Canz

Arte da Rubare /2

Per chi non lo avesse già fatto, o per chi lo avesse dimenticato, si vada a leggere l’articolo del 14 luglio scorso, dove parlavamo dello street artist Canz e della sua idea futurista dell’arte a disposizione della gente, da prendere a fare propria, una vera e propria “Arte da rubare”.

In tal senso, negli ultimi tempi, hanno avuto luogo, nel rione romano di Trastevere, delle vere e proprie istallazioni artistiche in cui Canz ed altri suoi colleghi, Zeitwille Zeit e Emmexyz (costituitisi in Collettivo Arte da rubare); hanno rilasciato delle opere che chiunque poteva fare proprie. E’ accaduto anche che un’opera, inizialmente posta in un luogo, fosse stata spostata da ignoti in un altro sito poco distante insieme al piccolo faretto che completava l’istallazione.

Orbene, oggi nel corso di una nostra visita al rione Trastevere, per l’appunto ci siamo imbattuti in un’altra opera di Canz che, in piazza Trilussa, faceva mostra di se. In ottemperanza al desiderio dell’artista l’abbiamo temporaneamente fatta nostra e in un prossimo futuro, molto vicino, sarà data in custodia al conservatore definitivo che sarà da noi individuato.

2.1

l’opera nella cornice prescelta dall’artista

2.2

visione d’ambiente

2.3     2.4

la presa di possesso

2.5

rilievo fotografico

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Edificio Fleming /1

Cominciamo oggi una bella passeggiata che ci porterà in uno dei luoghi abbandonati più suggestivi che noi abbiamo visitato. Si tratta di una ex fabbrica di medicinali, ubicata nella estrema periferia romana entro il Grande Raccordo Anulare, famosissima perché fu la fabbrica della “Penicillina” che ,aperta nel 1950, produsse quel preziosisimmo medicinale per il fabbisogno di tutta Europa; inaugurata  il 21 settembre, “nientepopodimenoche” dal grande Alexander Fleming, rimase in esercizio per meno di mezzo secolo e venne letteralmente abbandonata all’incuria con tutto ciò che conteneva, fiale, fialette, prodotti chimici di ogni specie. Nei magazzini, ancora oggi, vi sono accatastate migliaia di fiale e boccettine in attesa, ormai vana, di essere riempite del miracoloso farmaco. Nel corso degli anni successivi alla chiusura, il sito che ospita questa fabbrica, a quanto è dato di vedere, è stato oggetto delle attenzioni dei  palazzinari d’assalto, infatti l’attento osservatore non può non notare che incastonate nel vecchio edificio principale sono state tirate su delle vere e proprie strutture in cemento armato che avrebbero dovuto probabilmente comparire all’improvviso per divenire casermoni con qualche centinaio di appartamenti. Poi invece, per qualche motivo insondabile, il tutto è stato abbandonato al degrado più assoluto; la vegetazione ha cominciato ad impossessarsi delle aree libere da fabbricati, qualcuno ha pensato bene di depredare il sito di tutto ciò che potesse portare un reddito se pur minimo e per fare questo non si è fermato nemmeno quando si è trattato di procedere a demolizioni di tramezzi e parte di solai. Mentre una parte dell’immenso sito formato da più edifici è diventato rifugio di senza casa, un’altra parte è stata scelta, nel tempo, da vari artisti come edificio espositivo delle loro opere. Le pareti esterne, che danno sulla via Tiburtina, sono da qualche tempo divenute luogo favorito per il rilascio della famosa “Arte da Rubare“, scaturita dalla mente geniale e precorritrice dello street artist Canz (vedi “Arte da Rubare/1”, articolo del 14 luglio scorso). Scopo di questo reportage è quello di mostrare ai frequentatori del progetto “FotografiaErrante” i murales presenti all’interno di questa fabbrica abbandonata. Cominciamo questa sera con colui che, per primo, nel lontano 2004, ha percorso le scale per arrivare all’ultimo piano, il terzo, scovare un immenso salone, e farlo diventare il suo atelier; si tratta di Rust Age.

Al centro di quel grande salone facciamo un giro completo sui nostri piedi:

1.1

parete sud

1.4

parete ovest

1.2

parete nord

1.3

parete est

1.5

angolo della parete nord, dal lato della scala di ingresso

Ed ora una serie di particolari:

1.7    1.12

1.8     1.11

1.10     1.9

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1.13

la firma

Arte da Rubare /1

Oggi parliamo di un artista “sui generis” che circa 15 anni ebbe l’idea di abbandonare dei quadri in strada a disposizione delle persone più attente ed interessate al mondo a loro circostante; nacque così un raffinato progetto di avanguardia culturale e di interazione artistica che prese il nome di ‘Arte da rubare’.  Questa operazione la fece inizialmente in maniera del tutto semplice ed amorfa; poi iniziò a lasciare la sua mail sul retro delle opere che esponeva nei luoghi più impensati e strani; abbiamo visto quadri fare mostra di se anche sulle reti di protezione della sopraelevata che scavalca lo scalo ferroviario di S.Lorenzo, impossibile da percorrere a piedi ma ancora più impossibile pensare di potervi arrestare il proprio veicolo per afferrare il quadro e portarselo via. Mentre il progetto “Arte da rubare” prese corpo, nacque un rapporto epistolare tra l’artista e coloro che “rubavano” i quadri; non solo mail ma incontri ed accadimenti sempre più singolari. Avremo modo in un prossimo futuro di rendere partecipi di questa esperienza i frequentatori del progetto culturale “FotografiaErrante”.

L’ideatore del progetto “Arte da rubare” è “Canz” (vedi murale al giorno numero 177 del 4 maggio scorso) la cui produzione attuale spazia dalla scultura alle performance in strada. Il suo processo di apprendimento è autodidattico; la sua sperimentazione si avvale dei materiali più disparati.

Orbene, quest’oggi, percorrendo le vie di Trastevere, naturale sala espositiva per i più raffinati street artist, siamo incappati in un’opera del nostro amico Canz:

_MG_7434-3

l’opera (dimensioni in cm: 33 X 38 c.a.)

che faceva mostra di se dove il Vicolo del Piede si appoggia in Via della Pelliccia:

_MG_7434

In ottemperanza a quanto espressamente riportato sul retro dell’opera che recita testualmente “Arte da Rubare”, ce ne siamo impossessati ed abbiamo lasciato spoglio il muro di Vicolo del piede:

_MG_7435

Per un paio di giorni conserveremo gelosamente quest’opera che Canz ha deciso di esporre; poi la daremo in custodia definitiva ad un nostro concittadino, raffinato cultore di arte ipercontemporanea!

 

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /177

Questa sera una bella sorpresa per i frequentatori del progetto “FotografiaErrante”. Risistemando il nostro prezioso archivio, in un angolo recondito abbiamo trovato, dimenticati, tre scatti dello scorso anno catturati nel quartiere Esquilino di Roma; si tratta di tre perle “vere”, non di allevamento. Eccole:

177a

volto di ragazza, autore Alice Pasquini, su porta in ferro in via Principe Amedeo

177b

volto di ragazza, autore Canz,  in via di Porta Maggiore

177c

un Gandhi writer, in via di Porta Maggiore