Mese: aprile 2014

Gesta Future realizza la sua opera “Restiamo Umani”

Oggi Gesta Future ha cominciato il suo nuovo lavoro in via Casilina 528.

Il bozzetto:

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L’artista all’opera:

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Buon lavoro e……….. a domani

 

 

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Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia /1

Il MAAM (Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz) è il terzo museo di arte contemporanea di Roma. Si differenzia però da MACRO e MAXXI per la sua perifericità pre-raccordo, per la totale assenza di fondi ed il suo rapporto con la realtà meticcia che lo contamina di vita. Giorno dopo giorno il museo si arricchisce sempre di più opere; gli artisti, che rispondono con entusiasmo, sono invitati a dare il loro contributo gratuitamente.

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Ovviamente qui la Street Art la fa da padrona.
L’esperienza di Metropoliz_ città meticcia, con l’annesso Museo dell’Altro e dell’Altrove, nasce da un’idea visionaria di Giorgio de Finis, antropologo ed agitatore culturale, curatore dello spazio “underground” della Casa dell’Architettura dell’ex Acquario Romano.

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Borondo, spagnolo di Segovia, si è imposto prepotentemente sulla scena della Street Art mondiale. Inconfondibili ed originalissime, le sue opere sono costituite da figure antropomorfe che, nonostante siano fissate su supporti a due dimensioni, sembrano essere scolpite per quanta sensibilità e carica emozionale riescono ad esprimere.

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Nei suoi bellissimi lavori su vetro, Borondo fa nascere le figure graffiando la vernice e riesce a far loro esprimere sguardi intensi, pose armoniche e gesti che sembrano dare movimento alla scena stessa.

HDR2Particolare dell’opera dipinta sulla parete esterna del MAAM che dà sulla Via Prenestina

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_MG_9080Sopra e sotto, due delle opere dell’artista yemenita Aladin presenti al MAAM

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Diamond, maestro d’arte uscito dall’Accademia di Roma, è attivo come writer dai primi anni Novanta; approda poi rapidamente alla Street Art divenendone uno dei punti di forza. La sua tecnica iniziale è quella dello stencil, ma passerà ben presto all’uso di spray, pennello, marker, matita, inchiostro giapponese e black ivory.
A partire dal 29 maggio 2013, il Museo di Roma in Trastevere propone una rassegna sulla Street Art, soffermandosi sull’operato di Diamond ed in particolare sulla sua collaborazione con la casa editrice Drago, che ha portato alla realizzazione di disegni, per lo più rappresentanti figure femminili, affissi come poster nei luoghi romani più simbolici.
Di quei poster non c’è più traccia, restano solo le foto scattate da Diamond stesso.

 

_MG_9194Opera dipinta all’interno della sala ristoro

 

_MG_9100Dipinto realizzato su una delle porte in ferro scorrevoli di accesso al MAAM dall’interno di Metropoliz

Viaggio attraverso il Quadraro /6

Via dei Corneli. Superba opera di Alessandro Sardella definita dall’artista stesso una composizione astratta simbolico segnica. Si tratta di 40 metri quadri di dipinto sulla facciata esterna della Carrozzeria Longarini.

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Alessandro Sardella, figlio d’arte – suo padre è stato disegnatore pubblicitario – si dedica, potremmo dire, fin dalla nascita, all’arte visiva; dopo aver praticato gli studi artistici a Roma a Roma all’ombra di Turcato, Monachesi, Cannilla, Lapadula (e proprio gli elementi neoplastici di questi ultimi due saranno fondamentali per la sua evoluzione artistico culturale), se ne va in giro per il mondo, dalla Francia all’Australia a fare esperienza delle varie tecniche pittoriche e dei vari aspetti delle delle espressioni grafiche locali.

_MG_1560Particolare dell’opera

Questo bagaglio di esperienza gli permette di elaborare, alla fine degli anni ottanta, un vero e proprio stile cui attribuirà il nome di “Simbolismo segnico”.

_MG_1561Particolare dell’opera

La sua arte utilizza nella composizione dell’opera simboli geometrici con struttura grafica razionale, predisposti su ampi spazi di colore monocromo prodotto sulla superficie mediante la tecnica pittorica della stesura piatta (il tutto è rappresentato spettacolarmente in questa opera realizzata per il museo a cielo aperto del Quadraro.

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Via Pietro Silva. Ampio e solare murale realizzato nello spazio pubblico in via Pietro Silva, all’estrema propaggine est del Quadraro, dove l’acquedotto Alessandrino lo separa da Torpignattara.

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Questa opera sembra proprio voler idealmente unire i due quartieri così come li unisce la loro matrice popolare.

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_MG_1740Particolare del murale dipinto in via Egerio Levio sul muro della scuola “D.Chiesa”

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Graziosa “Betty Boop” dipinta in via Treviri

Viaggio attraverso il Quadraro /5

Piazza dei Tribuni. Al capolinea del bus, sul muro di contenimento del famoso “monte del grano” (nome popolare del mausoleo di Alessandro Severo), Nicola Alessandrini, coadiuvato da Diavù e Lisa Gelli, ha realizzato questa lunga opera.

