siamo in via Ciciliano, la parete è quella di uno dei palazzi delle case popolari.

3.1

Blu, provetto scalatore, all’opera comodamente appeso alle corde realizza il suo grande murale

E qui di seguito tre immagini riprese in tempi diversi dal sovrastante vivaio di via Adolfo Marco Boroli:

3.2     3.3

3.4

Una sequenza, ora, di particolari per meglio cogliere l’intensità dell’opera:

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3.11     3.10

3.9

E prima di lasciare il sito, ci concediamo un ultimo sguardo a questa stupenda opera:

3.13

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /200

Ricordate il murale al giorno numero 100? Lo dedicammo ad Aladin, era il 14 novembre dello scorso anno. Oggi il murale numero 200 lo dedichiamo ad un altro grande della street art, Blu. Perché, direte voi, accomunate Aladin e Blu? Beh, è semplice; primo perché sono due street artist sulle righe; secondo perché, e questa volta ci ripetiamo, tutti e due condividono (insieme a noi) una passione: la solidarietà per i deboli e l’odio nei confronti dei potenti che sfruttano i deboli!

L’opera di Blu che stasera vi presentiamo l’abbiamo scovata al Collatino Underground, spazio sociale di una realtà occupativa in via Georges Sorel, al XXII quartiere di Roma, il Collatino. Siamo nella zona est della città, periferia avanzata ma non estrema.

IL murale è complesso, si estende sulla parte bassa di due pareti di un palazzo, lungo la rampa di accesso veicolare ai locali interrati, per l’appunto quelli utilizzati dal Collatino Underground. Realizzare una fotografia esaustiva dell’opera è risultato impossibile, e per la allocazione dell’opera, e per la mancanza di spazio fisico dove i palazzi sono letteralmente montati uno sull’altro; scusandocene con i frequentatori del progetto “FotografiaErrante”, vi proponiamo alcuni scatti che comunque rendono giustizia ad un’opera molto datata, realizzata da un Blu giovanissimo. Ormai si è persa la memoria di questo murale e siamo solamente riusciti ad accertare che già esistesse nel 2007. Una particolarità: durante il nostro breve contatto con il murale abbiamo avuto, netta, la sensazione che aleggiasse sull’opera lo spirito di un altro grande della street art, Keith Haring!

200a

l’opera vista dal palazzo di fronte

200d

visione dalla rampa di accesso

200b

campo allargato

200c

il volto misterioso

Ed ora una serie di particolari dell’opera:

200e     200f

200g     200h

200i     200l

 

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /88

Questa sera, ultima del mese di ottobre, caliamo il sipario sul terzo atto della street art targata Blu alla ex Caserma Vettovagliamento di via del Porto Fluviale, nel quartiere Ostiense di Roma, poco fuori dalle mura Aureliane. Il primo ed il secondo atto sono le due enormi pareti che si affacciano la prima, quella principale, su via del Porto Fluviale, e la seconda sta su via delle Conce. Sono due pareti che sostengono senza soluzione di continuità un enorme variopinto murale  che presenta una moltitudine di volti (vedasi “Un murale al giorno numero 73”) che abbiamo l’occasione qui di rivedere:

88a

atto primo: parete lato via del Porto Fluviale

88b

atto secondo: parete lato via delle Conce

 Veniamo all’atto terzo; circa quindici giorni fa il nostro agente segreto ci ha segnalato la presenza di Blu appeso a delle corde che stava dipingendo la terza parete, quella che si affaccia su via Ostiense. Quando siamo giunti sul posto abbiamo trovato un abbozzo di dipinto e Blu che si calava con le corde come un provetto alpinista:

88c     88d

tre gru, un sole infuocato su di un cielo plumbeo ed un rapace che si aggira minaccioso sull’opera

Dopo alcuni giorni l’opera comincia a prendere forma, il cielo è terminato, si vede una nave che naviga tra flutti che da blu diventano verdi come se il mare su cui sta navigando  fosse diventato improvvisamente un paesaggio collinare.

