Ceprano

Sulle sponde del Liri /12

Siamo all’epilogo del viaggio intrapreso nella cartiera abbandonata di Ceprano; ricordiamo che siamo sulle rive del fiume Liri, nel basso Lazio. Questa sera presentiamo la seconda opera realizzata nel sito da Carlos Atoche, unico degli artisti che ha partecipato ad ambedue le escursioni, quella del 31 luglio e quella del 27 settembre. Ecco il nuovo murale di Carlos:

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l’opera

Work in progress:

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dissertazione d’arte con il collega Jerico

Sulle sponde del Liri /11

Ultimo artista, ma non ultima puntata, del reportage dalla cartiera abbandonata! Oggi vi presentiamo un artista dal nome d’arte più misterioso che possa esistere, si tratta di X (ICS). Questa è l’opera da lui realizzata:

l'opera

(foto di Oscar Gianpaoli)

Un giaguaro, una montagna, il cielo rosso della notte con la luna piena che si staglia in alto. La montagna è quella di S.Victoire, presente in numerose tele di Paul Cezanne, un omaggio che il giovane ICS rende al grande artista dell’impressionismo che, inquieto, nei primi anni del novecento  anticipa timidamente quelli che saranno i contenuti dell’astrattismo del ventesimo secolo. ICS pur reinterpretando quella montagna, si tiene fedelmente legato allo stile del maestro: le pennellate stendono un solo colore (il bianco in questo caso) in direzioni ed orientamento diversi; poi i segni neri, imposti con violenza malcelata, danno spazialità e spessore alla montagna. Il giaguaro, che sembra sostenere la montagna stessa, esprime l’io dell’artista, la voglia di vivere, il desiderio di non dormire mai. Ecco di seguito il report della realizzazione dell’opera:

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l’ambiente

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uno scatto prima di lasciate la cartiera

Sulle sponde del Liri /10

Decimo appuntamento con le sale espositive della cartiera abbandonata; siamo sulle rive del fiume Liri. L’artista di oggi è Kocore, il re dello stencil prodotto con tantissime striscioline che permettono la realizzazione di un’immagine particolare e molto personale. Molto dell’impegno dell’artista sta a monte; la realizzazione dell’opera richiede un lungo investimento nel tempo: progettazione del prodotto artistico, taglio del supporto utilizzato (carta, cartone, plastica, a seconda delle scelte e della necessità) per realizzare il “negativo” dell’opera; solo l’ultima fase prevede la sua esposizione. Il fatto di avere a disposizione un negativo è vantaggioso perché permette di replicare l’esposizione dell’opera, per un certo tempo, fino a quanto il negativo stesso non può più essere utilizzato, per usura o per scelta propria dell’artista.

Nel sito Kocore a esposto ben cinque opere che ora vi presentiamo.

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Eccolo nel corso della realizzazione di alcune delle sue opere:

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Presentiamo infine una surreale immagine ambientale che compendia tutte le opere realizzate da Kocore:

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Sulle sponde del Liri /9

Questa sera del 10 ottobre presentiamo il nuovo artista che ha esposto la sua opera alla cartiera abbandonata; si tratta di Gorilla, una matricola della street art, che ha scoperto di recente la sua vocazione artistica. Ma si muove già come un veterano; il suo pallino è realizzare stencil con personaggi famosi, e dell’arte e dell’immaginario comune, mettendogli addosso o in mano un elemento che li renda mortali, proprio come una persona comune, un pennello in mano a Yoda o un  bermuda hawaiano fatto indossare alla statua del David. Crea anche poster dissacratori come quello dove sbeffeggia il pupazzo Mc.Donald nei vicoli della Roma vecchia. Qui nella cartiera abbandonata si cimenta per la prima volta nella realizzazione di un murale ed ecco l’opera da lui realizzata:

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l’opera

Ed ora una serie di scatto che ci presentano l’artista al lavoro:

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Qualche particolare per meglio conoscere l’opera:

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immagine d’ambiente

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sbirciando da una finestrella

 E per finire un’opera minore di Gorilla realizzata rapidamente in un angolo della cartiera:

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Sulle sponde del Liri /8

Ottava puntata del reportage dalla Cartiera abbandonata; ricordiamo che siamo nel basso Lazio, sulle sponde del fiume Liri, proprio sul quello che una volta fu il confine fra lo Stato Pontificio e il Regno delle due Sicilie. Questa sera è la volta di presentare l’opera realizzata da Gore; Di lui abbiamo già parlato in occasione della visita ad un centro direzionale dismesso della provincia industriale romana (murale al giorno 139 del 31 maggio scorso).

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l’opera

Ed ora alcune immagini della fase realizzativa del suo murale:

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E per finire ecco come si presenta l’opera inserita nell’ambiente:

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Sulle sponde del Liri /7

Alla spedizione nella cartiera abbandonata, il 27 settembre c’era anche Jerico, street artist giovanissimo, poco più che ventenne; stile originale e personalissimo il suo; la sua prerogativa principale che poi lo ha reso famoso (tutti ricordano l’opera da lui dipinta al Palladium, storico teatro di Garbatella, in occasione delle celebrazioni per i 25 anni dalla caduta del muro di Berlino) è realizzare volti inquieti, carichi di drammaticità espressa e dai lineamenti e dagli accostamenti di colori, varie sfumature, di volta in volta, del grigio o del viola o del rosso o del marrone. Come sale espositive ha scelto spesso ambienti dismessi dall’uomo che conservano però il fascino e la storia del passato, dalle porte sbarrate di vecchi cinema di periferia al centro commerciale mai nato ed entrato nel degrado prima di essere terminato e per l’appunto un in buio ambiente della nostra cartiera abbandonata probabilmente una volta usato per lo stoccaggio delle sode sbiancati. Ecco l’opera realizzata da Jerico:

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Qui di seguito alcuni momenti della fase realizzativa dell’opera:

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La rapidità  da parte di Jerico nel comporre un’immagine è ormai proverbiale nell’ambiente della street art romana, il suo colpo d’occhio è immediato, lui non deve mai tornare su una pennellata; si limita solo ad aggiungere sfumature di colore che crea al momento per dare profondità e drammaticità a ciò che sta realizzando. Eccolo quindi che si sposta da un punto all’altro della cartiera e lascia il segno!

