Mese: maggio 2014

Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia /4

Nicola Alessandrini (in arte Nic) è da anni attivo nell’underground artistico nazionale. Ha realizzato, alcuni mesi fa, un murale (ahimè oggi purtroppo cancellato con una mano di vernice) a quattro mani insieme a Gio Pistone sulle pareti della -1 Art Gallery alla Casa dell’Architettura di Roma. Nell’opera era rappresentato il luogo posto ai confini del mondo un tempo conosciuto, dove i cartografi dell’antichità relegavano l’immaginario collettivo (“Hic sunt leones”). Nelle sue opere, come rivela anche questa presente al Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz, son rappresentate fiere, se così possiamo definirle, dalle sembianze mezze umane e mezze animalesche, che sembrano essere state concepite per allontanare tutto ciò di cui aver paura.

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Il nome Cancelletto deriva dal simbolo #.  Al momento della scelta l’artista voleva che fosse un simbolo od un’immagine ad identificarlo, non un nome verbale. Le sue opere, di cui qui vediamo quella presente al MAAM, sono visibili principalmente a Roma, nei quartieri della zona Est, principalmente al Pigneto e a S.Lorenzo. Lo scorso anno ha avuto a sua disposizione le pareti della galleria “Laszlo Biro” di via Braccio da Montone al Pigneto e vi ha realizzato un imponente acquario, dove su fondo nero nuotavano allegramente meravigliosi pesci variopinti con sgargianti colori.

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Qiu sotto un particolare dell’opera realizzata da Hitnes al MAAM. L’artista è reduce da alcune personali esposizioni in gallerie di tutto il mondo, da Adelaide a Chio, a Pisa, a Viterbo. Predilige l’attività scenografica nel cinema.

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Nella stanza dei giochi (ludoteca di Metropoliz), sulla parete opposta al grande muro di Alice Pasquini, in quella specie di teca di vetro che la dovrebbe contenere (ma purtroppo n on ci riesce, tant’è che il blob verde ne fuoriesce e scivola per terra fino a raggiungere la scala che scende alla sala delle assemblee) c’è la stanza di Veronica:

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“All’interno di questa grande macchia, che sgocciola sulle scale, una infinità di tondi colorati, zebrati, cangianti, maculati, picchettati, come il mantello di Arlecchino descritto da Michel Serres, mondi che rimandano ad altri mondi, più piccoli o solo più lontani, la cui visione non sappiamo se ci sia resa possibile per il tramite di un microscopio a di un telescopio” (Giorgio de Finis). Qui vediamo un grazioso particolare dell’opera:

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Veronica Montanino, attiva da oltre un decennio, predilige le pitture acriliche su ogni supporto: tela, pvc, plexiglas. I suoi principali interventi sono stati attuati al Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno e su mobili e pareti del Collicola Caffè all’interno del Museo di Arti Visive Carandente di Spoleto.

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Tiziana Cera Rosco è una poetessa e al contempo una artista visiva di grande valore nazionale ed internazionale. E’ nata a Milano nel 1973 ed è cresciuta in Abruzzo, nel parco nazionale. Sua grande passione è la fotografia, ma non  il semplice scatto. Le sue foto,dopo la stampa a carbone, sono sapientemente lavorate con oli, resine, bitume, solventi così da creare uno strato, un velo appunto, ma un velo pieno di crepe che insidiano l’immagine ferendola e non consegnandola completamente (ogni riproduzione di opera è fatta a mano e quindi non c’è mai un’opera uguale ad un’altra anche se provengono dalla stessa immagine). Questa opera è stata esposta al Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz in occasione dell’evento inaugurativo del museo stesso avvenuta il 5 ottobre del 2013.

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Work in progress di Jef Aerosol

Ieri pomeriggio me ne sono andato in via Gabrio Serbelloni (Roma – quartiere Torpignattara) per fotografare questa opera di Jef Aerosol. Da giovedì l’artista, il cui vero nome è Jean-François Perroy, sarà in esposizione con le sue opere alla galleria “Wunderkammer”:

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 Poi ho fatto un salto nella vicina via della Marranella, dove era in corso la seconda edizione della manifestazione “Alice nel paese della Marranella” dove si faceva arte, cinema, laboratori culturali e danza, il tutto alla scoperta del villaggio urbano.