88e

Al terzo appuntamento cominciano ad entrare nel dipinto i particolari, ossia i personaggi, ma non si capisce ancora chi siano e quale sia il loro ruolo:

88f     88g

88h     88i     88l

La quarta volta scorgiamo tanti uomini, alcuni grigi, alcuni neri ed altri rossi; sembra l’arrembaggio alla nave della finanza che avidamente distrugge per ricavare profitto, che inquina il mondo che sta solcando. Ma l’assalto non si ferma, da un lato i pirati neri all’interno del sistema nave creano diversivi per permettere agli uomini rossi  di conquistarla, dall’altro i giannizzeri grigi, al soldo della finanza, cercano di respingere l’assalto con ogni mezzo. Ed ora si capisce perché con il cielo cosi plumbeo c’è anche il sole che lo squarcia: è la speranza che domani si arrivi ad un mondo migliore.

Ecco quindi come si presenta l’opera ormai completata:

88m

il murale

88n

inserito nell’ambiente

Ed ora, per dare il giusto valore all’opera vi proponiamo una serie di particolari.

88o     88p     88q

88t     88s     88r

88u     88v

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /78

Oggi domenica 19 ottobre, persistendo uno scampolo d’estate, inforcata la bicicletta, ci siamo recati in via della Vasca Navale al quartiere Ostiense, a fotografare la facciata di quello che era il Cinodromo, quella specie di pista dove i cani (levrieri) correvano dietro ad una lepre meccanica e la gente scommetteva su chi (cane) avrebbe vinto. Finita l’era delle corse il Cinodromo è stato abbandonato ed ha conosciuto un repentino declino fino a quando, nel 2002 è stato occupato da un gruppo di giovani ed è diventato il “CSOA Acrobax”. Sono iniziate nel centro varie attività ludiche (concerti, dancehall, partite di rugby con tanto di squadra ufficiale, gli All Reds che milita nel campionato di serie C) e culturali (tra le tante il cinema drive-in ed una mediateca situata in un vecchio tunnel convertito a sala computer). Dicevamo la facciata; è stata dipinta da Blu, artista già ospitato in questo progetto (vedere “Murale al giorno” numero 73), un altro tassello delle sue meravigliose opere dalle dimensioni extralarge. Purtroppo però abbiamo dovuto sopportare che l’opera risultasse parzialmente occultata alla vista da una vergognosa recinzione di lamiera. Per riprenderla ci siamo arrampicati più volte alla lamiera con notevoli rischi per la nostra incolumità; ma alla fine ecco l’opera di Blu:

2014-10-19

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /73

Stamattina, su spiata di un caro amico, mi sono recato di corsa (rigorosamente in bicicletta) alla Caserma Vettovagliamento (dismessa dall’esercito e generosamente occupata da senza casa) che si trova in via del Porto Fluviale, nel quartiere Ostiense di Roma, poco lontano dalla Piramide Cestia e a ridosso del Rione Testaccio. Quella caserma io la considero la piazza d’armi di uno dei più affermati street artist italiani, che Caroli, lo storico dell’arte ufficiale di “Che tempo che fa” colloca fra i più grandi al mondo, ai livelli di Haring e di Banksy. Il mio amico mi aveva confidato di aver visto Blu appeso ad una corda che stava realizzando un nuovo murale sul muro est dell’edificio, quello che si affaccia su via Ostiense.  Una mezza delusione quando sono arrivato perché di Blu nessuna traccia, c’era solo il suo dipinto appena iniziato, quindi per ora soprassediamo alla sua presentazione, lo mostreremo appena sarà terminato.

C’è da dire che, a parte il muro a nord che guarda la ferrovia, quello era l’unico muro non ancora affrescato da Blu; gli altri due, quelli sud e ovest presentano un’opera meravigliosa fatta con tutti i colori dell’arcobaleno ed anche di più. E quindi quale migliore occasione per presentarvela, anche se stasera ci limitiamo ad osservare la sola parte del lato sud, quello che si affaccia su via del Porto Fluviale.

