Mese: novembre 2014

Outdoor festival 2014 /8

………….. Usciamo dallo stanzone che ospita le opere di Thomas Canto e Dot dot dot, continuiamo a percorrere l’ampio corridoio dove avevamo incontrato l’opera della sudafricana Faith47 ed arriviamo in un salone immenso che possiamo tranquillamente definire il paradiso del Writing. Avevamo già accennato alle opere presenti in questo salone in occasione della pubblicazione del “Murale al giorno” numero 90 ed ora siamo in grado di presentarvi per intero tutto ciò che qui è stato impresso sui grandi muri. Gli street artist presenti sono tra i migliori e più rappresentativi della piazza romana; essi sono Brus che ha affrescato la parte nord-ovest del salone e Hoek ed Ike che hanno invece provveduto a dipingere la parte nord-est.

Brus è il maestro della ricerca calligrafica, i suoi colori sono al tempo morbidi e graffianti, si passa comunque per gradi attraverso tutto lo spettro del visibile. Dipinge da circa 15 anni e, dice, continuerà a farlo fino alla fine dei suoi giorni; è parte integrante di 2 Crew: la MOAS e la SDT.

Hoek entra nel mondo dei graffiti a quindici anni, spinto da un’inarrestabile esigenza creativa, frequenta il liceo artistico e poi si dedica ai Comics, entra nel mondo del tattoo ma resta sempre molto affezionato al graffitismo puro.

Ike, particolarmente attratto dall’hip hop, inizia giovanissimo a dipingere sui muri della città, prima con semplici graffiti, poi affinando la propria arte avvicinandosi al Lettering elegante e ricercato.

Entrando nel salone cominciamo a presentare i muri partendo da sinistra:

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parte principale dell’opera di Brus che copre l’intera parete ovest

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opera seconda di Brus che copre il terzo sinistro della parete nord

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visione prospettica dell’opera di Brus

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terzo centrale della parete nord: Brus (a sx) cede il passo ad Hoek ed Ike (a dx)

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opera seconda di Hoek ed Ike che copre il terzo destro della parete nord

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parte principale dell’opera di Hoek ed Ike che copre l’intera parete est

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quattro significativi particolari del grande murale di Hoek ed Ike

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visione prospettica dell’opera di Hoek ed Ike

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Outdoor festival 2014 /7

Facciamo ora un salto nell’iperspazio della ricerca estetica avanzata, della sperimentazione estrema che è l’essenza e direi anche il motore della street art. Vedremo infatti da una parte una rappresentazione iconografica di simboli propri della nostra realtà quotidiana che siamo abituati a metabolizzare come semplici segni che riconducono ad un prodotto di successo ma che in questo caso ci spingono a riflettere e dall’altra un bell’esempio di studio architettonico futurista.

…………. Dall’ampio locale che ospita le opere di Lady Aiko su passa in uno stanzone dove  e installata l’opera dello stencil artist norvegese Dot dot dot che ha scelto di restare nell’anonimato circondandosi di un alone di mistero. La sua opera che potremmo collocare a metà strada fra l’Arte Concettuale e la Pop Art va oltre l’estetica delle forme:

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l’opera di Dot dot dot

qui c’è, protetta da una transenna, anche l’istallazione ambientale tridimensionale di Thomas Canto, artista francese

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l’opera di Thomas Canto, un’intricata serie di fili e geometrie

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due particolari

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /106

Oggi 28 novembre abbiamo fatto un salto al parcheggio della fermata “Villa Bonelli” (vedi murale al giorno numero 46 e articolo specifico del 20 ottobre) della Ferrovia Regionale FR1 di Roma, al quartiere della Magliana, zona sud della città. Lì c’è un cosiddetto “Muro Libero” ossia un muro messo a disposizione dei Writers da parte del comune di Roma, dove i giovani e meno giovani talenti della street art possono dare libero sfogo alla loro grande passione: cercare di fissare su di un muro la loro arte, esprimere il loro pensiero, le loro idee; qui normalmente la fanno da padrone i “Lettering” con le loro stupende e coloratissime evoluzioni scritturali ma ogni tanto vi si intrufolano anche artisti figurativi, muniti chi di bomboletta, chi di secchio e pennelli, chi di poster e chi di stencil. Questo luogo è una vera e propria fucina dell’arte con”temporanea”; vi si accavallano con attività frenetica bellissimi murales, purtroppo effimeri, ma forse lì sta la loro bellezza; ogni giorno che passa puoi trovare una nuova opera e non smettere mai di meravigliarti. Ed oggi, tralasciando almeno per il momento i nuovi lettering, vogliamo soffermarci sul murale realizzato dallo street artist Groove, famoso per aver affrescato con più opere i piloni di uno svincolo della via ostiense/via del mare, meglio conosciuti come “i ponti di Dragona” e che ci ripromettiamo, nel breve periodo, di presentare su questo nostro progetto. Intanto, buona visione!

