Mauro Sgarbi

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /244

Oggi andiamo al centro di Roma, Rione Esquilino; lì, in via Giovanni Giolitti, proprio di fronte all’ingresso delle Ferrovie Laziali, sotto un passaggio pedonale coperto, Mauro Sgarbi e Beetroot hanno realizzato tre murales, due il primo, uno il secondo. Si tratta di tre ritratti, il primo del grande poeta Trilussa, fine letterato romano, famoso in tutto il mondo per le sue composizioni in romanesco; c’è poi Dante il sommo poeta. In mezzo a loro una giovane migrante, forse un auspicio che la cultura italica, ormai decadente e agonizzante, venga iniettata di linfa vitale proprio da queste generazioni di migranti che tanto potrebbero dare alla nostra civiltà. Basta essere sufficientemente intelligenti per capire quale risorsa esse siano permettendo loro di esprimersi.

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Trilussa di Beetroot

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giovane migrante di Mauro Sgarbi

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il Sommo Poeta di Mauro Sgarbi

Ed ora alcune immagini d’ambiente.

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Ritorno al luogo ai confini della realtà /4

Continuiamo il nostro reportage dalla fabbrica abbandonata conquistata da un gruppo di artisti che hanno cercato di darle linfa vitale trasformandola in un museo spontaneo di arte con”temporanea”. L’artista di oggi è Mauro Sgarbi (di lui abbiamo trattato nell’articolo del 20 settembre 2014), “soldato dell’arte”, pittore della tela convertito al “grande muro”; suoi gli alberi antropomorfi, protettori laici della terra che prendono energia dal sole che non appare mai ma che fa sentire la sua presenza proiettando le ombre sul terreno e tenendo lontane le nubi minacciose.

Mauro conquista il muro:

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L’artista realizza la sua opera:

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inquietanti nubi si stagliano all’orizzonte

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sapienti pennellate danno anima all’albero antropomorfo

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l’opera di Mauro Sgarbi

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particolare

Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia /8

Domani, domenica 21 settembre, al MAAM, Museo dellAltro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia, si festeggia, come di consueto la fine dell’estate: l’ INDIPENDENCE DAY [& NIGHT]. I cancelli apriranno alle ore 17,00. Ci saranno visite guidate con descrizione critica delle opere murarie e non, e sarà l’occasione  per presentare al grande pubblico le nuove opere che numerosi street artist hanno realizzato nel corso dell’estate. Ci saranno una cena meticcia e grande musica  ad allietare l’evento. Dimenticavo di dire che per chi domani avrà il coraggio culturale di presentarsi al MAAM, in via Prenestina, avrà anche la fortuna di incontrare gli artisti che in questi ultimi mesi hanno lavorato alla realizzazione delle loro opere e, magari, di parlare con loro sul significato della loro arte. Noi nel nostro piccolo approfittiamo per effettuare l’ottava visita nel tempio dell’arte contemporanea di Roma che, lo diciamo subito, non sarà esaustiva nel presentare tutte le nuove opere. Ci soffermeremo anche su alcuni murales che per mancanza di spazio, non sono stati menzionati nei resoconti delle visite precedentemente effettuate.

Il primo artista di cui parliamo oggi è Leo, nome d’arte di Leonardo Morichetti, giovanissimo civitanovese ma talmente navigato che dicono di lui abbia imparato a disegnare che a parlare. Già nella prima infanzia, appena all’età di 6 anni, vince un concorso nazionale indetto dalla Disney, ed entra nei primi 300 selezionati per il premio su oltre diecimila partecipanti. Crescendo continua a partecipare ed a vincere concorsi nella sua provincia, illustrando anche piccoli racconti di favole per bambini. Da adolescente inizia il percorso scolastico nel campo dell’arte e notato subito per la sa arte viene scelto per partecipare ad uno stage di 3 settimana nel Liceo Artistico di Czestochowa, in Polonia, per Grafica Multimediale. Nel suo periodo formativo artistico, dal 2009 al 2011, espone con continuazione in mostre ed eventi della cultura underground divenendo uno dei fari dell’arte contemporanea nella regione Marche. In questo periodo si avvicina alla street art anche grazie a Nicola Alessandrini, che sarà anche suo maestro in questo periodo della sua crescita, e con cui realizza alcune opere murarie sempre nel Maceratese.

