Giulia Alvear Calderon

Red Lab, nuovo Rinascimento

Questo centro di aggregazione sociale non finirà mai di sorprenderci, e domani ne avremo la conferma. Qualche giorno fa è entrata prepotentemente un’opera datata 1597, originariamente dipinta (in doppia copia) olio su tela e montata, tutte e due le volte, su di uno scudo convesso in legno di fico.

Al Red Lab è diventata murale, opera dello street artist Beetroot; personalissima la sua tecnica realizzativa delle opere ma ancor più personalissimo il suo stile pittorico che lo affianca ai più accreditati e conosciuti artisti contemporanei emergenti. Prepara il muro con vari strati di stucco, vi stende poi una lunga serie di colori cominciando dai più chiari per finire con quelli scuri. A questo punto, munito di trapano ed una miriade di punte di tutti i tipi e formati, scava letteralmente sul fondo da lui precedentemente preparato finché non porta alla luce lo strato di colore che gli occorre per far emergere, come per incanto, i personaggi, da lui in questo modo rivisitati, dell’arte rinascimentale. Ecco quindi la sua interpretazione dell’opera di Michelangelo Merisi, più conosciuto col nome di Caravaggio.

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l’opera

zoomata sul punto di fuga:

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ed infine l’inserimento nell’ambiente:

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Medusa sorvegliata dalle opere di Bol 23, Giulia Alvear Calderon, Leo Moroh e Poki 

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Leo Moroh al Red Lab

Entriamo per la decima volta, e vi assicuro che non sarà l’ultima, al Red Lab; ricordate? E’ quel centro di aggregazione sociale che opera al Quarticciolo, zona carica di storia del quartiere Alessandrino, nel quadrante est della città di Roma. Nel corso delle nostre precedenti visite abbiamo visto questo luogo riempirsi di opere di street art, tra le più eleganti, luminose e pulite del panorama artistico contemporaneo di Roma. Mi dilungo ad elencare gli artisti che hanno lasciato il segno al Red Lab come riconoscimento della bontà delle loro opere, citandoli per la temporalità nella realizzazione delle stesse, iniziando da Aladin con il suo immenso muro per augurare alle donne di Kobane una vittoria contro l’oscurantismo, passando per Bol 23, Eukary ota, Cancelletto, Alt97, Tilf, Daniele Bernardini, Giulia Alvear Calderon, Poki, Kij, Gojo.

Questa volta ci siamo andati per seguire il lavoro di un grande maestro che risponde al nome di Leo Moroh; di lui abbiamo presentato l’opera realizzata al Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz (murale al giorno numero 113 del 21 dicembre 2014) e quella realizzata al Lucernario occupato (murale al giorno numero 22 del 22 luglio 2014), quest’ultimo purtroppo sgomberato dalla forza pubblica su disposizione del becero rettore dell’Università La Sapienza. Leo, di Civitanova Marche, è un ragazzo che ha battuto tutti i record artistici (corre voce che abbia imparato a disegnare ancor prima di parlare) vincendo fin da bambino innumerevoli concorsi; in questi ultimi tempi ha lavorato ad un progetto di recupero estetico di una delle zone più grigie di Milano, via di Porta Ticinese che lui ama chiamare Via dell’Ironia.

Di Leo, così giovane che anche noi non smettiamo di meravigliarci per il suo grande bagaglio culturale ed artistico e per la sua raffinata ironia, possiamo dire che il suo stile è in continua evoluzione, si richiama ai classici ma allo stesso tempo reagisce a questa sua tendenza attraverso una continua vena sperimentale.

Al Red Lab, Leo ha aggredito e domato parte del soffitto realizzando un opera da lui intitolata “Assunzione dal margine” che ci porta col pensiero alla pittura del cinquecento rivisitata in chiave postmoderna.