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“nascita di un occhio”

Presentiamo infine alcune opere minori realizzate da Jerico, sempre nella cartiera abbandonata:

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Sulle sponde del Liri /6

Nuova carrellata di opere esposte in quello che ormai possiamo definire un museo spontaneo di arte ipercontemporanea; il sito è una vecchia cartiera situata sulle sponde del fiume Liri, quello che, al confine con la Campania, si fonde con il Gari ed insieme  danno origine al Garigliano. Due caratteristiche particolari fanno di questo fiume un fiume speciale; la prima e che, su di esso, c’è il primo ponte sospeso (1832) realizzato in Italia (nei pressi della foce); la seconda che lungo il suo corso, a Sessa Aurunca, è presente una centrale nucleare, costruita tra il 1960 e il 1964, chiusa nel 1974 e disattivata nel 1982, ma sembra che ancora oggi siano in corso le operazioni di smantellamento e bonifica.

Questo museo spontaneo, dicevamo, si sta arricchendo di giorno in giorno di nuove opere e chissà quante sorprese espositive ancora ci concederà dopo quest’ultima carrellata che andiamo ad intraprende questa sera e porteremo avanti per alcuni giorni. Il nuovo intervento espositivo è stato effettuato da sette street artist il 27 settembre scorso.

Iniziamo a presentare il primo artista di questa nuova tornata; si tratta di un giovane promettente sperimentatore; come si vede, nella sua opera la prospettiva, nella realizzazione della figura vagamente antropomorfa, viene eliminata, il volto viene frazionato e ricomposto alla rinfusa, le parti del corpo e gli arti sono completamente sproporzionati, si viaggia rapidamente verso la scomposizione delle forme. La storia si ripete anche con le opere minori realizzate nel sito  dallo street artist Hober; ed ora la parola alle immagini:

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l’opera di Hober

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Work in progress

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l’ambiente

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sopra e sotto, opere minori di Hober

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Sulle sponde del Liri /5

Siamo arrivati alla quinta puntata del reportage dalla Cartiera abbandonata che ha sfruttato per tantissimi anni le chiare acque del fiume Liri per realizzare carta bianchissima idonea per la stampa di libri e riviste. Questa sera parliamo di un collettivo artistico e culturale romano; si chiama Studio Sotterraneo, di esso fanno parte un gruppo di artisti della avanguardia italiana che hanno le radici sull’intero globo; è un perfetto esempio di integrazione che dà alberi rigogliosi e frutti superbi, si va dal Perù all’Abruzzo, dal Messico alla Calabria. Il collettivo ha la sua sede al Pigneto, in via Capitan Ottobono, si tratta di uno studio artistico dove vengono organizzati di sovente mostre ed incontri culturali. Nella Cartiera abbandonata, il 31 luglio, c’erano due membri di questo collettivo, Carlos Atoche e Luis Alberto Alvarez. Per sala espositiva hanno scelto quella che sembra essere la navata centrale di una chiesa sconsacrata, lunghissima, altissima; Atoche ha scelto l’abside, Alvarez la parete opposta; questo sono le opere da loro realizzate:

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l’opera di Carlos Atoche

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l’artista al lavoro

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la firma

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sopra e sotto, tre visioni d’ambiente

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l’opera di Luis Alberto Alvarez

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l’artista al lavoro

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sopra e sotto, due visioni d’ambiente

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Sulle sponde del Liri /4

Abbiamo appena lasciato MK  e scendiamo le scale di questo immenso edificio che fu una cartiera; andiamo al pianterreno e troviamo un altri artista intento a realizzare la sua opera, coadiuvato da una perfetta collaboratrice. Si tratta di un artista della tela, Edoardo Trionfera, che ha accettato di cimentarsi in questa nuova arte, quella della pittura di strada, dove le grandi superfici stimolano la creatività dell’artista. Ecco la realizzazione della sua opera:

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l’approccio con il muro

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work in progress

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l’opera

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due visioni d’ambiente

Sulle sponde del Liri /3

Restiamo ancora nella cartiera abbandonata; questa sera presentiamo l’opera realizzata da Monica Pirone, in arte MK; abbiamo fatto la conoscenza di questa eclettica artista il 29 agosto scorso, nel “luogo ai confini della realtà” – settimo appuntamento. Anche questa opera emerge dall’intimo dell’artista; ella rappresenta un mondo onirico popolato di mostriciattoli che a volte invadono anche il mondo quotidiano reale; qui queste figure sono rappresentate in maniera molto definita e dominano l’intera opera totalmente pervasa di un rosso che sembra urlare anch’esso

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prime tracce sul muro

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MK compone il murale non trascurando alcun particolare, le colonne di sostegno del soffitto entrano di forza nell’opera dandole tridimensionalità

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attenta osservazione delle prospettive

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il corpo centrale dell’opera

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il murale completo di MK 

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sopra e sotto: due mozzafiato immagini d’ambiente

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uno scatto prima di abbandonare il sito