Mese: marzo 2015

Il lettering del viadotto Giovanni Gronchi

Esplosione di colori sull’obbrobrioso muro che in alcuni tratti sovrasta l’altrettanto obbrobrioso viadotto Giovanni Gronchi; siamo nella zona a nord dei Quartieri Montesacro e Montesacro Alto di Roma. Molto attenti alle automobili che sfrecciavano come proiettili abbiamo tesorizzato le opere realizzate dai Writers  romani e questa sera ve ne mostriamo una parte. Buon godimento!

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Shanghai /3

Siamo al terzo appuntamento con le case popolari di Tormarancia. Questa sera presentiamo altre due opere realizzate da due street artist stranieri,  Gaia, statunitense che ha già realizzato diverse opere, ne ricordiamo due, la prima, imponente, in via Ostiense, alle spalle della fermata metro S.Paolo, l’altra nella galleria di accesso alla fermata metro “Spagna” della linea A della Metropolitana Romana. Il secondo artista è Reka, che fa spola fra l’Australia, suo paese natale, e Berlino. La sua forza artistica sta nell’uso sapiente dei colori; egli riesce ad ipnotizzare l’osservatore trascinando il di lui sguardo sulla figura chiave dell’opera da cui sembra uscirne tridimensionalmente.

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l’opera di Gaia

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l’ambiente

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l’opera di Reka 

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l’ambiente                   –               un particolare

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /159

Questa sera, prima serata legale quando sembra che il giorno non finisca mai, facciamo la conoscenza di un giovane street artist, K2m.

Abbiamo trovato un suo poster in vicolo della Torretta, all’angolo con via di Campo Marzio, per l’appunto nel Rione Campo Marzio di Roma, quello chiuso fra le mura Aureliane che convergono su porta Flamina ed il Tevere fin quasi al ponte Umberto I.

Ecco la sua opera:

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due visioni d’ambiente

Avevamo conosciuto, tempo fa, questo artista che postava ossessivamente, per le strade di Roma, un giovane che lievitava con il suo skateboard in tutte le salse, da quello attaccato su di una cornice naturale in via delle Conce a quello  multicolore in piazza del Gazometro, per finire a quello minuscolo su carta di giornale incollato su di una panchina sul ponte della Scienza “Rita Levi Montalcini”; noi vi mostriamo quello che fa gran mostra di sé in piazza dell’Emporio, sulla spalla di contenimento dell’Aventino,al Rione Ripa:

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Ora il ragazzo comincia anche a non disdegnare i muri come sostegno per i sui dipinti; questo lo abbiamo scovato di recente a Garbatella, in  via Giovan Battista Magnaghi, addosso al muro di recinzione del Parco Cavallo Pazzo:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /158

Questa sera del 28 di Marzo numero speciale di “Un murale al giorno”; speciale perché ieri, mentre eravamo immersi in uno dei nostri viaggi nel cuore della più bella città del mondo, siamo incappati, per nostra somma fortuna, nello studio di un street artist, quello stesso studio che fino a qualche anno fa fu calcato da tre street artist tra i più grandi che lo scenario delle avanguardie artistiche romane abbia mai prodotto. E noi, come al solito, vogliamo rendere partecipi i frequentatori di questo progetto delle nostre conoscenze e quindi procediamo a presentarvi due opere che abbiamo scoperto su nel muro, in alto:

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I più esperti già hanno capito dove siamo stati ma per i neofiti della street art romana ora faremo un passo avanti ed allargando il campo di ripresa, arrivano degli indizi che permetteranno a tutti di capire di chi stiamo parlando:

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Ecco svelato l’arcano, siamo capitati nello studio di JBrock, giovane street artist ma già veterano, sulla strada da oltre vent’anni e punto di riferimento per i giovani che oggi si avvicinano al graffitismo. Abbiamo già avuto occasione di presentare sul progetto “FotografiaErrante” alcuni sui lavori; amiamo ricordare la sua grande opera realizzata per Otdoor Festival 2014 che ha letteralmente riempito pareti, soffitto e pavimento di un immenso padiglione della ex Dogana dello scalo S.Lorenzo con spazio multicolori ossessivamente incorniciati da tratti neri che sembrano ripetersi all’infinito.

In quello stesso studio, come dicevamo, fino a pochi anni fa hanno lavorato con JBrock altri due street artist: Greco che purtroppo un destino infame ci ha portato via giovanissimo, e Diamond di cui conosciamo la fama. E le due perle che abbiamo sopra esposto sono, la prima di Greco e la seconda di Diamond.