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l’opera

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particolare

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nell’ambiente, affiancata alle opere di Giulia Alvear Calderon e Eukary ota

Tanto per restare in argomento: Red Lab

Durante la nostra visita di ieri al Red Lab abbiamo accertato la presenza di un’altra perla: l’ennesimo rifacimento dell’opera somma dell’arte mondiale, “La Gioconda”. Nel rifare la donna dei sogni di Leonardo, si sono cimentati tutti, dai nessuno, passando poi per gli artisti sperimentali (quelli che noi privilegiamo) per arrivare ai grandi artisti; sfruttata per ogni tipo di pubblicità (Avatar, pizza Hut, Bic, Vidal Sasson, Pantene, Rock Planet, Audi, Epson, Lufhansa, Miele) persino la Lego ha dotato di una bella chioma un suo pupazzetto creandogli uno sfondo di mattoncini, oppure tirata in ballo nei monumenti dei media contemporanei, uno fra tutti The Simpson. Al Red Lab un coraggioso artista in erba che risponde al nome di Daniele Bernardini ci ha provato e dobbiamo riconoscere che ha realizzato un’opera che non sfigura per nulla rispetto alle splendide opere colà prodotte  nei giorni passati dai più affermati street artist romani, e non solo. Gustiamoci ora questa chicca:

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l’opera

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il volto della Gioconda

Ritorno al Red Lab

Avvistati dal nostro agente segreto, stamane ci siamo presentati al Red Lab perché era in corso una seduta di aggiornamento delle opere di street art. Vi abbiamo trovato, infatti, una giovanissima artista che per nulla intimorita dalle stupende opere già presenti era alle prese con un muro che a noi è sembrato difficilissimo da riempire. Lei invece, tranquilla e con piglio sicuro, faceva affiorare con un pennello intriso di colore nero l’allegoria del consumismo da macchie di colore precedentemente stese. L’abbiamo colta in corso d’opera e riservandoci di presentarvi il suo murale finito, ve ne diamo un piccolo assaggio  questa sera, 26 novembre. L’artista è Giulia Alvear Calderon, maceratese  giovanissima che frequenta l’Accademia di Belle Arti a Roma, una delle più antiche ed importanti tra le accademie di belle arti d’Italia.

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il nucleo centrale-basso dell’opera

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particolare 

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l’artista all’opera

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /105

Impegni personali ci trattengono fuori Roma quindi mettiamo mano al nostro archivio e facciamo un salto nel passato, se pur recente. Andiamo al mese di luglio dello scorso anno 2013. Nella galleria underground “Laszlo Biro” che si trova al Pigneto in via Braccio da Montone esponeva lo street artist Cancelletto, di lui ormai conosciamo lo stile ed abbiamo visto tantissime sue opere. Alla galleria Laszlo Biro lui ha esposto a modo suo riempiendo “letteralmente” tutte le pareti col suo inconfondibile segno e trasformandole in un vero e proprio acquario ed il visitatore, stando al centro della stanza, sembrava anch’esso fluttuare affianco ai pesci, al ritmo scandito dalle alghe coloratissime. Vi presentiamo qui una piccola carrellata di particolari di quell’acquario spettacolare:

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Outdoor festival 2014 /6

Lady Aiko (amore), street artist giapponese di fama mondiale viene da un’esperienza formativa da far paura a tutti; ha collaborato con Takashi Murakami (il più grande rappresentante della cultura contemporanea giapponese) e con Banksy; ha dato luogo, con due giovani artisti americani, alla Crew “Faile”. Successivamente è passata ad uno studio personale del mondo contemporaneo. Non ci sono limiti alle sue tecniche pittoriche e riesce a spostarsi con grande facilità dall’uso di bombolette spray ai pennelli, dall’acrilico agli olii, da qualsiasi cosa che lasci colore a frammenti vetrosi o plastici di piccole dimensioni o addirittura microscopiche. Vediamo ora le sue due opere realizzate sui muri di questo grande salone:

