S.Basilio

Edificio Fleming /16

Riprendiamo la visita alla “Fleming” quella fabbrica farmaceutica sulla via Tiburtina, abbandonata in fretta e furia come se ci fosse stato un incidente nucleare; ad una pur superficiale visita del sito, sufficientemente muniti di spirito di avventura, capita facilmente di trovare ampolloni di vetro contenenti chissà quale componente chimico, pacchi di fiale da riempire, scatole contenenti involucri di cartone per confezionare le medicine che vi si producevano, già complete di fustelle da rimuovere ed attaccare sulle ricette del Servizio Sanitario Nazionale. E ripartiamo dalle opere di lettering dove ci eravamo fermati nella predente visita:

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Attraversando locali dalle cui finestre si vedono piccoli panorami mozzafiato:

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giungiamo nel grande salone che ospita le opere realizzate tanti anni fa dallo street artist Rust Age, dove è in corso una performance di moda; approfittiamo per cogliere uno scatto in quell’ambiente carico di fascino

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Non vogliamo disturbare più di tanto e ci defiliamo rapidamente; scendiamo, percorriamo un viale

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ed andiamo a trovare Sort che sta realizzando una delle sue caratteristiche opere di lettering. Questo giovane artista pugliese vive ormai stabilmente a Roma dove sta frequentando l’Accademia di Belle Arti

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Sort al lavoro

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l’opera

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inserita nell’ambiente

 Poco più in la c’è un’artista di nostra conoscenza, MK, non nuova nell’esporre le proprie opere presso questa fabbrica abbandonata (vedasi l’articolo numero 6); questa è la sua opera

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inserita nell’ambiente

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incontro ravvicinato

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Edificio Fleming /14

Continuiamo questa sera la nostra carrellata di immagini relative alle opere di lettering esposte nella immensa fabbrica abbandonata che si trova sulla via Tiburtina, dove, come ricorderete, si producevano prodotti farmaceutici, in primis la Penicillina, ma non solo; vi abbiamo trovato anche molti scatoloni contenenti migliaia di confezioni di cartone, ancora da montare,  e destinate a contenere fiale di “dopamina” che ancora attendono invano di essere prodotte. Ecco quindi parte delle opere che custodiamo nei nostri cassetti:

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ai confini della realtà

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tra montagne di scatole con fiale da riempire con prezioso medicinale

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Edificio Fleming /13

Eccoci quindi, come preannunciato, a mostrarvi qualche Lettering presente alla Fleming. Camminando fra calcinacci e rifiuti di ogni genere, percorrendo scale insicure, introducendoci in bui cunicoli che sembra non portino in nessun posto, ogni tanto ci appare un pregevole esercizio calligrafico che con i suoi colori, sempre tra loro armoniosi, danno un un tocco di classe all’ambiente.

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Lettering a dominante verde

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inserito nell’ambiente

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lettering a dominante blu

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inserito nell’ambiente

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verde e azzurro su fondo rosso

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nell’ambiente

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una parete esterna esposta al sole 

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vista da lontano, molto lontano

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opere quasi irraggiungibili

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in stupendo scorcio ambientale

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atmosfera spagnola

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ultima opera apparsa nel sito ed anche la più estesa

Edificio Fleming /12

Alcuni giorni fa, abbiamo accompagnato uno street artist nell’edificio abbandonato a noi molto caro e per la presenza ormai di moltissime opere di street art (vedansi gli undici articoli che portano questo titolo); siamo alla Fleming (a noi piace chiamarla così) quella fabbrica di prodotti farmaceutici lungo la via Tiburtina, inaugurata nel 1950 per l’appunto da Alexarder Fleming, il padre della Penicillina, vissuta intensamente per produrre quel potente salvavita che veniva distribuito in tutta europa, anche quella dell’Est, oltre la Cortina di Ferro, e morta poi nel giro di pochi anni con l’avvento degli antibiotici di ultima generazione.

