Torpignattara

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /276

Oggi siamo andati a Torpignattara, lungo l’asse viario che un secolo fa portava la gente da Porta Maggiore, attraverso il Pigneto, la Marranella, Torpignattara e il Quadraro, sulla via Tuscolana e da lì proseguiva per i Castelli. Ci siamo andati per cercare i pezzi esposti da pochissimi giorni da Stencilnoire, artista di origini pugliesi. Eccoli qui!

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in via Bartolino da Novara

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l’opera

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Martin Luther King in via di Torpignattara accanto ad un pezzo di Carlos Atoche, lì da tempo immemorabile

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l’opera

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in via di Torpignattara

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l’opera  (un pezzo simile è esposto in via Ciro da Urbino)

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in via di Torpignattara

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l’opera

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in via Galeazzo Alessi

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l’opera

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in via di Torpignattara

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l’opera

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Attraverso i quartieri di Roma /3

La zona di Roma che visiteremo oggi è parte del più ampio quartiere istituzionale, il Tuscolano. Siamo nella zona est, quella costeggiata dalla via Casilina; Media periferia oggi ma, quando sorta, costituiva le estreme propaggini di una città che che iniziava a svilupparsi vorticosamente. Stiamo parlando di Torpignattara. Da qui passava il vecchio asse che da Porta Maggiore, attraverso la via Prenestina, via del Pigneto, via della Marranella, via di Torpignattara e via dei Quintili portava verso la Tuscolana ed i Castelli Romani. Lungo quell’asse erano nati insediamenti abitativi spontanei fatti di case basse, poche scuole, una chiesa qua e là con oratori che erano gli unici centri di aggregazione  per i giovani.

Queste alcune delle opere che nel corso di questi anno sono comparse sui muri della zona visitata:

3.1

via dei Savorgnan, opera di Lady Aiko

3.3

via Ciro da Urbino, opera di Sten e Lex

3.4

via Natale Palli, opera di anonimo

3.7

via Galeazzo Alessi, opera di Pureevil

3.5

via Gabrio Serbelloni, opera di Agostino Iacurci

3.9

via Francesco Baracca, opera di Sten e Lex

3.6

via di Torpignattara, opera di anonimo

3.8

via di Torpignattara, opera di Luis Alberto Alvarez

3.10

largo dei Savorgnan, opera di anonimo dedicata a Ciro Principessa, caduto per mano fascista

3.11

via Galeazzo Alessi, opera di Aloha oe

 

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /172

Il 7 aprile scorso, con il murale al giorno numero 160, avevamo presentato l’incipit di un’opera dedicata alla vita di Pierpaolo Pasolini; ci troviamo in via Galeazzo Alessi, nella storica Torpignattara, porzione del più grande quartiere istituzionale che risponde al nome di “Tuscolano”. Il grande murale che riempie la parete cieca di un piccolo condominio di tre piani, si espone al sole nelle ore del primo pomeriggio e lo accompagna fino al tramonto; ed è in quel periodo che il grande affresco mostra tutta la sua potenza, infatti, le ombre sapientemente disegnate dall’artista, Nicola Verlato, emergono alla grande, dando all’opera una strabiliante tridimensionalità: sembra di essere, in un proscenio classicheggiante, veramente di fronte ad un candido gruppo marmoreo realizzato con la pietra di Botticino. Danno una drammaticità unica al tutto il bianco ed il nero bronzato, unici colori usati per realizzare il murale.

Nei giorni scorsi il murale è stata completato; per chi non avrà la possibilità di poterlo visitare di persona, oggi ne daremo un meticoloso resoconto  fotografico.

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l’opera e l’ambiente

Ed ora una serie di scatti che mette in risalto la meticolosità certosina di Nicola Verlato, virtuoso del pennello, nel rappresentare anche i più piccoli particolari dell’opera. Lui, abituato a dipingere su tela, non si è lasciato minimamente impressionare dalle dimensioni del muro ed ha portato a termine, in meno di un mese, la sua titanica opera che ripercorre in senso verticale tutta la vita di Pasolini che, ucciso, cade nel girone infernale mentre dall’alto in basso scorre rapidissima la sua vita, dalla figura del suo assassino circondato da giornalisti e carabiniere alle scene di “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, per arrivare alle tre figure più importanti per la sua formazione culturale in età giovanile, la madre, Petrarca ed Ezra Pound.

