Mese: marzo 2016

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /263

Al terzo appuntamento con il Forte Prenestino incontriamo un pezzo di Murphy che, in verità, avevamo già intravisto ieri nel murale al giorno numero 262 a far da cornice all’opera di Omone nel mirabolante scenario delle celle misteriose ed irraggiungibili (ai comuni mortali) dell’ex deposito di munizioni interrato ai margini del quartiere Prenestino-Centocelle, protetto da un fossato che lo circonda; se fosse pieno di acqua nulla avrebbe da invidiare ad un castello medievale.

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l’opera di Murphy

Ed ecco ancora opere realizzate per in occasione dell’evento “Crack, fumetti dirompenti” che ha avuto luogo nel corso del mese di giugno dello scorso anno.

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Ora è la volta di due pezzi stabili che sono esposti, sempre all’interno del forte, ma non nelle celle ove si tengono i vari eventi, bensì dentro due ambienti, veri e propri siti labirintici percorsi da turtuose scale che conducono in profondità:

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particolare di un grande affresco che ricopre completamente l’ambiente. E’ stato realizzato dal Collettivo “Studio Sotterraneo” (la sede si trova in via Capitan Ottobono al Pigneto; vi consigliamo di visitarla!)

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /262

Continuiamo la nostra breve escursione nei meandri del Forte Prenestino e questa sera vi presentiamo quattro eleganti pezzi che siamo riusciti anche ad attribuire agli artisti che li hanno realizzati.

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opera di Aloha Oe

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opera di Omone

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opera di Tenia

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particolare di opera di Cancelletto

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /261

Con il murale al giorno di questa sera iniziamo un breve ma intenso viaggio “Nei meandri del Forte”, inteso come gita attraverso le viscere di quello spettacolare edificio che è il Forte Prenestino, a metà strada tra un isolato deposito sotterraneo di armi e munizioni ed  il labirinto costruito tra le viscere delle montagne dell’Alto Adige durante la Prima Guerra Mondiale per sbarrare l’avanzata del nemico. Per chi non l’avesse mai fatto, consigliamo vivamente una visita in questa meraviglia architettonica che sopravvive grazie all’impegno di un gruppo di giovani attivi socialmente nel popolare quartiere di Centocelle, che hanno deciso, dall’ormai lontano 1983, di occuparlo e di metterlo a disposizione dei cittadini preservandolo dalla distruzione per incuria o, ancora peggio, per opera dei soliti palazzinari senza scrupoli.

Noi ci siamo entrati, per l’ennesima volta, in occasione di “Enotica”, una delle manifestazioni di punta che vengono organizzate ogni anno al Forte Prenestino: una tre giorni dedicata al vino, buono e per giunta prodotto nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori. Tutte quelle celle, in fila l’una a fianco dell’altra, dove una volta venivano custodite armi, munizioni e proiettili si sono riempite di gente festosa che passando da una cantina all’altra, sorseggiava vini, ora bianchi ora rossi, ora secchi, ora abboccati.

La prossima manifestazione cui consigliamo di partecipare, che avrà luogo nel mese di giugno è il “Crack -Fumetti Dirompenti”; si tratta di un festival, ormai giunto , nel 2016, alla dodicesima edizione, di fumetto ed arte disegnata e stampata. E’ proprio nel corso di questa manifestazione che le pareti della celle di cui abbiamo parlato prima si riempiono di piccoli e grandi murales che restano lì, se tutto va bene, per un anno, fino al Crack successivo.

Noi durante l’evento di “Enotica”, oltre che assaggiare ottimi vini che provenivano da tutta italia, ci siamo preoccupati di salvare anche la memoria delle opera realizzate nel corso del Crack che si è tenuto lo scorso anno, dal 25 al 28 di Giugno. Ecco quindi una prima selezione di opere da noi incontrate:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /260

Oggi, Pasquetta piovosa, abbiamo fatto un salto in un piccolo parchetto defilato del quartiere Giuliano Dalmata, il 31° di questa immensa città. Da qualche tempo si stanno facendo una serie di interventi pittorici sui muri che delimitano e proteggono questo parco. Ne abbiamo scelti alcuni, quelli che ci hanno colpito di più, e ve li presentiamo.

