Quadraro

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /274

Fra domenica e lunedì appena trascorsi, su questo muro del Quadraro, in via dei Quintili, sul quale era appena accennato uno schizzo di un uccello:

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l’artista brasiliano L7m, (vedasi murale al giorno numero 272 del 24 scorso) ha lavorato alacremente per trasformarne il volto. Grande lavoro di bomboletta utilizzata a mo’ di pennello; ampi movimenti del polso la facevano roteare mentre dall’ugello fuoriuscivano spruzzi di colore che lasciavano sul muro sfumature incredibili che davano un poderoso effetto di spazialità tridimensionale. Ci siamo gustati per un paio di ore l’artista che portava sapientemente avanti il suo lavoro:

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con il passaggio di gente più o meno interessata:

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per arrivare a realizzare la sua opera, questa:

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il murale di L7m

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il pezzo di sinistra

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il pezzo di destra

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /224

Come gli assidui frequentatori del progetto FotografiaErrante sapranno, l’opera di Fin DAC, dipinta al Quadraro in via degli Ortensi ha vissuto un primo anno di vita travagliato.  Realizzata nella prima metà del mese di settembre 2014 (vedasi Murali al Giorno numero 44 e 47 rispettivamente del 11 e 14 settembre 2014), i primi del mese di Novembre, quindi circa un anno fa, fu oggetto di una vile aggressione da parte di una idiota scheggia vagante che anche in successivi interventi distruttivi di opere d’arte muraria nel quartiere rivelò la sua indole “Salvinista” (c.r.f. deturpazione dell’opera “Esodati” di Maupal in via dei Quintili). Lo scempio dell’opera di Fin DAC è stato a suo tempo documentato con il Murale al Giorno numero 94 del 8 novembre 2014.

Ebbene, finalmente l’artista è tornato ed ha provveduto al restauro dell’opera; eccola in tutta la sua luminosità:

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l’opera

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visione d’ambiente

Ma le buone notizie non finiscono qui; questa volta Fin DAC non si è limitato a restaurare la sua opera; ha fatto di più, ha realizzato un altro murale, nello stesso fabbricato, nella parete opposta, quella esposta a sud, che affaccia all’interno di un cortiletto di pertinenza dell’abitazione stessa e noi siamo in grado di mostrarvelo:

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la nuova opera protetta a vista dal guardiano a quattro zampe

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l’opera intravista attraverso la recinzione 

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immortalata nel specchio d’ausilio per gli automobilisti

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /211

Il murale che vi presentiamo stasera, 23 settembre, equinozio d’autunno, è stato realizzato da Buff Monster, già incontrato da frequentatori del progetto “FotografiaErrante” il 2 dicembre dello scorso anno 2014, in occasione della nostra decima visita all’Outdoor Festival romano che si tenne nella splendida ambientazione della Dogana dell’ex Scalo Merci della stazione ferroviaria di Roma S.Lorenzo.

Il suo nuovo murale campeggia su di un muro che costeggia via dei Lentuli al Quadraro, altra zona storica della città di Roma. Siamo quasi di fronte ad un’altra opera di street art, un elegante esercizio calligrafico realizzato da Daniele Tozzi (vedasi “Viaggio attraverso il Quadraro /11” dell’8 dicembre 2014). Buona visione!

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l’opera di Buff Monster

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inserita nell’ambiente

Viaggio attraverso il Quadraro /13

Oggi parliamo dello street artist Maupal, al secolo Mauro Pallotta, oggetto, nella primavera scorsa delle attenzioni del cosiddetto “Decoro Urbano” di Roma che si prodigò per rimuovere un suo poster affisso in via Plauto, rione Prati, che presentava un insolito Papa Francesco nelle vesti del “Superpope”. MA non tutti i mali vengono per nuocere; quella azione sconsiderata di ottusismo culturale portò all’attenzione di tutti le capacità di questo street artist che da allora gode di fama internazionale. Orbene, Maupal in questi giorni ha realizzato, nell’ambito del progetto Mu.R.O. un murale dagli argomenti molto attuali. Il suo lavoro mostra una lupa (quella mitica legata alle fantastiche origini di questa nostra città) che si morde la coda ed i due fratelli fondatori, Romolo e Remo, che abbandonano la città. I due ragazzi sembrano aver preso coscienza di vivere in una demenza collettiva e che i Romani siano ormai un popolo che non è più consapevole di quello che è la bellezza che gli appartiene e che non ha più coscienza di essere a Roma che è il centro del mondo. Sconsolati pertanto salpano per altri lidi.

