Andreco

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /131

Dopo la tanta attualità dei giorni scorsi, facciamo un salto nel tempo; oggi 8 febbraio 2015 torniamo esattamente a due anni fa (febbraio 2013) quando, sotto il ponte ferroviario di via Ostiense, a pochi passi dalla Piramide Cestia, con il patrocinio dell’allora XI municipio (oggi VIII), venne riqualificato quell’oscuro passaggio, frequentato ogni giorno, oltre che da migliaia di autoveicoli, da una moltitudine incredibile di pedoni. Furono chiamati tanti street artist, alcuni già allora molto famosi e nel giro di pochi giorni l’ambiente si trasformò, come per incanto, in una piccola galleria di arte contemporanea. Questa sera ci soffermiamo su un’opere in particolare tra quelle lì esposte. Si tratta del ritratto di Percy Byisse Shelley, il poeta inglese ritenuto uno dei più grandi della poesia lirica romantica, le cui mortali spoglie sono custodite presso il vicino cimitero acattolico di Testaccio (chi non lo ha mai visitato cerchi di colmare questa sua lacuna al più presto possibile). L’autore del murale è Ozmo (nome d’arte di Gionata Gesi), street artist di origini fiorentine che ha scelto Milano come sua patria artistica. Lì, nei primi anni duemila, è in prima linea nel realizzare murales presso i centri sociali della città, tra cui il Leoncavallo dove Sgarbi individuò la “Cappella Sistina della Contemporaneità” (ovviamente ancora non era nato il Red Lab di Roma). A Roma è conosciuto anche per aver realizzato sul muro cieco di un edifico che sovrasta il terrazzo del MACRO, il museo di Arte Contemporanea di via Nizza, una mastodontica opera dal titolo  “Voi valete più di molti passeri!”

Buona visione!

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l’opera

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a sinistra primissimo piano dell’opera; a destra l’inserimento dell’ambiente accanto ad un’opera di  Andreco 

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /72

Oggi 13 ottobre restiamo ancora al CSOA ex Snia perchè un amico artista, facendo gli onori di casa nel Centro Sociale, mi ha condotto in un luogo non frequentato dai comuni mortali e mi ha fatto vedere un’opera collettiva di 2501 ed Andreco. Siamo saliti su una terrazza ed ecco apparirmi dei piccoli capolavori che condivido con voi.

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