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /160

Quello che vedete qui sotto non è parte di un gruppo marmoreo; si tratta di un particolare del grande murale che l’artista  Nicola Verlato sta realizzando in via Galeazzo Alessi a Torpignattara, media periferia romana sulla via Casilina, ad est della città. Quelle che vedete non sono ombre prodotte dalla tridimensionalità che il soggetto sembra avere ma che in realtà non ha, bensì sono state realizzate dalla sapiente mano dell’artista, un Merisi del terzo millennio, grande realizzatore di tele, prestato per l’occasione alla street art.

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Nicola Verlato, cinquantenne veronese ha sentito fin da piccolo l’istinto del pittore, da giovanissimo allievo di un monaco che lo ha guidato nel mondo della pittura classica ha completato la sua formazione studiando architettura; studia poi gli strumenti musicali, da quelli classici, pianoforte, liuti, chitarra per finire con il basso ed il sintetizzatore. Questo murale in corso di realizzazione sulla parete cieca di un palazzo avrà delle dimensioni ragguardevoli, tre piani di altezza per un appartamento di base, rappresenterà un’allegoria della morte e della vita di Pierpaolo Pasolini.

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Nicola Verlato intento nella realizzazione del suo murale

Per ora accontentiamoci di alcuni particolari dell’opera che, man mano che prenderà forma, vi presenteremo e vi descriveremo.

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /142

Questa sera, siamo al 27 di febbraio, vi intratteniamo per raccontarvi una piccola storia:

Un giorno tre amici, che condividono sia passione che capacità artistiche, hanno deciso di fare la conoscenza “culturale” di tre famiglie particolari che sono passate per Torpignattara, quella zona della media periferia est di Roma assurta alle cronache giornalistiche nel recente passato; famiglie che, con superficialità, verrebbero definite diversissime fra loro ma che ad una analisi più attenta rivelano un denominatore comune, quello di essere tutte e tre dei migranti. Ognuna di queste famiglie è riuscita a costruirsi una identità e ad integrarsi nel tessuto sociale. Uno degli amici, David, è andato da Liu, giovane donna cinese che gli ha raccontato la storia della sua famiglia: il padre arrivò a Roma nel 1979, cacciato dalla Cina per essersi permesso il lusso di volere una seconda figlia, cosa vietatissima in quel paese. Questa scelta voleva dire una sola cosa: la perdita del lavoro e così fu costretto a scappare. Il secondo amico, Luca ha fatto la conoscenza della famiglia di Rupali, una donna venuta dal Bangladesh nel 1999; formatasi una famiglia, ha avuto un figlio che ora frequenta la scuola media “Carlo Pisacane” di Torpignattara (n.d.r. – si tratta di quella scuola dove le mamme qualche mese fa hanno cacciato in malo modo il fascio-leghista Borghezio). Il terzo amico, Nicola, si è recato presso la famiglia Caporello, e lì gli hanno raccontato che il loro bisnonno era arrivato da Palestrina in cerca di lavoro che al suo paese non aveva mai avuto e, lavorando sodo, aveva sconfitto la miseria ed aveva dato un futuro dignitoso ai propri figli.

Tutti e tre questi amici, avendo la fortuna di rispondere al nome di tre street artist bravissimi, nell’ordine Diavù, Lucamaleonte e Nic Alessandrini, hanno tradotto questa loro grande esperienza in un murale realizzato in via di dell’Acqua Bullicante. Buon godimento!