Nella sequenza fotografica che vi andiamo a mostrare abbiamo individuato tre momenti: il primo quello dell’impatto visivo; vi mostreremo alcune immagini panoramiche dell’opera in divenire (ricordiamo che è su di un soffitto a volta) vista sui lati. Nel secondo momento ci dedicheremo ad alcuni particolari significativi; con la terza fase, invece, ci soffermeremo proprio sull’artista nel senso che coglieremo i momenti più intimi del rapporto fra lui e l’affresco come quando sembra che, con il suo far roteare il pennello, egli voglia ambire ad entrate fisicamente nel corpo del personaggio.

Fase 1a: abbozzo della parti

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Fase 1b: L’opera terminata

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Fase 2: i particolari

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Fase 3: Rapporto artista-opera

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Red Lab, avevamo lasciato qualcosa in sospeso

E’ vero, ricordate l’articolo del 26 novembre scorso, avevamo lasciato la street artist Giulia Alvear Calderon alle prese con l’opera che stava realizzando su di un muro complesso all’interno del Red Lab, un centro di aggregazione sociale attivo al Quarticciolo, storica zona del quartiere Alessandrino della città di Roma. L’opera finita è composta di una base ampia che ingloba un piano di appoggio nella parte centrale e due ampie colonne laterale che fanno da cornice ad una apertura sovrastante il piano di appoggio prima citato.

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Eccovi le tre parti che compongono il murale:

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E di seguito presentiamo alcuni particolari dell’opera:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /106

Oggi 28 novembre abbiamo fatto un salto al parcheggio della fermata “Villa Bonelli” (vedi murale al giorno numero 46 e articolo specifico del 20 ottobre) della Ferrovia Regionale FR1 di Roma, al quartiere della Magliana, zona sud della città. Lì c’è un cosiddetto “Muro Libero” ossia un muro messo a disposizione dei Writers da parte del comune di Roma, dove i giovani e meno giovani talenti della street art possono dare libero sfogo alla loro grande passione: cercare di fissare su di un muro la loro arte, esprimere il loro pensiero, le loro idee; qui normalmente la fanno da padrone i “Lettering” con le loro stupende e coloratissime evoluzioni scritturali ma ogni tanto vi si intrufolano anche artisti figurativi, muniti chi di bomboletta, chi di secchio e pennelli, chi di poster e chi di stencil. Questo luogo è una vera e propria fucina dell’arte con”temporanea”; vi si accavallano con attività frenetica bellissimi murales, purtroppo effimeri, ma forse lì sta la loro bellezza; ogni giorno che passa puoi trovare una nuova opera e non smettere mai di meravigliarti. Ed oggi, tralasciando almeno per il momento i nuovi lettering, vogliamo soffermarci sul murale realizzato dallo street artist Groove, famoso per aver affrescato con più opere i piloni di uno svincolo della via ostiense/via del mare, meglio conosciuti come “i ponti di Dragona” e che ci ripromettiamo, nel breve periodo, di presentare su questo nostro progetto. Intanto, buona visione!

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l’opera

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particolare

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nell’ambiente, affiancata alle opere di Giulia Alvear Calderon e Eukary ota

Ritorno al Red Lab

Avvistati dal nostro agente segreto, stamane ci siamo presentati al Red Lab perché era in corso una seduta di aggiornamento delle opere di street art. Vi abbiamo trovato, infatti, una giovanissima artista che per nulla intimorita dalle stupende opere già presenti era alle prese con un muro che a noi è sembrato difficilissimo da riempire. Lei invece, tranquilla e con piglio sicuro, faceva affiorare con un pennello intriso di colore nero l’allegoria del consumismo da macchie di colore precedentemente stese. L’abbiamo colta in corso d’opera e riservandoci di presentarvi il suo murale finito, ve ne diamo un piccolo assaggio  questa sera, 26 novembre. L’artista è Giulia Alvear Calderon, maceratese  giovanissima che frequenta l’Accademia di Belle Arti a Roma, una delle più antiche ed importanti tra le accademie di belle arti d’Italia.

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il nucleo centrale-basso dell’opera

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particolare 

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l’artista all’opera