L’opera realizzata dal nostro artista, Other, è esposta un un piccolo ambiente dove probabilmente veniva stoccato qualche componente chimico  che andava conservato sotto pressione, tesi avvalorata dal fatto che abbiamo rinvenuto, a terra fra i calcinacci, un manometro “Spriano” per liquidi non corrosivi. All’interno del locale è presente inoltre un lavandino con ancora accanto un distributore si sapone a riprova che quell’ambiente richiedesse il massimo della pulizia.

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Work in Progress

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l’opera

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nell’ambiente

Mentre il nostro artista realizzava il suo murale, con famelica curiosità, ci siamo spinti ad esplorare quell’immensa fabbrica, fatta di una miriade di edifici, separati da piccoli spazi di terreno ormai completamente invaso da sterpi, rovi, alberi di acacia. E poi c’è dappertutto una quantità infinita di rifiuti, specie in plastica e carta, misti a calcinacci di ogni tipo,

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come se qualcuno si fosse divertito a disseminarvi milioni di “Gratta e Vinci” e poi si fosse accanito nel demolire tutti i tramezzi esistenti e ne avesse gettato i resti dalle finestre con tutti i panni che c’erano in giro.

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Passando quindi attraverso questo paesaggio lunare, stando attenti a dove mettevamo i piedi, abbiamo fatto incontri multicolori; una miriade di opere di lettering, anche datate, ci apparivano all’improvviso, come superavamo un angolo o ci apprestavamo ad entrare in un edificio. Ecco un assaggio in piccole dosi; faremo poi, più in là, una vera e propria scorpacciata.

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Edificio Fleming /11

Visita estemporanea oggi 14 novembre alla prestigiosa fabbrica abbandonata dove si produceva la Penicillina per tutti i paesi d’Europa. Fabbrica che noi ormai chiamiamo “La Fleming” in onore dello scopritore di quel miracoloso farmaco che nel secolo scorso salvò la vita di  milioni di persone, onore che riserviamo ad Alexander Fleming non tanto per aver scoperto la Penicillina ma per averla donato all’umanità rinunciando ad ogni diritto; la qualcosa ha permesso l’accesso alle cure da parte di chiunque ne avesse avuto bisogno anche se era indigente.

L’artista che presentiamo questa sera ha realizzato su una parete di questo spettacolare reperto di archeologia industriale la sua prima opera romana; viene dal nord-est, precisamente da Trieste, giovanissimo è giunto nella Capitale per effettuare il suo percorso formativo artistico; buon lavoro Other!

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l’opera di Other

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due suggestive visioni ambientali (è presente anche l’opera realizzata da Chew-Z)

E qui di seguito due opere minori di Other:

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Edificio Fleming /9

Sotto l’occhio vigile di una solare mucca realizzata da Pino Volpino,

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il giovane Gorilla scatena la propria vis creativa realizzando ben quattro opere con la tecnica dello stencil. Questa tecnica, se da una parte favorisce una rapida esposizione di un’opera, presuppone, a monte, un duro lavoro di preparazione della (o delle, nel caso di uso di più colori) matrice. Il nostro artista prepara i suoi stencil un maniera veramente artigianale, assemblando più fogli di carta formato A4 che dopo l’uso diventano inservibili; questo fa sì che l’opera realizzata diventi un pezzo unico.

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Gorilla attacca la prima opera

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originalissimo modo di firmare

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l’opera

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nell’ambiente (sullo sfondo l’opera di X già presentata)

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Gorilla alle prese con il secondo stencil

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l’opera

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nuovo stencil

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terza opera

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visione d’insieme

In uno stainzino appartato, dove venivano, e vengono tuttora conservati enormi flaconi contenenti strane pozioni, Gorilla si è ricavato un piccolo angolo per esporre la sua quarta opera; eccola:

