Alleg

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /222

Al pari della settimana scorsa, quando visitammo il quartiere di S.Lorenzo, oggi 25 novembre ci siamo concessi una salutare passeggiata al Pigneto, sala espositiva prediletta dagli artisti contemporanei romani. E visti i risultati, non abbiamo proprio fatto un giro a vuoto; ne siamo tornati con un buon bottino fotografico delle ultime novità per quanto riguarda le opere di street art. Per il resto, nulla di nuovo, sporcizia dappertutto, ogni tipo di veicoli parcheggiati anche sui marciapiedi e davanti alle porte di casa, cassonetti stracolmi, insomma un classico quartiere romano.

Ecco quindi una selezione delle opere di recente raelizzazione:

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via del Pigneto – particolare dell’opera di Cancelletto

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via del pigneto – l’opera di Alleg

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via Gentile da Mogliano – l’opera di Milo Correch

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vista da vicino

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via Braccio da Montone e via Fanfulla da Lodi – Nauan – “Tribute to Fausto delle Chiaie”

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via Fivizzano – l’opera di Solo

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inserita nell’ambiente con l’immancabile automobile parcheggiata davanti

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via Macerata – l’opera di Uno

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incorniciata

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Un giorno al Parco delle Energie

L’11 di ottobre, al Parco delle Energie, si sono dati convegno 4 street artist per riqualificare un edificio all’interno del parco stesso. Gli avventurieri erano, in stretto ordine alfabetico: Gio Pistone, Cancelletto, Martoz e Alleg. Per due giorni si sono scatenati realizzando delle opere che si sono interconnesse le une con le altre senza soluzione di continuità e fra poco vi renderò conto di ciò che le loro mani virtuose e le loro menti pensanti hanno realizzato, ma prima facciamo un po’ la storia dei questo parco e di ciò che gli vive intorno.

Parlare solo di Parco delle Energie è riduttivo, perché la sua storia è strettamente connessa con gli scheletri di cemento ultradatati ed un lago recente che lo circondano e tutto, specie per gli abitanti della zona, è conosciuto come l'”Ex Snia”. Un tempo in tutta quell’area c’era una grande fabbrica della Snia Viscosa che per tutta la prima metà del Novecento produsse un tipo di seta artificiale, il rayon, attraverso la raffinazione chimica della cellulosa. Durante la seconda guerra mondiale, alla SNIA si producevano divise e e tutto cio che di tessile serviva per i soldati al fronte, e sotto la fabbrica venne costruito un rifugio antiaereo per gli abitanti del quartiere. Verso la metà degli anni ’50 lo stabilimento venne letteralmente abbandonato e la natura cominciò a riprendersi quello che le apparteneva, rovi e alberi veri e propri cominciarono a frantumare i muri fatiscenti dei capannoni e degli edifici una volta adibiti ad uffici. Tutto il sito, costituito da 14 ettari di terreno, inizialmente venne destinato alla realizzazione di edifici ministeriali nell’ambito del famoso SDO, l’asse direzionale orientale previsto dal piano regolatore del 1965 peraltro rimasto un mito urbanistico perchè mai realizzato;  l’ area entrò presto nelle mire dei palazzinari romani che in un mostruoso giro di intrallazzi, anche se non riuscirono ad abbattere gli edifici esistenti riuscirono comunque ad iniziare i lavori di edificazione nelle aeree libere, ma una grossa sorpresa sarebbe arrivata di lì a poco: era appena iniziata la costruzione di un edificio, quando improvvisamente lo scavo realizzato si allagò di acqua frizzante: le ruspe avevano sfondato la falda acquifera storica dell’Acqua Vergine, che attraversa la zona di Roma est: quella dell’acqua bullicante da cui prende il nome anche una via nelle vicinanze. Già dopo un anno l’acqua sommergeva completamente la zona del cantiere, ricoprendo la parte già edificata e bloccando definitivamente i lavori.

Nel frattempo, nel 1994 una parte del complesso che comprendeva alcuni edifici e poco più di due ettari di terreno veniva espropriata d’urgenza ; quell’area venne aperta agli abitanti del Prenestino-Labicano divenendo  il Parco delle Energie, la prima area verde del quartiere.

Nella parte del complesso industriale adiacente alla Via Prenestina è sorto nel 1995 un centro sociale, che ha dato il via a diverse attività autogestite, compresa una ciclo-officina, e che rivendica il salvataggio dell’area dalla speculazione e la riconsegna ai cittadini del parco.

In questa situazione veramente molto intricata, stando agli ultimi sviluppi, sembra che il lago sia, come dire, salvo; ossia la procedura di esproprio è andata a buon fine, sono iniziati i lavori di bonifica e presto tutti i cittadini avranno la possibilità di godere dell’unico lago sorgivo esistente all’interno del territorio del comune di Roma. Per quanto attiene, invece, il destino degli edifici della ex Snia ancora in mano alla vecchia proprietà non è dato di sapere quale sarà il loro destino ovvero se si procederà con la solita speculazione edilizia oppure se la magistratura troverà illeciti commessi sulla variazione di destinazione d’uso dell’area.

Per ora noi godiamoci le opere realizzate dai sopraccitati artisti e già che ci siamo, diamo anche una sbirciatina in giro per il parco e scorgeremo che vi sono anche altre buone opere di quella branca della street art che chiamiamo lettering.

Parte prima: gli artisti al lavoro

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Martoz e Gio Pistone                                                                                       Alleg 

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“Gio Pistone alle prese con i suoi Algarotti” (a sx si scorge anche #Cancelletto#)

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Martoz                                                               Alleg

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#Cancelletto#

Parte seconda: le opere

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Alleg e Gio Pistone

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Cancelletto e Alleg

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Martoz

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Gio Pistone

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Cancelletto

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Martoz

Parte terza: alcuni particolari

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Parte quarta: il Lettering del Parco delle Energie

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e……………….. Dulcis in Fundo: W il lago!

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by Aladin – ingresso al lago ex Snia, lato via di Portonaccio