E guardate chi ho incontrato?

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Proprio lui, Jef Aerosol che si era scatenato ed aveva già realizzato queste opere:

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Aveva con se una grande cartella ed una scatola contenente tante bombolette, di quelle che usano tutti gli street artist, le “94”. I colori (l’ho scoperto dopo) erano, nero, grigio scuro, grigio chiaro, bianco e rosso. Ha tirato fuori uno stencil, la bomboletta nera, un po di nastro adesivo ed ecco:

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fine prima fase:

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Ha tirato fuori uno secondo stencil, la bomboletta grigio scuro, lo stesso nastro adesivo riciclato ed ha proseguito il discorso:

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fine seconda fase:

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Ha estratto poi il terzo stencil, la bomboletta grigio chiaro, sempre lo stesso nastro adesivo ed è andato avanti:

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fine terza fase:

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Passando al quarto stencil (con ritagli ormai piccolissimi)  ha afferrato la bomboletta del bianco; inutile dire che il nastro adesivo ha funzionato anche questa volta:

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ed ecco realizzato il cuore dell’opera:

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Poi uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci, undici farfalle nere che rendono immensa la scena; le ha infine screziate di rosso:

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Infine la freccia rossa (sempre presente nelle sue opere ma il suo significato è tutt’oggi un mistero) e la firma:

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Ed ecco l’opera finale:

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E poi l’esultanza dell’artista:

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Non ancora stanco si è spostato di un centinaio di metri ed ha realizzato queste altre tre opere:

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E per finire ha posato con me per immortalare la sua grande fatica:

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Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia /3

Già conosciutissima nel mondo della Street Art come ideatrice di un mondo parallelo popolato di strane creature creato con pennello e colori sgargianti (bianco, acqua marina, rosso, fucsia, viola), Gio Pistone di recente  è salita prepotentemente alla ribalta con l’apertura della quinta stanza realizzata insieme a “Nic” Alessandrini alla “-1 Art Gallery”, spazio underground della Casa dell’Architettura di Roma: qui ci conduce in un mondo sconosciuto, definito come la “terra dei leoni”, abitata da esseri fantastici, mutanti (chi siamo noi?), che sembrano combattere per la sopravvivenza.

 

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Anche in queste opere conservate al Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz tornano gli esseri immaginari cari a Gio Pistone, realizzati mediante il sapiente uso di colori molto forti, contrastati da colori chiari o a volte tenui. A proposito di colori, Gio afferma di usarne di molto poveri: smalti di ferramenta mischiati con tutto quello che si può con essi miscelare così da realizzare poltiglie putrescenti, anche se dalle sue realizzazioni sembrano uscire solo immagine fantastiche, pulite e senza sbavature.

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Massimo Iezzi: la sua arte è tutta incentrata sul riutilizzo di rifiuti che hanno completamente esaurito il loro ruolo nella società consumistica, per farne degli oggetti d’arte trasfigurati in modo grottesco e allo stesso tempo affascinante.

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 E’ giusto definire Lucamaleonte “il maestro dello stencil”: infatti i suoi lavori spesso prevedono l’utilizzo di mascherine e vernici finalizzato alla realizzazione di stencil multilivello che prevedono la sovrapposizione di svariati colori. Ormai famosissimo, nel 2008 ha preso parte al Cans Festival di Londra promosso da Banksy; successivamente ha curato in prima persona, insieme a Lex e Sten, la realizzazione della loro idea circa la messa in cantiere del festival International Poster Art di Roma.

