Magliana

Nella fabbrica misteriosa /9

Ultimo artista dell’ultima spedizione nella fabbrica abbandonata è Other, vecchia conoscenza del progetto FotografiaErrante (vedansi Edificio Fleming 11 e 12 rispettivamente del 14 novembre 2015 e 23 gennaio 2016, e murale al giorno 241 del 26 gennaio scorso). Assiduo frequentatore artistico di posti abbandonati, questa volta, per realizzare la sua opera, Other si è ispirato proprio a quel materasso che ha trovato lì per terra; qualcuno deve pur esserselo caricato sulle spalle ed averlo portato su per tre piani, attraverso scale fatte di tondini di ferro conficcati nel muro. E se qualcuno aveva portato fin lassù quel materasso vuol dire che quel qualcuno ci avrà pure dormito sopra. Ecco lo sviluppo realizzativo dell’opera da parte di Other

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l’artista al lavoro

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l’opera

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da lontano

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nell’ambiente

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Siamo arrivati al termine della nostra lunga giornata trascorsa, in eccellente compagnia, all’interno di questo stupendo sito di archeologia industriale. Sicuramente non sarà l’ultima visita, sicuramente ci andranno ancora tantissimi artisti a realizzarvi le loro opere; dal canto nostro, noi saremo lì e, puntualissimi, saremo i cronisti di chissà quanti nuovi eventi. Lasciando il salone espositivo utilizzato per l’occasione, inforcando quegli scalini malfermi fatti di semplici tondini di ferro ci avviamo verso l’uscita, non prima di esserci lungamente guardati intorno:

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Nella fabbrica misteriosa /8

Di nuovo in fabbrica per presentare l’opera del terzo artista presente all’ultima visita, quella di sabato 5 marzo. Anche lui è uno studente dell’Accademia di Belle Arti; meticoloso  e caparbio nel realizzare la sua opera, vi ha dedicato l’intera giornata lavorando puntigliosamente sulle sfumature. Anche per lui una rapida sequenza fotografica per testimoniarne l’iter realizzativo

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L’artista è Leonardo Costabile, ha lavorato fianco a fianco con Knec ed ha fatto da interprete nel nostro dialogo con l’artista turco. Eccoli entrambi al lavoro

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due visioni d’ambiente

Lasciamo lavorare tranquillamente Leonardo e guardiamoci un po’ intorno; laggiù si vede una città caotica, una zona cuscinetto di terra incolta ci separa dalla confusione e possiamo concentrarci tranquillamente sul nostro progetto. Una ferrovia costeggia il sito, i treni transitano lentamente come avessero una forma di rispetto per questo posto. Solo su quella orribile sopraelevata sfrecciano continuamente automobili che diffondono nell’aria un brontolio continuo.

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Nel frattempo Leonardo Costabile ha terminato la sua opera, eccola:

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inserita nell’ambiente

 

Nella fabbrica misteriosa /7

………. secondo artista presente nella fabbrica abbandonata è un cultore del lettering, studente dell’accademia di Belle Arti, il suo nome d’arte è Sort. Qui lo vediamo intento a  portare a termine il suo esercizio calligrafico:

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Mentre Sort è intento a realizzare la sua opera, noi ci distraiamo dando un’occhiata al sito che ci ospita: una vera meraviglia di archeologia industriale; qui si è fatto ampio uso del ferro, siamo sicuramente nel periodo a cavallo fra le due guerre! Non lasciamoci ingannare dal manufatto in cemento armato che si vede sulla sinistra, è un evidente corpo aggiunto in un periodo di gran lunga successivo alla edificazione del nucleo storico della fabbrica.

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paradosso urbanistico, sullo sfondo futuristi svincoli stradali fanno da cornice ad un ambiente di altri tempi

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ferro, tanto ferro

Ed ora torniamo a noi…………..

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l’opera di Sort

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inserita nell’ambiente

Nella fabbrica misteriosa /6

Ricordate il “Viaggio spazio-temporale”, articolo del 24 settembre dello scorso anno? Attraverso un buco in un muro avevamo fatto un viaggio nel passato: in una fabbrica abbandonata, riteniamo da tantissimi anni ormai, della estrema periferia romana eravamo entrati in contatto con opere realizzate molti anni fa (quando la street art era “di nicchia”) e che miracolosamente erano sopravvissute forse per il fatto che quella fabbrica, oltre ad essere praticamente defilata, nascondesse gelosamente i suoi tesori, ben nascosti dentro stanzoni irraggiungibili se non con impegno da contorsionisti ed un pizzico di coraggio. Successivamente, alcuni artisti contemporanei hanno assaporato il brivido di dipingere sui muri di quella fabbrica, cosa da noi documentata con i murali al giorno 235, 236, 238 e 247.