2014-10-14a

il muro sud dell’edificio

2014-10-14b

l’ambiente

e qui di seguito quatto particolari dell’opera mentre era in corso di realizzazione

2014-10-14e      2014-10-14d

2014-10-14g     2014-10-14f

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /52

Oggi è domenica, 21 settembre; facciamo un salto a S.Basilio, quartiere popolare dell’estrema periferia est di Roma, sulla Tiburtina, dopo il carcere di Rebibbia. Il quartiere è salito alla ribalta in primavera per l’attuazione del progetto Sanba che prevede, nell’ambito di un grosso progetto di riqualificazione del quartiere, anche il ripristino dei muri fatiscenti dei palazzi (in quota ATER) con enormi murales di cui qualcuno è già passato per il progetto “FotografiaErrante”. Sono così apparsi murales realizzati da grandi artisti del calibro di Agostino Iacurci e Liqen. L’altro giorno è apparso, come per miracolo, un grande murale realizzato da Blu, sì, proprio lui, quello che anche i grandi critici d’arte (vedasi Caroli nella trasmissione Che tempo che fa di Fazio) annoverano tra i grandi del settore, alla stregua di Keith Haring e Banksy. Lui ha realizzato un dipinto per commemorare l’uccisione del giovane Fabrizio Ceruso (di Tivoli) colpito negli anni ’70 nel corso di una manifestazione tenutasi nel quartiere in difesa delle famiglie occupanti le case. Blu ha rappresentato, a modo suo, un San Basilio che spezza un lucchetto per rompere le catene dell’oppressione e in basso un gruppo di poliziotti che si trasformano lentamente in pecore e maiali (metafora?). E’ successo il finimondo, nel volgere di alcune ore si è scatenato un’altro grande temporale anticulturale a cui, negli ultimi tempi, siamo stati abituati ad assistere a Roma (dopo quello dell’avvenuta rimozione dello stencil rappresentante Francesco superpapa e della scultura abusiva “Omaggio a Mondrian” che se ne è stata sul belvedere Romolo e Remo  per almeno un paio di mesi senza che nessun solerte uomo del potere si accorgesse della sua esistenza – autori Maupal del primo e Francesco Visalli della seconda). Tutti i benpensanti hanno gridato allo scandalo: non si può descrivere la polizia con toni di questo tipo, hanno detto, ovviamente bisogna parlarne solo bene perché la polizia, quando fa ordine pubblico sta sempre dalla parte del giusto. E proprio qui sta l’errore, spesso, sia nel corso degli anni ’70 (io ne sono testimone oculare) che oggi, spesso la polizia non ha fatto ordine pubblico, ma ordine privato, manipolata da chi gestisce il potere, spesso politico o economico, che poi sono la stessa cosa, ma anche, come in questi casi, culturale. Sembra di essere tornati indietro di seicento anni e più, quando bigottamente, e non solo nelle chiese, gli affreschi ed i quadri realizzati dai più grandi artisti di tutti i tempi venivano ricoperti a forza di pennellate da drappi e vestiti di second’ordine per coprire qualche seno o qualche vulva o pisello. Non sono riuscito a fotografare l’opera così come l’aveva realizzata Blu, qualche solerte individuo (e pensare che a Roma per accedere ad una risonanza magnetica ci sono tempi di attesa superiori ad un anno! per non parlare poi della endemica mancanza di servizi nel quartiere di S.Basilio), nel giro di alcune ore, aveva già fatto il proprio dovere; io l’opera, il giorno dopo, l’ho travata così; chi volesse vedere l’originale è invitato a cliccare su un qualsiasi motore di ricerca “Blu a S.Basilio”.

2014-09-21a

l’opera

2014-09-21b     2014-09-21c

particolare “settore assediati”     –     particolare “settore assedianti”