Montesacro

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /209

Questa sera vi presentiamo un piccola perla apparsa, oltre un anno fa, su un muro defilato di Roma; si tratta di uno splendido poster realizza da Andy Green, artista eclettico e molto riservato; lo abbiamo tenuto da parte per far sì che l’opera resistesse, più che al tempo, all’avidità degli uomini. Fino ad un paio di mesi fa ancora campeggiava nel sito ove sapientemente era stato esposto, tra un elegante muro di mattoni e rifiuti di menti ignoranti. Siamo nel quartiere Montesacro, all’incrocio fra via Ettore Romagnoli e Via Nomentana. Buona visione!

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l’opera

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l’ambiente

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Tiuna el Fuerte

Giorni fa , nel corso di una delle mie frequenti battute ciclistiche alla caccia di murales nei quartieri di Roma sono passato di fronte al CSOA Spartaco in via Selinunte nel quartiere Quadraro (quella parte detta “Nuovo” perché coinvolta negli anni ’50 nel violento processo speculativo che ha dato origine al cosiddetto quartiere di Cinecittà, ma noi quella zona preferiamo chiamarla Cecafumo, perché da quelle parti una volta c’era la stazione della Stefer denominata, appunto: Cecafumo. L’edificio ferroviario, di interessante architettura, è ancora conservato, nascosto fra i palazzoni del quartiere ed è oggi sede di un importante Casa delle donne chiamata “Lucha y Siesta”. Torniamo all’argomento: pedalando stancamente, di fronte al CSOA Spartaco ho avuto un sussulto che mi ha fatto quasi stramazzare a terra. Sulla parete di Spartaco non c’era più il murale realizzato ormai da qualche anno da Yurji con le sue biciclette accompagnate dalla formula magica +BC=-CO2 ma in suo luogo vi svettava questo variopinto murale chiaramente ancora in fase di realizzazione.

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 Sta di fatto che mi sono intrufolato nel processo realizzativo dell’opera e sono venuto a sapere che autore era un gruppo di artisti Venezuelani i quali si fanno chiamare “Tiuna el Fuerte”, venuto in italia ospite di una organizzazione politica, e stava battendo la periferia romana alla conoscenza delle varie realtà sociali. Il giorno successivo mi sono presentato, armi e bagagli, ed  ho trascorso alcune piacevoli ore in compagnia dei ragazzi del gruppo e di Spartaco ed ecco cosa ho visto:

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I ragazzi di “Spartaco” nel corso della chiacchierata mi informano che il gruppo venezuelano, da quando era arrivato a Roma, si era scatenato nel realizzare grandi e piccoli murales in giro per le periferie e così il giorno successivo, sempre in bicicletta mi sono messo alla ricerca delle opere, supportato dalle confidenze fattemi a mezza bocca  da diversa gente, chi mi descriveva il posto ma non sapeva la via e chi sapeva in quale via mi dovevo recare ma non sapeva nemmeno quale fosse il quartiere interessato (tipo via Togliatti o via Colombo, o via Collatina o peggio ancora via appia (700 chilometri)).

Ai bordi del parco di Aguzzano, dove quasi trent’anni fa i nostri ragazzi facevano delle spettacolari partite a basaball, ho trovato:

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l’opera 

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un particolare

A Montesacro Alto, in via delle Vigne Nuove c’era quest’altra opera:

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due particolari

A Montesacro ho poi trovato, in via Francesco Cocco Ortu:

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l’opera

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un particolare

Nel frattempo il via Selinunte, al CSOA Spartaco i lavori procedevano febbrili e, al mi ritorno, ecco presentarsi finito, in tutta la sua spettacolarità, il murale:

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p.s. nel corso dell’incontro ho realizzato con il gruppo “Tuina el Fuerte” una breve intervista, ma per indisponibilità temporanea del mio traduttore (è in vacanza!), non possiamo passarla in questo articolo. Ci riserviamo di presentarvela quindi in un prossimo futuro.