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l’opera

alcuni scatti della fase realizzativa con l’artista al lavoro:

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E per finire, il murale nell’ambiente:

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Viaggio attraverso il Quadraro /12

L’ultima volta che abbiamo visitato il Quadraro è stato il 24 dicembre dello scorso 2014, quando abbiamo presentato l’opera realizzata da Diavù a Largo Spartaco: una originale rivisitazione dell’immagine più famosa di Che Guevara.  Oggi torniamo in via dei Lentuli, in quella strada che nei tempi lontani, ma non molto (forse un secolo), era la via Tuscolana che saliva dritta come una freccia ad inanellare la sovrastante Porta Furba; quella strada dove il 17 aprile 1944 i nazifascisti ammassarono 947 persone arrestate nel corso del rastrellamento del quartiere e le inquadrarono per deportarle nei campi di concentramento in Germania; la metà di quegli sventurati non torno mai a casa.

Il muro di contenimento della nuova via Tuscolana che sale per scavalcare la ferrovia da qualche giorno ospita una nuova opera di street art realizzata nell’ambito del famoso progetto M.U.Ro di cui lo stesso Diavù ne è curatore. L’artista è Omino 71, che si ispira ai cartoni animati ed è uno dei più originali della scena dell’arte contemporanea Romana. Le sue opere sono inconfondibili; dalla fine degli anni novanta diffonde la sua idea di arte  tra supereroi, santi, giocattoli e bambini in una miscela dalle tinte decisamente sature.

Nel lungo murale realizzato in via dei lentuli presenta quattro gruppo di 5 personaggi dei fumetti/cartoni animati che, tenendo ciascuno in mano una lettera, trasmetto un chiaro messaggio di fratellanza “molti amici molto amore“.

Ecco a voi la sequenza:

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 E questo l’ambiente di via dei Lentuli:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /114

Oggi vi presentiamo uno splendido murale realizzato dallo street artist David “Diavù” Vecchiato a Largo Spartaco, al Quadraro Nuovo. L’immagine è  famosissima, noi tutti la conosciamo, ma l’interpretazione di Diavù è di particolare effetto e da al volto del “Che” una straordinaria tridimensionalità.

Non potevamo quindi aspettare, ed allora cogliamo l’occasione per fare a tutti i frequentatori di questo progetto tanti auguri laici!

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Il “Che” visto da Diavù

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particolare dell’opera

E con il murale successivo intendiamo fare una montagna di auguri a tutte le nonne del mondo

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opera dello street artist “Sado”

Viaggio attraverso il Quadraro /11

Dopo un lungo periodo (murale al giorno numeri 44, 47 e 94 dove abbiamo presentato l’opera, nel bene e nel male, di Fin Dac) torniamo ad interessarci del Quadraro e del progetto Mu.R.O. Premesso che ancora dobbiamo presentarvi l’opera di Veks Van Hillik, oggi ci soffermiamo sul murale realizzato dallo street artist romano Daniele Tozzi (vedi murale al giorno numero 65).

Giovanissimo, quando ha appena 14 anni Daniele entra a contatto con la cultura hiphop e in special modo con il writing, passione che gli cambierà la vita. Seguendo la sua aspirazione studia grafica presso lo IED di Roma diplomandosi in Digital Design, subito dopo comincia a lavorare per agenzie di comunicazione. Appassionato di “Lettering”, attraverso le sue competenze di grafica sviluppa un personalissimo stile pittorico prediligendo l’uso di china e inchiostri coloratissimi. I caratteri tipografici prendono forma da citazioni di testi, background culturale dell’artista, e diventando complessi calligrammi; la sua è una scrittura completamente manuale che non si avvale di alcuno strumento digitale di sorta.

Il murale che vi presentiamo questa sera è la riproposta di un particolare tratto da una sua tela esposta di recente in una sua personale presso la galleria underground “Varsi” di Roma. La citazione è tratta dai versi di una canzone di Kaos One, da “il codice” e recita: “Il concetto resta estraneo per te se non hai il codice”.