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l’opera di Leo presente al MAAM

 Nell’agosto 2011 si iscrive all’Accademia di Brera di Milano, sezione pittura, legandosi particolarmente al Prof. Roberto Casiraghi. A settembre , avendo notato una presenza forte della cultura Street Art presente per le vie della città, decide con Maurizio Romani, un negoziante di Corso di Porta Ticinese, di arricchire i grigi muri e le scarabocchiate serrande di quella via con opere, dipinti, satira, aforismi, poesie e rinominandola Via dell’Ironia; questa azione riscuote un enorme successo. Da Milano dilaga a Bologna e specialmente a Roma ed in questa città dipinge insieme alla giovane artista Marzia in primis al “Lucernario”, spazio autogestito dagli studenti universitari al Dipartimento di Musica della Sapienza ormai sgomberato dalla follia anticulturale del rettore Frati, dove realizzano dei meravigliosi ed incontenibili cavalli, e al CSOA “cinema Volturno”, anch’esso di recente sgomberato dalla forza pubblica.

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l’opera vista dalla prospettiva opposta

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 Secondo artista è Mauro Sgarbi, lui viene dalla pittura tradizionale e, per la prima volta in assoluto, si è cimentato al MAAM nel realizzare un muro di enormi dimensioni ed a quanto pare con risultati eccellenti; i suoi alberi antropomorfi sembrano lanciare, con l’aiuto di variopinte farfalle, gli elementi della terra alla conquista del cielo.

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Mauro Sgarbi mentre realizza la sua opera

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l’opera realizzata in tutti i suoi dettagli

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Ritorniamo su un’opera già presentata in un suo solo particolare nei precedenti articoli sul MAAM, nella stanza dei giochi della ludoteca, ribattezzata la stanza di Veronica, c’è il murale di Veronica Montanino: siamo ora in grado di presentare la sua opera completa:

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Dentro questa grande macchia che trasborda anche sul pavimento una miriade di tondi coloratissimi sono li per accattivarsi la fiducia dei bambini che frequentano la ludoteca.

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tre particolari dell’opera

Presentiamo inoltre un particolare dell’opera realizzata di recente da Veronica Montanino sulla scala che sale al piano superiore di Metropoliz e realizzata con l’aiuto dei bambini della città meticcia:

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Presentiamo ora un’altra opera di Gio Pistone, già conosciuta nei precedenti articoli  e che potete rivedere tutti riassunti nella sezione “Realtà” di questo progetto alla voce “MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia”. Quest’opera e stata realizzata al piano superiore del Museo, nella ludoteca, vicino alla porta che conduce a quello che era il salone della stagionatura dei salumi quando, quarant’anni fa, era attiva la fabbrica di salumi.

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Già conosciutissima nel mondo della street art come ideatrice di un mondo parallelo popolato di strane creature create con pennello e colori sgargianti (bianco, acqua marina, rosso, fuxia, viola), Gio Pistone, che ha realizzato insieme a “Nic” Alessandrini la quinta stanza alla “-1 Art Gallery, spazio Underground della Casa dell’Architettura di Roma”, qui ci conduce in un mondo sconosciuto dove vivono personaggi onirici che sembrano vivere in una favola variopinta.

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E per finire vogliamo omaggiare quattro grandi artisti che per primi hanno dato forma a questo museo: nell’ordine, da sinistra a destra Blackwan & Tilf, Aladin,Carlo Gori . Questa è la loro meravigliosa opera:

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