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grande pezzo solare

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due particolari

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“Diamante Pazzo” all’opera

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opera n. 1 di Carlos Atoche

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nell’ambiente

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opera n. 2 di Carlos Atoche

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nell’ambiente

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /259

Restiamo anche oggi in via di Porta Portese. Lì, su quel quel muro, oltre all’opera di Robocoop presentata ieri, abbiamo trovato una madonna realizzata da Ex Voto. Si tratta della “Santa Madonna della Cinematografia” (luci, motore, azione e…. così sia). Ha trovato alloggiamento in una cornice naturale del lungo muro che viene spesso utilizzato, da parte degli artisti, per presentare le loro opere; ricordiamo la magnifica opera di Zilda apparsa nel 2012, la Pietà Pasoliniana dello scorso anno, così come il “faccione” di JBRock  ancora presente.

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l’opera di Ex Voto

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l’ambiente

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l’opera di JBRock

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il via vai

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /258

L’opera che presentiamo oggi è apparsa da un paio di giorni in via di Porta Portese a Trastevere, di fronte a Largo degli Ascianghi, dove c’è uno dei cinema più famosi della Roma Culturale, il “Nuovo Sacher”.

Il muro non è nuovo a solenni esposizioni, basta citare il faccione di JBRock, ormai a tutti gli effetti cittadino stabile di quell’arcata ricavata nella parte destra del lungo muro, intoccato ed intoccabile, la Pietà Pasoliniana di Ernest Pignon-Ernest (vedi Murale al Giorno numero 184 del 17 maggio 2015) che ha avuto meno fortuna ed è ormai scomparsa.

Veniamo ora all’argomento del murale di oggi; si tratta di un poster, un pezzo dalle dimensioni enormi, sei metri per tre; gli autori sono il collettivo Robocoop che ama rivisitare grandi dipinti, specie del Rinascimento, aggiungendovi ad arte elementi architettonici propri dell’età contemporanea. (vedasi in proposito i Murali al Giorno numero 129 e 130 rispettivamente del 6 e 7 febbraio 2015, 203 del 14 giugno 2015 e 242 del 29 gennaio u.s.).

L’opera di oggi presenta il bellissimo quadro, “Costruzione di un edificio”, realizzato da quel genio fiabesco che risponde al nome di Piero di Cosimo, fiorentino, pittore eccentrico vissuto a cavallo dei secoli XV e XVI. Il quadro, di proprietà del The John and Mable Ringling Museum of Art di Saratoga in Florida, mostra una gru con l’argano mosso da una ruota con la quale viene issata una statua sulla balaustra della balconata dell’edificio in costruzione. È un esempio di macchina da costruzione più complessa che viene raffigurata da Piero di Cosimo insieme agli attrezzi più comuni: squadre, compassi, trivelle, tenaglie, succhielli, sgorbie, asce e per il lavoro degli scalpellini: mazzuoli, mazze, bocciarde, scalpelli, verghe.

Nella rivisitazione del collettivo Robocoop, l’edificio in costruzione viene sostituito dal moderno Edificio delle Poste costruito nel 1935 in via Marmorata a Roma, Rione Testaccio (poco lontano dal muro espositivo), su progetto dell’architetto Adalberto Libera, leader del movimento italiano di architettura razionale.

Libera, famoso anche per essere il padre del Palazzo dei Congressi dell’EUR di Roma, nella progettazione degli edifici, non lasciava nulla al caso; per prima cosa l’edificio doveva rispondere in pieno alle esigenze della sua funzione, poi doveva essere esposto secondo l’asse che gli permettesse di sfruttare al massimo la luce ed il calore irradiati dal sole, essere quindi perfettamente rispettoso dei rapporti geometrici e della stessa sezione aurea. Nel palazzo delle poste molto particolari sono i motivi ad incrocio di diagonali delle due parti estreme dell’edificio e gli conferiscono un’eleganza straordinaria.