Ripromettendoci di tornare presto presso quel laboratorio d’arte contemporanea, salutando JBrock, abbiamo avuto il tempo per dare un’occhiata in giro:

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Atac e dintorni /4

Le ultime fermate, lato Rebibbia, della metro B di Roma in questi ultimi tempi sono state oggetto di un processo di riqualificazione mediante interventi artistici dei Writers nell’ambito del progetto Urban Breath Project. Oggi, pertanto, facciamo un salto alla fermata  S.Maria del Soccorso per renderci conto di cosa è stato realizzato. Siamo nella estrema periferia est di Roma, sulla via Tiburtina. L’artista chiamato a realizzare il murale sulla facciata di ingresso della stazione metro è Gomez. Di lui sappiamo poco, comincia ora i suoi primi passi nell’ambiente artistico romano dopo aver fatto tanta azione in città culto della street art, Londra e Berlino. La sua opera fa da cornice a quello che è l’ingresso alla metropolitana, le due figure, poste l’una sul lato sinistro e l’altra sul lato destro dell’ingresso stesso, stridono fra loro, l’una rappresenta il sacro, l’altra il profano; il tutto a cornice del religioso nome della stazione.

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l’opera

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le due componenti dell’opera: nec Spe, nec Metu

Ed ora alcune immagini della fase realizzativa del murale:

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E per finire la vita nel sito:

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Shanghai /2

Seconda incursione all’isolato costituito dalle case “Ater” di Tormarancia. L’altro ieri, 24 marzo abbiamo visto i grandi murales realizzati uno da Mr. Klevra, l’altro da Diamond.

Questa sere è la volta di Philippe Baudeloque, street artist francese, e dell’italiano Moneyless; ecco i loro murales:

 

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l’opera di Baudeloque

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l’ambiente                                 –                                          particolare

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l’opera di Moneyless

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l’ambiente

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Spin Time Labs – Una realtà sociale al centro di Roma /8

In questi giorni siamo tornati allo Spin Time Labs, lo spazio sociale della realtà occupativa di via S.Croce in Gerusalemme, a Roma nel Rione Esquilino. Ci siamo andati a vedere l’istallazione da parte dello street artist Andy Green della propria opera, una splendida immagine femminile ottenuta secondo un procedimento tecnico-artistico personalissimo partendo da una semplice fotografia; ed a proposito di quest’ultimo aspetto dobbiamo riconoscere a Green delle ottime qualità anche nel campo della ripresa fotografica. Vi proponiamo in visione la sua opera:

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Nelle due immagini successive l’artista procede alla istallazione delle varie parti che compongono il poster coadiuvato da due validi collaboratori:

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Un’altra opera presente allo Spin Time Labs, realizzata anch’essa recentemente e quella di Alice Pasquini che ora vi mostriamo:

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l’opera

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primo piano della modella

Shanghai

Questa sera, 24 marzo, iniziamo un non breve viaggio in una zona del quartiere XX Ardeatino, VIII municipio di Roma. Ci rechiamo a Tormarancia per renderci conto di persona del grande intervento di realizzazione di un grosso numero di murales da parte di altrettanti artisti sulle facciate dei palazzi dell’Ater, le case popolari.

In quel luogo, alla fine degli anni ’20 del secolo scorso, i romani espulsi dal centro della città a seguito dei primi sventramenti e gli immigrati dal sud Italia richiamati nella capitale dal miraggio di un futuro migliore, costruirono quello che era un vero e proprio ghetto (dove la microcriminalità era molto diffusa) fatto di baracche di legno e cartone, sovraffollate da famiglie numerose, e ralizzate su terreni che con le prime piogge divenivano una palude. Per questo la zona venne chiamata “Shanghai”.

L’evento, organizzato da una galleria romana di arte contemporanea e patrocinato, a vario titolo, da VIII municipio, l’azienda romana per la mobilità, da una società di comunicazione e design e da una società produttrice di vernici, si è sviluppato nel corso degli ultimi tre mesi ed ha portato una ventata di novità nel piccolo agglomerato:  in qualsiasi ora del giorno è ormai certo incontrare, dentro i vialetti del comprensorio, numerosi visitatori, anche stranieri che, con il naso all’insù, osservano interessati i grandi muri dipinti con le più svariate opere. Ora, come perfetti turisti del bello e della novità, lo facciamo anche noi iniziando, almeno per questa volta, dai primi due artisti che hanno realizzato le loro opere.

Il primo è Mr. Klevra, l’artista dei santi e delle madonne e di quest’ultima, onorevolmente chiamata di “Shanghai” ha realizzato, sulla parete di un palazzo, la sua immagine.