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visioni d’ambiente

Edificio Fleming /8

Questa sera è la volta del Lettering alla ex fabbrica di medicinali sulla via Tiburtina; al contrario delle opere figurative che sono in massima parte concentrate nell’edificio che sembra fosse il più importante e dove probabilmente erano avviate le produzioni dei medicinali,  gli esercizi calligrafici sono equamente distribuiti nei tre edifici che costituiscono l’intera struttura farmaceutica, di cui uno adibito sicuramente a magazzino e dove sono ancora presenti, più o meno integri, scatoloni contenenti milioni di fiale pronte per essere riempite di farmaci che vanno letteralmente in frantumi al passaggio del visitatore incauto. Buona visione!

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Edificio Fleming /7

Un’altro passaggio, e sicuramente non l’ultimo, alla ex fabbrica di medicinali. Questa sera vi presenteremo quattro opere diversissime tra loro che dimostrano quanto sia vivo e vario il mondo della street art romana. La prima opera che vediamo è quella di Roberta Gentili, già incontrata due giorni fa con la presentazione del lavoro da lei realizzato con Pino Volpino. E’ rappresentata una giovane donna alla mercé di un mondo misterioso fatto di pozioni magiche e sorvegliata da esseri alieni:

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l’opera di Roberta Gentili

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superba la sua posizione!

La seconda opera che vi presentiamo è un poster di pregevole fattura che presenta una splendida Marilyn Monroe tatuata; è esposta un po’ defilata rispetto agli altri murales presenti nel sito, e difficilmente raggiungibile dall’occhio del visitatore distratto; ma a noi, attenti anche alla più piccola sfumatura delle ombre, si è mostrata fin dal primo giorno in tutta la sua bellezza. L’autore è RXIII. (R-13)

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Marilyn

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tra le assurde geometrie del luogo

La terza opera che vediamo, riteniamo sia una delle più datate; ad un volto appena accennato si contrappone un corpo aggraziato e con ombre ben distribuite; il sesso è sfacciatamente surreale. l’opera non è firmata:

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l’opera

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nel tetro scantinato

L’ultimo pezzo  che presentiamo questa sera preannuncia un prossimo passaggio nel mondo del lettering che anche in questo sito è variamente rappresentato:

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l’opera

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vista da lontano

Edificio Fleming /5

Dopo breve pausa bucolica riprendiamo il reportage dalla fabbrica abbandonata, in via Tiburtina a Roma, che un tempo fu sede di un’industria farmaceutica all’avanguardia per tecnologia; vi si produceva la penicillina che soddisfaceva non solo il fabbisogno del nostro paese ma addirittura quello di tutta Europa. L’artista su cui questa sera focalizziamo la nostra attenzione è Pino Volpino, perfetta simbiosi fra l’amore per l’essere umano e l’amore per gli animali, una figura squisita, e come uomo e come artista. Una delle opere, che in seguito puntualizzeremo, è stata realizzata con la collaborazione dell’artista Roberta Gentili. Nella lunga carrellata, svariate sue opere sono esposte sui freddi muri di questo immenso sito, vedremo simpaticissimi animali che sembrano vivere tensioni e passioni …… umane:

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asinello dal manto blu di Prussia

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la dama con la foca, opera a quattro mani con l’artista Roberta Gentili che ha realizzato la dama

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la foca di Pino Volpino                                     la dama di Roberta Gentili

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la famiglia maialini

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che timidamente esplora l’ambiente

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l’elefantino miseramente caduto dal cielo

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in un freddo e sporco interrato

Edificio Fleming /4

Assiduo frequentatore della fabbrica farmaceutica abbandonata  sulla Tiburtina, nei pressi di S.Basilio, all’estrema periferia est della Capitale, prossima al Grande Raccordo Anulare, è Carlos Atoche; su muri del sito sono esposte ben sue quattro opere:

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opera n° 1

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opera n° 2

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i due murales affiancati…..

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…. e nell’ambiente

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opera n° 3

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opera n° 4

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nell’ambiente