Di recente ha appoggiato con entusiasmo il presidente del Municipio VIII (ex XI) di Roma Capitale Andrea Catarci nella sua idea di trasformare in gallerie d’arte all’aperto luoghi e spazi in cattive condizioni, e ha dato luogo alla realizzazione, totalmente finanziata da privati, di un lavoro artistico, coadiuvato da un altro Street Artist (Hitnes), consistente nella riqualificazione del ponte ferroviario di Via delle Conce. Così commenta una signora che abita nelle vicinanze: “Era un ponte orrendo, dava addirittura fastidio il doverlo attraversare. Oggi, da passaggio davvero sgradevole è diventato un’esposizione di opere d’arte, e mi sento di ringraziare in prima persona chi l’ha realizzato”.

 

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In questa opera, che si rifà ad un classico della fantascienza, Lucamaleonte sembra gettare uno sguardo senza tempo, che allinea idealmente il passato con il futuro. Così bella che gli abitanti della Città Meticcia hanno eletto il luogo ove è custodita a cucina della comunità.

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Opera realizzata da Lucamaleonte in occasione dell’inaugurazione del MAAM del 5 ottobre 2013, incentrata sul classicismo puro dell’arte, sembra voler richiamare l’attenzione della gente nei confronti del recente ritrovamento nella zona di importantissimi reperti archeologici avvenuto nel corso degli scavi, guarda caso, per la messa al mondo di nuove, inutili colate di cemento.

Viaggio attraverso il Quadraro /9

Grande fine settimana al Quadraro. Venerdì 17 e sabato 18,  hanno realizzato una stupenda opera di street art due affermati pittori, aderenti alla corrente surrealista pop, che si sono per la prima volte cimentati nella realizzazione di un “murales”. Lei, Dilka Bear di origini Kazake, lui Paolo Pietrangeli, Umbro trapiantato a Roma. Da rimarcare che i due pittori non avevano mai prima d’ora realizzato dei murales ma, si fa per dire, si erano solo cimentati nella tradizionale forma pittorica su supporto di piccole dimensioni (tela, legno e giù di lì).  E guardate cosa hanno prodotto, dagli abbozzi del primo giorno:

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Le loro mani sapienti con cura e professionalità:

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hanno realizzato questi splendidi particolari:

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Un po’ di relax:

 

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I due artisti stanno fumando una sigaretta comodamente posati su due sdraio messe a disposizione da una quadrarense, chiedo loro di spiegarmi il contenuto dell’opera che stanno realizzando.

Quest’opera nasce dall’unione dei nostri stili, facciamo pop surrealism tutti e due.  Gli esseri che creo io metallici ed i suoi dei bambini malinconici; abbiamo dato questo significato… all’inizio (ndr a destra) questi pezzetti metallici, meccanici che entrano nella bambina e lei con i carillon crea nella sua mente tutte le creature fantastiche che poi ci sono nell’altro lato, la balena volante con i robot, gli uccellini meccanici volanti, il pesce volante. Abbiamo scelto appositamente che la parte destra con i meccanismi fosse solamente bianco e nero, e tutta l’altra parte colorata.

Volete dire qualcos’altro che può essere utile per capire la vostra arte e la vostra conversione alla Street art e cosa ve ne pare?

Si è la prima volta, un esperimento; bello, molto bello, a noi piace molto.

Il contatto con chi vi girava intorno, questo è quello importante…

E’ fantastico, è stato fantastico, perché qua sono stati tutti gentili, ci hanno portato le cose da mangiare, i dolci, le cose da bere, sono venuti a parlare, sono stati tutti carini con noi

Progetti di street Art, per l’immediato futuro, ne avete?

No, per il momento no

Di dove siete?

Io Dilkabear sono nata in Kazakistan, ma sono di origini russe, ho girato moltissimo l’Europa e da sette anni risiedo a Trieste e con regolare frequenza, ogni tre/quattro mese, faccio una capatina a Roma. Io Paolo sono Umbro ma vivo a Roma

Uno a Roma e una a Trieste, però avete questo feeling artistico così forte……

Noi siamo amici da tre anni, ci siamo conosciuti in una mostra che hanno fatto sempre qui a Roma che si chiama “Italian pop surrealism” che era una collezione di pittori pop-surrealisti, l’arte che facciamo noi, e da là siamo diventati amici e portiamo avanti la nostra amicizia e questa è la prima volta che collaboriamo nella realizzazione di un’opera, lo volevamo fare da molto tempo e grazie a David (ndr David Diavù Vecchiato, street artist e al contempo mente costruttiva del progetto MU.Ro.) che ce ne ha dato la possibilità.