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l’opera di Mr. Klevra

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la fase realizzativa

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Il secondo artista di cui mostreremo ora l’opera è Diamond, uscito dall’Accademia di Roma, attivo dai primi anni novanta come Writer, in forte connubio con altri due street artist che hanno fatto la storia in questa nostra città, JBRock e Greco. Questa è l’elegante opera da lui realizzata per questo evento:

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l’opera

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primo piano dell’opera                                               Diamond a colloquio con la sua creatura

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Con Guerrilla SPAM e JBRock in giro per Roma

Questa sera una puntata speciale per FotografiaErrante! C’è molto fermento nell’aria in questa città sorniona, specie nel cosiddetto mondo della Street Art. Ad accendere la fiamma mai sopita del dibattito su cosa è giusto e cosa è sbagliato, se ti comporti così non devi più chiamarti street artist, se sei così intransigente quello tuo è un comportamento da fascista (che parolona!), se fai un muro legale sei un venduto, e chi più ne ha più ne metta, ci ha pensato uno street artist con le carte in regola per farlo: JBrock.

Queste sono le sue testuali parole che secondo il nostro parere colgono nel centro della questione:

Tu me lo stacchi?
Io ce lo riattacco!
Vedemo un pò chi o vince sto gioco.

E voi, che vi definite o vi definiscono “street artist” venite a giocare a fare la street art pe davero?!
O nun ve aregge più?
Daje, namo un pò e resuscitate cazzo!

Ci tengo a chiarire onde evitare fraintendimenti che questo vuole essere uno stimolo e non una critica, hai appena iniziato a fare robba in strada ? Beato te quella sensazione all’inizio è la cosa più potente, spacca tutto!

Hai iniziato già da un pò di tempo e ti pagano per fare i tuoi lavori su muri legali? Cazzo nun te scorda da dove arrivi e continua spaccare tutto!

Hai iniziato da tanti anni ti pagano per fare muri e facciate in giro per il mondo e i tuoi quadri costano 10.000 € al metro quadro?
È proprio con quest’ultima categoria con la quale ci tengo maggiormente a confrontarmi pe strada, ve lo ricordate chi ce stava per strada all’inizio insieme a voi? Vi sto aspettando, nun ce credo che vi si è spento il fuoco, ariaccennetelo.

Spero di vedere tanta robba nova ar giro pe Roma.
Buona giornata a tutti.”

E per vedere tanta robba pe strada, per la felicità della mente della gente ha cominciato proprio lui, JBRock, insieme a Guerilla SPAM a dare una bella scossa  al movimento.

Ieri ci siamo concessi una bella e salutare passeggiata nel quartiere Ostiense e questo ne è il resoconto:

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via delle Conce: qui il poster di Guerrilla Spam ha retto circa un giorno poi ha preso il volo per mano ignota

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piazza del Gazometro, qui JBRock e Guerrilla fanno compagnia alla preesistente opera di K2m

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via Ostiense, di fianco all’Alexis

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via Giuseppe Libetta angolo via Ostiense

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via Giuseppe Libetta

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via Giuseppe Libetta

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Ponte degli Argonauti (ex fermata metro Garbatella)

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via Ostiense, prossimità ponte Settimia Spizzichino

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via Ostiense angolo cvalcaferrovia Settimia Spizzichino, quattro Street artist: Calatrava, Guerrilla SPAM, Artcock (felicemente sorretto) e JBRock

I colori del bianco e nero /3

Bella festa quella dell’inaugurazione della Scuola per l’Infanzia a Borghesiana in via Paternò. Nell’occasione è stato presentato anche il grande murale, lungo 40 metri, realizzato dallo street artist Danilo Pistone, in arte Neve, in cui sono rappresentati 5 bambini di tutte le razze. Particolarità: tutti i bimbi sono stati ritratti in bianco e nero, con la variante di mostrare ciascuno il colore dei propri occhi, così da sottolineare il messaggio universale della frase pronunciata da Hailé Selassié, allora imperatore d’Etiopia, durante un suo discorso alle Nazioni Unite pronunciato il 6 ottobre 1963 e che così recitava:

…………..finché il colore della pelle di un uomo non sarà irrilevante quanto il colore dei suoi occhi, finché i diritti umani basilari non saranno garantiti per tutti, senza discriminazione di razza, fino a quel giorno, il segno di una pace duratura, di una cittadinanza che sia mondiale, rimarrà null’altro che un fuggevole miraggio, da rincorrere senza mai essere raggiunto………..

A dare immortalità nel tempo a questo discorso accorse Bob Marley che nel 1976 estrapolò parte della celebre frase (quella dipinta da Neve sul muro della scuola per l’Infanzia di Borghesiana che abbiamo presentato nell’articolo “I coloro del bianco e nero /2” di ieri 21 marzo) per scrivere la sua canzone “War” contenuta nel vinile “Rastaman Vibration“.

Ecco due visioni prospettiche del grande muro realizzato da Neve:

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Ed ora una visione ravvicinata dei cinque fanciulli concentrandoci sulla forma ed il colore dei loro occhi:

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Gli studenti della vicina scuola media a contatto con l’artista intento a realizzare il murale:

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