Di recente, una nuova missione durante la quale sono state realizzate altre opere, è stata portata a termine; ecco il resoconto.

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Questa volta siamo stati più tranquilli, abbiamo avuto un accompagnatore d’eccezione: Nerone

Gli artisti sono tutti giovanissimi ed hanno in comune il fatto di essere nel periodo formativo del loro percorso artistico; frequentano l’Accademia di Belle Arti; uno di essi, in particolare, in forza per programma di interscambio culturale fra varie nazioni, si trova a Roma nell’ambito del progetto “Erasmus”; le sue origini sono turche.

Ed iniziamo il report proprio con lui e sua opera, realizzata su un grande telo (motivi di studio)

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l’argomento di studio di Knec

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l’artista al lavoro

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l’opera si trasforma

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l’amicizia

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Knec, dopo una giornata di meticoloso lavoro espone la sua opera ai raggi caldi di un sole primaverile che volge al tramonto

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l’opera

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nell’affascinante cornice di archeologia industriale

continua……………………………………

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /241

Torniamo di nuovo in fabbrica; ci siamo stati domenica appena trascorsa in compagnia di un giovanissimo Other, di origini friulane, lui è di Trieste. ma, almeno per ora, romano di adozione; risiede da qualche tempo nella Città Eterna, dove si è trasferito per completare il suo percorso formativo artistico presso l’Accademia di Belle Arti. E sta facendo un lavoro durissimo, ma i risultati non tardano a venire. Ecco l’opera che ha realizzato in uno stupendo scenario naturale fornito da muri decrepiti, ma possenti, di una vecchia fabbrica abbandonata. Ricordiamo , per inciso, che di questo artista abbiamo parlato in occasione di due visite all’Edificio Fleming, altra fabbrica abbandonata di Roma, articoli del 14 novembre 2015 e del 23 gennaio scorso.

Condensiamo in questa rapida sequenza di immagini il lavoro svolto da Other per realizzare la sua opera:

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Gli ultimi ritocchi:

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il murale completato

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un improvviso raggio di sole esalta i lineamenti il volto di sinistra

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la perfetta simmetria assiale dei due volti

Ed ora godiamoci l’opera di Other facendo ruotare a sinistra e a destra la nostra testa per godere della perfetta simbiosi con l’ambiente:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /238

Torniamo in fabbrica, da dove eravamo usciti due giorni fa con una opera di MK; lì ha operato di recente un altro artista, lo vediamo in questo primo scatto dove su un fondo nero sta facendo prendere forma ad un profilo femminile che fa rivivere il mito di Persefone, sposa di Ade, dio degli inferi:

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L’artista è Chew-Z, sue opere le abbiamo trovate nella fabbrica abbandonata in provincia di Frosinone, al MAAM il Museo dell’altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia di via Prenestina, divenuto in pochi anni un vero e proprio museo di arte contemporanea e nell’edificio Fleming, l’antica fabbrica della Penicillina, abbandonata da molti anni ed ora tempio dell street art, (vedere articoli del 13 agosto e del 27 ottobre dello scorso 2015). Veduamo ora altre immagini che testimoniano lo scandire del lavoro dell’artista tra pennellate sapientemente date e studio delle prospettive:

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Ed ecco l’opera:

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inserita nell’ambiente, accanto all’opera di MK

Proprio di fronte a questa opera Chew-Z , in una piccola cornice ricavata dalla base di un finestrone, ha realizzato un altro volto di Persefone, eccolo:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /237

Questa sera entriamo in fabbrica, in una di quelle disseminate nella periferia romana ed abbandonate da lungo tempo. La natura se ne sta lentamente impossessando, al suo interno, la ruggine la fa da padrona ed il  suo colore si sposa bene con le rigogliose piante di ricino che nascono qua e là nei locali situati al pianterreno. Per entrare ci si insinua in uno stretto passaggio fra rovi e cumuli di immondizia abbandonati mentre tutto intorno aleggia il cupo rombo di sottofondo del traffico automobilistico incessante che ti accompagna per tutto il tempo che vaghi all’interno dei locali; ogni tanto poi, ad intervalli abbastanza regolari, avverti un acuto dovuto al rapido passaggio di un treno. Fra queste mura veramente fatiscenti che a volte sembra debbano caderti addosso ad ogni passo che fai, l’attento osservatore scorge le tracce di graffiti d’altri tempi, anche firme importanti per l’epoca in cui sono stati realizzati e che ora quasi nessuno, se non i più accorti e colti, ri”conosce”. Ultimamente poi, con la tardiva caduta delle foglie, sono apparsi, come per magia, pezzi nascosti, consunti dal tempo ma sempre attuali e portatori di una immensa carica emozionale.