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Poi gli ultimi ritocchi:

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Ed ecco l’opera finale:

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Ops…………….. mancava qualcosa: il topolino

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La street art invade prepotentemente Roma – Murales alla fermata metro Spagna

Udite, udite, sembra che qualcosa effettivamente si muova in senso positivo in questa città altrimenti abituata a mettercela tutta nel mostrarsi brutta agli occhi dei cittadini e dei turisti. Alla fermata di Spagna qualche lungimirante dirigente di Atac (o solamente sotto la spinta psicologica del sindaco Marino) è riuscito a raccogliere un gruppo di “street artist” francesi che in sole due notti di lavoro hanno realizzato una serie di meravigliosi affreschi. Sembra addirittura che il tutto sia avvenuto a titolo gratuito da parte degli artisti che di seguito elenco: Alexone, Espilonpoint, Popay, Seth, C215 e Baudeloque. All’inaugurazione del tutto, ovviamente l’ha fatta da padrone C215, alias Christian Guemy, il più famoso dei sei artisti summenzionati che già ha abituato i più attenti e raffinati girovaghi di questa meravigliosa città a scovare le sue chicche pittoriche addossate ai più strani supporti, dagli angoli delle case alle cassette rosse di impostazione, anche se, a mio parere, predilige sportelli e porte metallici specialmente se di colore verde scuro.

Ecco una carrellata delle opere realizzate:

 

_MG_6888opera di Philippe Baudeloque

Qui sotto opere e loro particolari di Seth

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Un po’ di arte astratta con Alexone e Espilonpoit:

_MG_6874opera di Alexone (particolare)

_MG_6904-Modificaopera di Espilonpoint

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Ora una lunga carrellata di particolari del coloratissimo dipinto di Popay:

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E per finire, C215; lui e le sue due opere, il classico gatto che già ci ha abituato a conoscere ed il gettonatissimo, specie da parte dei numerosissimi turisti che frequentano la fermata della metro, Papa Francesco:

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Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia /2

Solo, Street Artist romano con il pallino dei supereroi, mette in essere un vero e proprio epilogo contemporaneo per poter narrare di una società sempre più in crisi. E chi meglio dei supereroi per descrivere questa deriva?

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Egli, di tanto in tanto, fa apparire qualche supereroe sui muri delle città;  questa azione è compiuta dall’artista per farci sentire meno soli e rassicurarci perché protetti da supereroi buoni in questa società precaria.

I suoi supereroi hanno però perso i superpoteri, tanto che da invincibili si sono trasformati in vulnerabili.

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In questo anno Solo ha portato questi supereroi sconsolati sui marciapiedi di Parigi, Praga, Ibiza, Atene, Miami, San Francisco, Santa barbara, Oakland e San paolo divenendo uno Street Artist conosciuto in tutto il mondo. Alcune sue opere su tela sono state di recente esposte alla Galleria Varsi di Roma.

Le tre opere qui riprodotte campeggiano prepotentemente sui muri del MAAM.

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Qui sotto cinque splendidi particolari della grande opera realizzata da Alice Pasquini Nella Ludoteca di Metropoliz_città meticcia:

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L’opera seguente invece è posta a ridosso dell’entrata principale del MAAM ed è stata realizzata da Alice Pasquini in occasione dell’inaugurazione ufficiale del museo.

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Mr. Klevra, artista raffinato che nella realizzazione delle sue opere mette meticolosamente in fila una miriade di dettagli, infinite sfumature cromatiche (o del grigio come in questo caso), colpisce l’attenzione anche dei più distratti viandanti. Durante la sua carriera di artista è passato dal modellismo classico alle più raffinate tecniche pittoriche, acquisite anche grazie ad un corso di iconografia bizantina, fino alla progettazione grafica come freleance; questo gli ha permesso di potersi mantenere gli studi e di accettare ogni lavoro che gli veniva proposto come una nuova sfida.

