Garbatella

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /237

Questa sera entriamo in fabbrica, in una di quelle disseminate nella periferia romana ed abbandonate da lungo tempo. La natura se ne sta lentamente impossessando, al suo interno, la ruggine la fa da padrona ed il  suo colore si sposa bene con le rigogliose piante di ricino che nascono qua e là nei locali situati al pianterreno. Per entrare ci si insinua in uno stretto passaggio fra rovi e cumuli di immondizia abbandonati mentre tutto intorno aleggia il cupo rombo di sottofondo del traffico automobilistico incessante che ti accompagna per tutto il tempo che vaghi all’interno dei locali; ogni tanto poi, ad intervalli abbastanza regolari, avverti un acuto dovuto al rapido passaggio di un treno. Fra queste mura veramente fatiscenti che a volte sembra debbano caderti addosso ad ogni passo che fai, l’attento osservatore scorge le tracce di graffiti d’altri tempi, anche firme importanti per l’epoca in cui sono stati realizzati e che ora quasi nessuno, se non i più accorti e colti, ri”conosce”. Ultimamente poi, con la tardiva caduta delle foglie, sono apparsi, come per magia, pezzi nascosti, consunti dal tempo ma sempre attuali e portatori di una immensa carica emozionale.

Tra queste mura sta entrando discretamente il movimento artistico contemporaneo, vi abbiamo trovato infatti MK che stava realizzando un murale:

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l’opera

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particolari

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /214

Vecchia fermata “Garbatella” della metro B di Roma; dopo l’apertura della fermata Marconi, poco distante, fu arretrata di circa trecento metri. Le vie di acceso a questa vecchia fermata, nonostante mettessero in rapida comunicazione Garbatella con la via Ostiense, lentamente caddero nel dimenticatoio; l’abbandono prevalse e, su di esse, si accatastarono montagne di rifiuti; la gente cominciò ad evitare il sito preferendo allungare il tragitto anziché avventurarsi tra immondizie di ogni genere e rischi di incontri poco piacevoli. Fino a quando i giovani dell’Alexis, Centro di Aggregazione Sociale operante nel quartiere, non si sono rimboccati le maniche e sono intervenuti con scope, vernice, pennelli, tanta inventiva culturale, con l’aiuto di molti artisti ed hanno restituito alla collettività il ponte dell’Argonauta. Tra le opere di street art esposte sui muri del ponte dell’Argonauta, questa sera vi segnaliamo quella di uno storico artista romano, Gojo, giovane sì, ma con molta esperienza nel campo e moltissimo credito tra i giovani emergenti. La sua opera ovviamente ha tanto a che fare con gli Argonauti; oltre alla figura animalesca riporta calligraficamente un passo de “Le Argonautiche” di Apollonio di Rodio, poema epico che narra delle vicende di Giasone inviato da Pelia, suo zio cattivo che poi ucciderà, alla conquista del famoso Vello d’oro, pelle di un mitico montone utilizzato dai figli di Atamante per sfuggire dalla loro cattiva matrigna.

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l’opera

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passo de “Le Argonautiche”

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parte figurativa

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /159

Questa sera, prima serata legale quando sembra che il giorno non finisca mai, facciamo la conoscenza di un giovane street artist, K2m.

Abbiamo trovato un suo poster in vicolo della Torretta, all’angolo con via di Campo Marzio, per l’appunto nel Rione Campo Marzio di Roma, quello chiuso fra le mura Aureliane che convergono su porta Flamina ed il Tevere fin quasi al ponte Umberto I.

Ecco la sua opera:

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due visioni d’ambiente

Avevamo conosciuto, tempo fa, questo artista che postava ossessivamente, per le strade di Roma, un giovane che lievitava con il suo skateboard in tutte le salse, da quello attaccato su di una cornice naturale in via delle Conce a quello  multicolore in piazza del Gazometro, per finire a quello minuscolo su carta di giornale incollato su di una panchina sul ponte della Scienza “Rita Levi Montalcini”; noi vi mostriamo quello che fa gran mostra di sé in piazza dell’Emporio, sulla spalla di contenimento dell’Aventino,al Rione Ripa:

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Ora il ragazzo comincia anche a non disdegnare i muri come sostegno per i sui dipinti; questo lo abbiamo scovato di recente a Garbatella, in  via Giovan Battista Magnaghi, addosso al muro di recinzione del Parco Cavallo Pazzo:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /99

Oggi 13 novembre vi presentiamo un’opera di street art poco conosciuta, realizzata nell’ambito di Outdoor Festival 2013 e custodita su di un muro del teatro Palladium di Roma che si trova in via Enrico Cravero a Garbatella. L’autore è Luca di Maggio.

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l’opera

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due visioni prospettiche