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Un serpente gigantesco che vive in simbiosi con esseri fiabeschi dalle varie sembianze umane che lo coccolano e gli procurano il cibo (il topo sacrificale).

_MG_1774Particolare dell’opera

Ricorre quindi quel mondo immaginario di Nic dove vivono creature che popolano i nostri sogni.

_MG_1778Particolare dell’opera

_MG_1785Particolare dell’opera

_MG_1790 Particolare dell’opera

 

 

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Via Anton Ludovico Antinori. Lungo murale realizzato da Alice Pasquini.

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Come di consueto l’opera di Alice alterna solari volti giovanili ad un paesaggio appena abbozzato fatto di casette, pali e fili della corrente.

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 Il tutto condito con colori tenui ma contrapposti che danno all’opera uno stupefacente contrasto.

_MG_2539Particolare dell’opera

_MG_2543Particolare dell’opera

_MG_2544Particolare dell’opera

Viaggio attraverso il Quadraro /4

Bottega d’artista. In via dei Quintili, al numero 119 c’è la bottega di una eclettica artista: Roberta Sanges. Potremmo definirla una arredatrice di interni, ma la sua capacità non si ferma qui; ci sa fare anche con gli esterni, dipinge magnificamente, sa trasmettere le sue conoscenze agli altri e conversare con lei, vi assicuro, è un’esperienza coinvolgente.

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Le sue citazioni sono sempre magistrali. Ella sostiene che un’opera d’arte porta dentro di se l’anima dell’artista e che quindi l’osservatore solo di fronte all’opera e mai davanti ad una sua riproduzione, può provare vere emozioni: “Le dimensioni, le sottili vibrazioni cromatiche impediscono la corretta riproduzione di questa opera attraverso lo strumento fotografico, chi fosse realmente interessato a contemplarla dovrebbe trovare il tempo di visitare il mio studio”.

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Beau Stanton è un artista americano di origini californiane. Egli si definisce un pittore muralista ma è capace di creare lavori di dimensioni variabili, da piccole miniature della grandezza di un occhio a immagini di grandi dimensioni che decorano intere facciate di edifici. La sua è una pittura classica intrecciata con modelli di architetture antiche ed ornamenti tipografici; le sue opere vengono aggrappate a superfici di manufatti fatiscenti così che sembrano esse stesse sostenere il tutto e non viceversa.

_MG_9741l’opera di Stanton in via dei Pisoni

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Guardare un’opera di English e andare con la memoria ad Andy Warhol è un tutt’uno, perché anche lui è capace di trasformare personaggi della vita pubblica mondiale in icone pop: famosissima l’immagine dal titolo “Abraham Obama” dove ha fuso le caratteristiche somatiche di Barak Obama e di Abraham Lincoln. English è considerato una delle maggiori figure della Street Art mondiale ed è così famoso che ha partecipato, da cartone, ad un episodio dei “The Simpson” doppiandosi personalmente.

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In questa opera tridimensionale (i due personaggi principali sembra stiano facendosi fotografare di fronte ad un fondale colorato), realizzata in via dei Pisoni nel giro di pochi giorni, vediamo un baby Hulk con il viso più imbronciato del solito, in compagnia dell’immancabile Mikey Mouse con la maschera antigas. Fanno loro da cornice tanti personaggi mutanti. A questa opera è stata dedicata una puntata di Sky Art, andata in onda il 3 dicembre scorso. English è famoso anche per aver elaborato, in maniera dissacrante, più di una versione della Guernica di Picasso.

Viaggio attraverso il Quadraro /3

Jim Avignon, artista di origini tedesche, divide la sua vita tra Williamsburg, Brooklin e Berlino che lascia spesso per andarsene a dipingere murales per il mondo. Artista veramente controcorrente, ha preso spesso iniziative tali da rivoluzionare i canoni dell’arte così come la conosciamo noi, dal valore delle opere alla loro sacralità: una sua mostra di 800 opere fini gratuitamente, una ventina di anni fa, ad altrettanti clienti che ne fecero richiesta, e alcuni anni prima durante un’altra mostra dipinse un’opera al giorno per poi distruggerla la sera stessa. Artista eclettico Avignon non disdegna di scrivere libri o di fare musica, è molto apprezzato anche dall’economia che conta: infatti gli è stato commissionato di dipingere perfino quadranti di orologi Swatch e code di aeroplani. Jim Avignon è un esponente della “Modest Art” basata sul principio che ogni oggetto è apprezzabile perché proveniente dal lavoro umano; tutto ciò che è frutto del lavoro dell’individuo è arte, e quindi gli esseri umani vivono immersi nell’arte e nella cultura da esso derivante.