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la prima opera

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due particolari

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la seconda opera di Aiko

Outdoor festival 2014 /5

………………. Bene, abbiamo fatto la nostra scelta, usciti dal grande salone con l’opera di Blaqk, ci fermiamo nell’altrettanto grande corridoio e ci apprestiamo a fare la conoscenza di un’opera forte dell’artista sudafricana Faith47, realizzata con le stesse tonalità che rende quelle pareti senza tempo che rappresenta una fanciulla che, con compostezza sacerdotale ed una solennità ostentata, schiaccia i draghi e difende la nave che solca un mare tempestoso.  L’austero rituale si svolge nella penombra che fa intravvedere a stento il movimento generato dal’evento e concentra l’attenzione del visitatore sul volto della sacerdotessa, illuminato da una luce diretta proveniente dalla parete opposta:

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Con l’aiuto dello staff organizzatore abbiamo potuto dare libero sfogo alla nostra ricerca visiva dell’opera e quindi ecco una carrellata di immagini:

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l’opera completa

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cinque splendidi particolari 

e, riaccesa la luce, prima di andarcene, diamo un’ultima occhiata alla fanciulla per far sì che il suo ricordo rimanga indelebile:

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Ci apprestiamo ora ad entrare nella sala con le opere realizzate da Lady Aiko………………………

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /104

Oggi 22 novembre, complice un meraviglioso autunno che solo da noi sa essere meraviglioso,  siamo stati in quel posto “ai confini della realtà”, in provincia di Frosinone, già da noi visitato altre due volte. La prima volta (vedi Murale al Giorno numero 31) trovammo, con nostra grande sorpresa, due murales, uno di Mister Thoms, l’altro di Andy Green; la seconda volta (vedi Murale al Giorno numero 70) un nuovo murale di Mister Thoms. Tutti sublimi e anche stavolta questo luogo misterioso ed affascinante, veramente ai confini della realtà, non si è smentito e ci ha fatto trovare uno spettacolo meraviglioso. In un immenso salone, quello lato est, abbiamo trovato questa opera che, vista da lontano, ci ha fatto pensare per un attimo al simbolo che ha contraddistinto la DDR, ricordate la vecchia Repubblica Democratica Tedesca. Invece appena arrivati a distanza di lettura ci siamo resi conto di essere di fronte ad un murale di denuncia dell’arricchimento, dove l’avido serpente pur di accumulare (rubando) denaro giunge a mangiare se stesso. Buona visione!

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l’opera

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visione senza il superfluo

E qui di seguito una carrellata di particolari per rendere al massimo la complessità dell’opera:

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Outdoor festival 2014 /4

Lasciamo Laurina Paperina ed andiamo a fare la conoscenza di una coppia di Greci conosciuti come il gruppo Blaqk; i due ragazzi che si chiamano Greg e Chris sono ateniesi, hanno unito le loro forze tre anni fa ed hanno dato luogo ad una ricerca stilistica basata sulla combinazione di forme e di modelli calligrafici. Nel grande locale messo a loro disposizione all’interno della Dogana di S.Lorenzo si sono sbizzarriti nel dare un’aspetto tridimensionale alla loro composizione fatta di tratti calligrafici contornati di segni geometrici in un incontro dei colori nero, giallo e bianco facendola salire verso il soffitto per poi scendere e strisciare sul pavimento e risalire nuovamente sulla parete accanto e così via. Viene consigliato di gustare l’opera stando al centro del salone e poi ruotare su se stessi. Noi vediamo qui una parete:

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Usciamo dalla sala occupata dall’opera del gruppo Black e ci si pone subito un dilemma: o ci soffermiamo a guardare un’opera che sembra stia lì da sempre tanto immersa nell’ambiente da sembrare essere nata con le mura stesse della dogana o entriamo in un’altra sala dalla quale si vedono uscire dei fasci di luce fluorescenti. L’antico o la modernità oppure due facce della stessa medaglia? Difficile scegliere e forse è meglio prendersi una pausa di riflessione………………