Tra queste mura sta entrando discretamente il movimento artistico contemporaneo, vi abbiamo trovato infatti MK che stava realizzando un murale:

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l’opera

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particolari

Il lettering della fermata FL1 a Villa Bonelli /8

Passate le feste di fine anno riprendiamo il discorso sulla street art romana riannodando il filo lì dove l’avevamo lasciato il 21 dicembre dello scorso anno. Torniamo al parcheggio a servizio della fermata “Villa Bonelli” della linea FL1 per ammirare le ultime opere realizzate sul quel grande muro libero di contenimento della linea ferroviaria che collega l’aeroporto di Fiumicino con il centro della città. Vera e propria galleria espositiva, il sito viene rispettato anche dagli automobilisti che lasciano il loro veicolo per utilizzare il mezzo ferroviario, i quali si guardano bene dal parcheggiare nei posti  antistanti il muro così dal lasciare ampio campo visivo al visitatore.

Quelle che presentiamo questa sera sono le opere realizzate dalle migliori firme del writing romano, da Hoek ad Ike, da Teddy Killer a Eukary ota, da Loste a Rosk, da Bone della Crew TNT  a Nina della Style Lovers Crew e tanti altri con i quali ci scusiamo per non averli citati. Una particolarità: uno dei volti (quello senza occhiali) che vedrete di seguito è stato nottetempo sottoposto a maquillage ad opera di ignoti: vi è stato apposto un tatuaggio di sembianze canine e è stato dotato di barba posticcia realizzata con pennarello e sembra che la cosa non sia stata affatto gradita dall’artista che aveva realizzato l’opera originale. E come di consueto, ……. buon godimento!

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la murata di sinistra – TNT Crew

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dettaglio n.1 

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dettaglio n. 2 – Eukary Ota

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ultimi controlli                  –                         alice fa la guardia

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dettaglio n. 3

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la murata di destra

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dettaglio n. 1 – Hoek

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dettaglio n. 2 – Ike

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dettaglio n. 3 – Teddy Killer

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dettaglio n. 4 – Loste e Rosk

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primissimo piano

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il sito espositivo

Viaggio spazio-temporale

Oggi in una fabbrica abbandonata, pensiamo da almeno quarant’anni, siamo passati attraverso un buco:

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E siamo entrati in un mondo nello spazio indefinito dove il tempo sembra essersi fermato. E tra veicoli semidistrutti,

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bivacchi improvvisati

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e visioni inquietanti,

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abbiamo trovato delle opere di street art che riteniamo siano state viste, oltre che da coloro che le hanno realizzate, solo da pochissimi mortali. Precisando che non siamo in grado di attribuire la paternità di tutte le opere, quello che segue è il resoconto fotografico dettagliato della nostra escursione:

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grande salone di accoglienza

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opera di Poch72                                                    –

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due opere di DeathBIRD

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Preziosi Lettering tra architetture degne di Monsieur Eiffel,

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Ed ora una sequenza di opere realizzate da Lash Dirty Ink:

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Ed infine vi presentiamo due suggestive visioni d’ambiente della struttura visitata:

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torniamo sui nostri passi e ci lasciamo dietro un curioso pupazzo posto, da mano ignota, a custodia del sito

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /188

Stasera presentiamo due opere minori di uno street artist eclettico, dal tratto deciso e riconoscibile a prima vista. I suoi personaggi stravaganti, glamur sono surreali e difficilmente passano inosservati al viandante. La prima opera l’abbiamo scovata a Riva di Pian Due Torri, dove c’è quella bellissima passeggiata corredata da una pista ciclabile lungo il Tevere dalle parti di via della Magliana, al quartiere istituzionale XI “Portuense”; la seconda invece, che utilizza come supporto una inconsueta mappa stradale di Roma, faceva parte di una mostra collettiva di street artist che esponevano al “Volturno Occupato”.

Non ci resta che dire chi è l’artista in questione, anche se i più attenti hanno già individuato di chi trattasi; stiamo parlando di Aloha Oe, e queste sono le sue opere:

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riva di Pian Due Torri

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esposizione al “Volturno Occupato”