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L’opera prodotta dall’artista, in Via dei Pisoni sulla parete esterna del primo locale underground del Quadraro, rimanda alla espressione pittorica di cento anni fa: la figura femminile richiama subito alla memoria Amedeo Modigliani e contemporaneamente le tecniche cubiste.

_MG_1557Particolare dell’opera di Jim Avignon.

 

_MG_1536Particolare dell’opera di Diavù posta in Via del Lentuli sul muro di contenimento della salita di Via Tuscolana verso il Mandrione.

_MG_1765Particolare dell’opera presente al Giardino dei Ciliegi.

_MG_1760Altro particolare dell’opera presente al Giardino dei Ciliegi.

Diavù si cimenta nella tecnica dello stencil policromo (a più strati) ritaendo Gino Scarano, storico barbiere/cantante del Quadraro, che, figlio d’arte, cominciò il mestiere a sette anni fingendo di radere Totò che era cliente del padra. Negli anni dello splendore di Cinecittà è stato il barbiere, ma di più ancora, un amico dei più grandi attori italiani, da Sordi a Manfredi, da Giuliano Gemma a Franco Franchi, e poi Anna Magnani, Monica Vitti, la Carra e Pier Paolo Pasolini. Quando non rade qualcuno, ama passare il tempo suonando e cantando in un angoletto della sua barberia.

_MG_1747Ritratto di un barbiere cantante. 

Questa opera è stata affissa nottetempo affianco alla porta della sua bottega ed è stata da lui molto apprezzata.

Viaggio attraverso il Quadraro /2

Mr. Thoms è uno street artist italiano, poliedrico nelle sue capacita, visto che è anche illustratore, pittore, scultore, designer, regista, scrittore, scenografo e disegnatore. Il suo stile è cartone animato ma molto preciso; il sistema di colori da lui adottato, ad alto contrasto, sembra urlare per richiamare da lontano l’attenzione del passante.

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Egli sfrutta nella realizzazione di quest’opera, posta sull’attraversamento pedonale che sottopassando la Via Tuscolana collega il Quadraro Nuovo con il Quadraro Vecchio e che idealmente è la porta di ingresso di M.U.ro., la caratteristica tridimensionalità della struttura di supporto per curvare e incastrare la sua fantasia, giocando con anfratti e irregolarità, plasmando le forme come se giocasse con il pongo.

 

_MG_1542Opera dell’artista francese Zelda Bomba, presente in Via dei Lentuli e prossima all’affresco di Diavù.

_MG_1548Sempre in Via dei Lentuli, affiancato all’opera di Zelda Bomba, c’è questo surreale affresco di Malo Farfan.

 

Viaggio attraverso il Quadraro /1

M.U.Ro. acronimo di Museo Urban di Roma è il primo museo di Urban Art della nostra città; nasce da un’idea-progetto dello street artist David “Diavù” Vecchiato e si pone l’obiettivo di stimolare la cultura visiva e di operare una riqualificazione in aree degradate, nonché di creare un festival annuale. Nella prima fase di vita, M.U.Ro. nasce come museo sui muri del quartiere Quadraro; viene così messa insieme una collezione di opere di Urban Artist di tutto il mondo realizzate per i cittadini di V e VII Municipio del Comune di Roma.

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L’idea alla base di M.U.Ro. è creare un museo a cielo aperto dove l’arte contemporanea abbia la possibilità di interagire quotidianamente con i cittadini, così come avviene ogni giorno delle strade della nostra città grazie alle opere di Street Art. Dapprima sui muri di recinzione spesso degradati fino all’eccesso o su pareti fatiscenti di case che si affacciano sulla pubblica via, e successivamente anche su facciate di officine e altre attività commerciali, sono apparse, nel giro di questi ultimi anni, opere di artisti italiani e stranieri, sempre di elevatissima statura artistica, dagli italiani Nicola Alessandrini, Gio Pistone, Alcie Pasquini, Irene Rinaldi, Alberto Corradi, Massimo Giacon, Ale Giorgini, Mister Thoms, alla francese Zelda Bomba, agli statunitensi Gary Baseman, Beau Stanton e Ron English, al messicano Malo Farfan, al tedesco Jim Avignon. Non poteva mancare, a fare gli onori di casa, il quadrarense David Vecchiato, in arte “Diavù”, che ha realizzato per il suo quartiere, sempre a più mani, delle opere incantevoli, dalle figure sbarazzine del dipinto del Giardino dei Ciliegi, ai sorridenti visi di Via dei Lentuli, ai volti fiabeschi di Piazza dei Tribuni.

_MG_1802A Piazza dei Tribuni Diavù si cimenta con Nicola Alessandrini e Lisa Gelli.

 

_MG_1534In Via dei Lentuli, Diavù si affianca a Zelda Bomba e Malo Farfan.

 

_MG_1761Al Giardino dei Ciliegi Diavù dipinge con Alberto Corradi, Massimo Giacon, Ale Giorgini, Marco About e Irene Rinaldi.