Abbiamo incontrato, percorrendo in bicicletta via dei Quintili verso la metà dell’ottobre scorso, uno scampolo di murale, subito da noi attribuito giustamente al suo vero autore,  al quale non riuscivamo invece a dare una forma definitiva:

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dopo alcuni giorni, raggiunti il luogo di proposito abbiamo trovato materializzato l’oggetto incastonato nelle lettere che componevano la frase sopraccitata:

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Sarebbe stato già di per se sufficiente, secondo noi, se l’opera fosse rimasta così: la forma c’era, la frase sensata c’era! Invece con nostro grande stupore e, devo dire, anche con nostro grande apprezzamento, tornando in via dei Quintili la prima metà del mese di novembre, abbiamo trovato questa meravigliosa esplosione di colori:

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l’opera finita

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il coloratissimo particolare

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /100…… anzi 94

“Un murale al giorno” arriva a quota 100, pardon 94 (oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo delle 10.000 visualizzazioni di questo Blog, previsto una settimana fa in coincidenza con l’uscita numero 100), ed in barba al nostro amico che quando accennammo a questo progetto, affermò categorico che nel giro di poco tempo non avremmo avuto più argomenti (murales) da trattare, possiamo dire con sicurezza che ancora ne abbiamo tanta di strada da fare.

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Per festeggiare questo evento, oggi siamo in vena di fare un po’ di polemica; ci rivolgiamo a quel genio purificatore (è ammesso anche il plurale) che, in nome di una presunta purezza anarcoide, nottetempo percorre le vie del Quadraro, storico quartiere di Roma che durante il fascismo faceva paura agli stessi fascisti, e se la prende con i murales ivi realizzati nell’ambito del progetto M.U.Ro (si scrive così!), imbrattandoli con frasi tipo “Brigate zozze”, “noi nativi voi residenti”, o come l’ultima apparsa sull’opera realizzata di recente dallo Street Artist Fin DAC in via del Ortensi che recita così: “W il Quadraro vecchio ecc, ecc”; e poi quel punto di domanda sul volto della ragazza ritratta è  emblematico. Bene, vorrei dire a questo “coglione ignorante” (vale anche il plurale) che si accanisce tanto contro i murales (e questo probabilmente perché lui non è in grado di fare nulla che lontanamente somigli alla cultura) che sarebbe stato molto meglio se avesse sprecato le sue energie per imbrattare quell’automobile messa lì davanti al murale e che impedisce al viandante di godere di una delle bellezze del quartiere.

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /93

Oggi 5 novembre vi presentiamo un ritratto sui generis presente su un muro del Quadraro, in piazza dei Tribuni, a ridosso del famoso “Monte del Grano” che non è altro che un mausoleo, quello dell’imperatore Alessandro Severo che ha guidato Roma all’inizio del terzo secolo dopo Cristo, il terzo per grandezza fra quelli che ci sono a Roma, dopo la Mole Adriana (Castel S.Angelo) ed il Mausoleo di Augusto; il nome Monte del Grano derivava probabilmente dalla forma che aveva assunto la collinetta dopo l’asportazione dei blocchi di travertino avvenuta nel 1300.

L’opera che vogliamo presentarvi è stata realizzata dallo street artist, di origini Peruviane, Carlos Atoche, nativo di Lima. Di lui abbiamo già parlato in occasione della presentazione di altre due sue opere presenti nel quartiere di S.Lorenzo (vedi “Un Murale al Giorno” numero 74 e 76). In questa occasione Carlos si cimenta nella realizzazione di una figura antropomorfa eseguita combinando fra loro ortaggi e frutta in modo surrealista alla stregua di quanto faceva Arcimboldo nel cinquecento e dal risultato è proprio il caso di dire che lo ha fatto egregiamente!

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /47

Oggi 14 settembre siamo tornati al Quadraro, storico quartiere di Roma nella media periferia sud/est di Roma, complice una domenica assolata ed una bicicletta che non vedeva l’ora di riprendere a scorrazzare. La macchina parcheggiata non c’era e così sono riuscito a fotografare l’opera di Fin DAC (vedi “Un murale al giorno” n. 44) completata in tutto il suo magnifico splendore.

Ai capelli raccolti della ragazza si sono aggiunte delle ciocche che sembrano voler accarezzare il suo corpo, le labbra sono diventate carnose e sensuali, le ciglia sembrano diventate ali di una farfalla ed  i suoi occhi sono al massimo della loro espressività. Il chiaroscuro del volto ha trasformato quella che sembrava inizialmente una fanciulla orientale in una ragazza dai caratteri europei. Un ninnolo tra i capelli le dà quel pizzico di frivolezza che assolutamente non stona. Buona visione!

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l’opera completata

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due particolari