Vediamo ora come si presenta l’opera realizzata da collettivo Robocoop

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l’opera

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particolari

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l’ambiente espositivo, reale

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l’ambiente espositivo, come sarebbe potuto essere

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visitatori 

Il lettering di via Marilyn Monroe /5

Eccoci quindi, come promesso, alla seconda tornata delle opere esposte in via Marilyn Monroe nel 2015. Cominciamo con le prime tre opere

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Che ora vediamo assemblate sul muro espositivo:

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Ora altre tre opere:

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Anch’esse raggruppate in sequenza:

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Il muro ora se ne va su in salita e altre opere si susseguono, per almeno un altro centinaio di metri, senza soluzione di continuità. Ecco altri gruppi di opere. Potete notare come il povero Cristo sofferente presentato ieri abbia ceduto il posto ad un’opera variopinta.

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5n

uno scorcio ambientale

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Al termine del muro libero, due guardiani sembrano messi li apposta per sorvegliare che le opere esposte, almeno fino a quando non arriverà il momento della loro sostituzione, non subiscano danni di sorta:

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Il lettering di via Marilyn Monroe /4

Prima visita dell’anno in via Marilyn Monroe, ma si tratta di una visita virtuale; prima di passare a presentare ai frequentatori del progetto “FotografiaErrante” i nuovi pezzi apparsi in questo primo scorcio di anno, facciamo, in due puntate, una retrospettiva e mostriamo alcune chicche realizzate lo scorso 2015 e che, che mancanza di tempo, avevamo lasciato in un cassetto. Inutile dire che alcuni pezzi sono stati già coperti da nuove opere quindi, anche per chi fosse già passato per quella strada, questa è una buona occasione per rivederseli.

4.1

siglata J/B

4.2

un povero Cristo sofferente

4.3

inserito nell’ambiente

4.4     4.5

passa un bus ………………… e poi un altro

4.6

ed ecco il pezzo!

4.7

particolare

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4.8

orgoglio, amore, gioia………………. forse una dichiarazione d’amore

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4.11

profilo

4.10

campo lungo

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /257

Oggi fermiamo la nostra attenzione su una strada in particolare di S.Lorenzo: via degli Ausoni. Quella strada, per intenderci, che custodisce il “Pensatore” di Hogre (vedasi il Murale al giorno numero 50 del 17 settembre 2014). Quel muro che per in centinaio di metri circa si affaccia su quella strada, molto probabilmente, anzi sicuramente, fu oggetto, a suo tempo, di un evento che coinvolse diversi street artist romani. Ancora oggi, se pur con i segni del tempo, le opere realizzatevi fanno bella mostra di sé.  Accanto ad un Agostino Iacurci presentato col Murale al giorno numero 132 del 11 febbraio 2015, questa sera vogliamo aggiungere 4 nuovi pezzi, tutti sulle righe. Eccoli!

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opera di Omino 71

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opera di Murphy

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opera di Cancelletto

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /256

Questa sera argomento del murale al giorno sono i pezzi che sono lì da molto tempo ma che non è facile scovare. Ci siamo armati di molta pazienza ed abbiamo fatto un itinerario ciclistico nella zona est a ridosso delle mura Aureliane. Abbiamo, tra l’altro, trovato quattro pezzi che questa sera condividiamo con i frequentatori del progetto “FotografiaErrante”.

La prima opera l’abbiamo scovata in via dei Sardi, a S.Lorenzo. Pregevole fattura, decisi tratti neri su una superficie bianca danno vita ad un volto di uomo dallo sguardo intenso che non fa trasparire nessuna emozione.

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Il secondo pezzo sta un po più in la; in via dei Marsi, stesso edificio. L’opera è un po’ segnata dal tempo e nello stesso tempo è stata oggetto di colorazione impropria. L’autore è About Ponny:

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Usciamo ora da S.Lorenzo, transitando per piazzale Tiburtino, passiamo sotto i binari della stazione Termini ed entriamo nel Rione Esquilino. Andiamo diretti in via Filippo Turati; addosso al muro esterno del Mercato Esquilino, troviamo uno stencil di Hogre:

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l’opera

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nell’ambiente

Infine dopo una breve galoppata, usciti dalle mura aureliane attraverso il passaggio di via Nola ce ne andiamo in via La Spezia (siamo nel quartiere Tuscolano); lì, proprio di fronte all’imbocco delle scale che portano alla fermata “Lodi” della nuova linea C della Metropolitana, c’è un altro pezzo di Hogre, molto ben conservato:

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l’opera

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nell’ambiente