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La carta velina ultimamente è la superficie prediletta dell’artista: la sua capacità di manipolarla lo porta a creare anche poster di enormi dimensioni, fino a dieci metri di lato, che possono poi essere piegati, arrotolati ed inseriti in uno zaino. A novembre del 2012 ha realizzato, in collaborazione con Omino71, iln “Sancta Santorum” terza stanza proposta dalla “-1 Art Gallery”, il nuovo spazio underground della Casa dell’Architettura di Roma. “Nella nuova wunderkammer la fa da padrone l’iconologia giudaico-cristiana riletta in chiave POPlare dai due artisti invitati a trattare il tema ‘attualissimo’ della fine del mondo. (Giorgio de Finis – Gli eventi della Casa dell’Architettura).

Gesta Future realizza la sua opera “Restiamo Umani” /3

 

L’artista, Gesta Future, ha appena terminato la fatica di produrre una raffinata opera di street art.

Ecco il dipinto “Restiamo Umani” in tutto il suo splendore.

 

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A chi chiede il perché dell’opera, l’artista risponde:  l’ opera ha l’ obiettivo di far riflettere sulla condizione umana attuale, un’ invito a far prevalere il lato positivo che è insito in ognuno di noi.

E qui di seguito presentiamo tre stupendi particolari dell’opera.

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Viaggio attraverso il Quadraro /8

 

Ci apprestiamo ad impegnare al contrario l’attraversamento pedonale che, sottopassando la via Tuscolana, collega il Quadraro Vecchio col Quadraro Nuovo; da questa parte ad affrescare il portale, con i suoi personalissimi colori forti contrastati da colori chiari, ci ha pensato Gio Pistone.

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Gli esseri immaginari cari a Gio presenziano prepotentemente lo scuro attraversamento, quasi a voler rassicurare il viandante che si appresta ad imboccarlo.

_MG_7254particolare dell’opera di Gio Pistone

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Una menzione particolare va rivolta al murale di Gary Baseman, posto in largo dei Quintili. In quest’opera l’artista, i cui genitori ebrei polacchi hanno vissuti in prima persona le persecuzioni naziste e dovettero, per salvarsi la vita, emigrare negli Stati Uniti, rappresenta simbolicamente un cervo-albero (suo padre Ben) che combatte contro le forze del male; intorno a lui che difende strenuamente ci sono la verità, la libertà e la fede (che ha la testa mozzata). Tale opera commemora la deportazione dei Quadrarensi:  i nazi-fascisti  il 17 aprile del 1944, per colpire quel quartiere di Roma base di partigiani (lo chiamavano timorosamente “Nido di vespe”) , fecero una retata arrestando, casa per casa, 947 cittadini uomini dai 15 ai 50 anni. Furono tutti deportati nei campi di lavoro in Polonia e molti di loro non tornarono più.

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Viaggio attraverso il Quadraro /7

Via Selinunte: al numero 57 ci sono due opere di Yuri (HOPNN in cirillico) che campeggiano sulla parete esterna del CSOA “Spartaco”, quelli del “Quadraro, il quartiere che non abbozza”.

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Molteplici le attività organizzate dai ragazzi di Spartaco, dalla trattoria popolare che funziona tutte le sere, con wi-fi gratuito, al gruppo di acquisto solidale, dai vari laboratori di produzione culturale (Russe Walkin’ orchestra – laboratorio di percussioni brasiliane – milonga popolare – tango argentino) allo sport in movimento (palestra popolare – Rugby – boxe – yoga), dalla ciclofficina alla informazione ed educazione ambientale.

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Largo Spartaco. Opere realizzate dagli street artist Diamond e Solo a Largo Spartaco, estrema propaggine del Quadraro, cosiddetto “Nuovo”, dove questo si fonde con il quartiere di Cinecittà.

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Queste opere, di recente produzione, sono state realizzate dai due artisti per festeggiare il compleanno del CSOA Spartaco.