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il murale a sei mani; a sinistra la parte realizzata da Diavù, al centro l’opera di Lucamaleonte, a destra la parte di competenza di Nic Alessandrini

Ed ora, come di consueto, una carrellata di particolari per meglio cogliere lo spirito dell’opera:

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Liu ed il padre realizzati da Diavù

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il figlio di Rupali realizzato da Lucamaleonte

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Nic Alessandrini mentre apporta gli ultimi ritocchi al ritratto di un membro della famiglia Caporello

E, per finire, vi presentiamo l’opera inserita nell’ambiente:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /133

Ieri, girovagando per la periferia est di Roma ci siamo imbattuti in uno street artist francese, tal Ludo, che stava realizzando una enorme opera su di un muro grezzo di una palazzina di tre piani in via Ciro da Urbino, a Torpignattara, zona del quartiere istituzionale Tuscolano. Ludo, nativo di Parigi, oggi ha 39 anni, ha fatto tutta la trafila del writerismo, partendo, nell’adolescenza, dalla tag per arrivare al posterismo mediante il collage dell’ultimo decennio. Ama usare, oltre al bianco ed al nero solo il colore verde; i suoi soggetti sono solitamente delle creature metà naturali (sia del regno animale che del regno vegetale) e metà meccaniche simili a quegli esseri prodotti con i loro esperimenti da scienziati pazzi usciti dalla fantasia di scrittori degli anni cinquanta del secolo scorso. E’ conosciutissimo in tutto il mondo; sue opere  si trovano sui muri delle città che contano, da Parigi a New York, da Roma a Chicago, da Londra ad Amsterdam.

L’opera realizzata in via Ciro da Urbino è questa:

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 qualche immagine della fase realizzativa:

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il lavaggio dei pennelli da parte dell’artista:

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ed infine l’opera inserita nell’ambiente:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /125

Questa sera 30 gennaio vi presentiamo un Diamond d’annata, scovato un paio d’anni fa quando già presentava visibili i segni del tempo; rivisto di recente, complice anche la sua malevole esposizione a nord e quindi preda dell’umidità, versa in pessime condizioni e non ci meraviglieremmo se fra qualche tempo non sarà più visibile.

Siamo a Torpignattara, in via Galeazzo Alessi (lui è l’architetto realizzatore di palazzo Marino sede dell’amministrazione comunale di Milano) il muro è quello che contiene la sopraelevazione, rispetto alla strada, dei binari della stazione di Roma Casilina, nodo ferroviario strategico.

Il murale è questo:

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E questi sono tre particolari dell’opera:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /86

Dopo la parentesi del Parco delle Energie, oggi 29 riprendiamo la quotidiana rubrica presentandovi un nuovo murale; veramente è stato iniziato da diversi giorni, ma oggi finalmente l’abbiamo potuto riprendere in tutto il suo splendore anche se era presente ancora il ragno che col suo cestello ha portato gli artisti su, su, fino a circa 25 metri dal suolo. Gli artisti in questione sono gli “Etam Cru” due ragazzi polacchi che rispondono ai nomi di Sainer e Bezd. Il primo giorno che ci siamo avvicinati all’opera c’era Bedz, oggi abbiamo conosciuto Sainer; purtroppo non siamo riusciti a comunicare con loro per la nostra endemica non conoscenza della lingua inglese (figuriamoci il polacco!). L’opera è stata realizzata nel quartiere Prenestino-Labicano, dove l’estrema propaggine del Pigneto si lega alla Marranella; siamo all’incrocio fra via del Pigneto e via Ludovico Pavoni.

Scatti del 26 ottobre

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Scatti di oggi 29

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l’opera definitiva

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due particolari del volto

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due particolari di mano con bidone

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l’opera inserita nell’ambiente

Domani 30 ottobre, alle ore 18 presso la galleria Varsi, in via di S.Salvatore in Campo 51 (siamo vicino a via dei Giubbonari, rione Regola), verrà inaugurata la mostra di Etam Cru, “Bedtime Stories”, curata da Marta Gargiulo. Mi raccomando non perdete questa grande occasione, è la prima volta che i due artisti espongono in Italia.

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /10

Oggi 10 luglio lo dedichiamo al cinema, in particolare alla grande stagione del cinema italiano quando il Neorealismo la faceva da padrone e l’avanguardia Pasoliniana scuoteva la bigotta società italiana. L’occasione la dà il movimento popolare che vuole la riapertura del cinema Impero, in prima fila lo street artist “Diavù” che realizza quattro stupende opere: i ritratti di Monicelli, Anna Magnani, i fratelli Citti e Pier Paolo Pasolini.

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