Carlos Atoche

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /276

Oggi siamo andati a Torpignattara, lungo l’asse viario che un secolo fa portava la gente da Porta Maggiore, attraverso il Pigneto, la Marranella, Torpignattara e il Quadraro, sulla via Tuscolana e da lì proseguiva per i Castelli. Ci siamo andati per cercare i pezzi esposti da pochissimi giorni da Stencilnoire, artista di origini pugliesi. Eccoli qui!

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in via Bartolino da Novara

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l’opera

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Martin Luther King in via di Torpignattara accanto ad un pezzo di Carlos Atoche, lì da tempo immemorabile

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l’opera

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in via di Torpignattara

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l’opera  (un pezzo simile è esposto in via Ciro da Urbino)

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in via di Torpignattara

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l’opera

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in via Galeazzo Alessi

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l’opera

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in via di Torpignattara

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l’opera

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La Rampa Prenestina /8

Ultimo giorno di visita alla Rampa Prenestina; ci gustiamo gli ultimi pezzi esposti sulla parete interna della spirale. Una particolarità: la spirale sotterranea, nella quale noi abbiamo trovato solo 2 pezzi,era l’area dove si svolgevano i vari eventi che si sono succeduti nel tempo. Tutte le pareti, che noi abbiamo trovato imbiancate di recente, sono state nel tempo utilizzate come esposizione temporanea di opere di street art; è sufficiente fare una ricerca sul web per vedere immagini di opere che oggi non ci sono più.

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Abbiamo terminato il nostro viaggio attraverso questo spettacolare edificio che era stato realizzato per essere un magazzino immenso, idoneo per contenere le grandi e sontuose scenografie del Teatro dell’opera di Roma. Risaliamo per un paio di giri la rampa camionabile, superata una porta laterale, imbocchiamo un corridoio che ci conduce nell’area di pertinenza della limitrofa scuola; da lì prendiamo una scala che ci porterà fuori dall’edificio. Ecco come sono le pareti di quella scala:

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La Rampa Prenestina /3

Siamo alla terza puntata della visita effettuata di recente alla Rampa Prenestina. Ricordiamo che siamo partiti dalla sommità della rampa; nel corso della visita odierna raggiungeremo il terzo piano.

 

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Siamo arrivati al terzo piano; domani proseguiremo la discesa e viaggeremo rapidamente verso il pianterreno per entrare nei sotterranei che custodiscono le due opere realizzate recentemente.

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /260

Oggi, Pasquetta piovosa, abbiamo fatto un salto in un piccolo parchetto defilato del quartiere Giuliano Dalmata, il 31° di questa immensa città. Da qualche tempo si stanno facendo una serie di interventi pittorici sui muri che delimitano e proteggono questo parco. Ne abbiamo scelti alcuni, quelli che ci hanno colpito di più, e ve li presentiamo.

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grande pezzo solare

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due particolari

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“Diamante Pazzo” all’opera

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opera n. 1 di Carlos Atoche

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nell’ambiente

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opera n. 2 di Carlos Atoche

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nell’ambiente

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /249

Alcuni giorni fa avevamo percorso le strade del Pigneto (murale al giorno numero 247) ammirando le opere esposte dagli street artist Standar 574 e Gorilla. Questa sera presentiamo alcuni nuovi pezzi esposti di recente nelle strade del quartiere e poi ne rivisitiamo qualcuno che miracolosamente lo abbiamo trovato libero da ostacoli che ne impedivano la vista; uno in special modo:

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opera di LAC in via Braccio da Montone

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Guerrilla Spam in via Castruccio Castracane

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via del Pigneto

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via del Pigneto

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elegante Lettering in via Fortebraccio

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Leo Moroh in via Fortebraccio

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James Boy e Exit-Enter in via Macerata

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Exit-Enter in via del Pigneto supportato da un esplicito invito all’azione

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Carlos Atoche in via del Pigneto

Edificio Fleming /15

Avevamo lasciato questo splendido reperto di archeologia industriale romana il 28 gennaio scorso quando ci eravamo concessi una approfondita escursione alla scoperta delle opere di Lettering realizzatevi nel corso degli anni. Oggi, a distanza di un mese, ci siamo tornati in compagnia di un ospite d’onore, un artista sudamericano, per la precisione Argentino, di origini italiane. Lui si chiama Federico Cimatti ed è una persona molto attenta ai diritti dei più deboli. Proprio dai muri di questo edificio carico di storia, dove gli uomini lavoravano alla produzione di medicinali, di cui il più importante, la Penicillina, era, grazie anche alla rinuncia ai diritti da parte del suo inventore, sir Alexander Fleming, destinata proprio ai paesi e alle popolazioni più povere del mondo, ha voluto lanciarei suoi forti messaggi di fratellanza ed accoglienza. Di questo artista e delle sue esposizioni parleremo a presto per dare un resoconto completo sulla sua attività.

Tra l’altro lo abbiamo condotto nei meandri dei vari edifici che facevano parte del complesso industriale alla scoperta delle opere di street art italiana da lui molto apprezzate. E come di consueto il sito non smette mai di stupirci; tra un Jerico pennellato da una inconsueta luce cupa dovuta ad un cielo veramente plumbeo,

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una vera e propria istallazione che ha preso forma ai piedi della donna incatenata di Roberta Gentili,

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il salone “Atoche“, completamente rivisitato rivisitato dall’artista,

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oltre all’opera di Carlos Atoche, a sinistra si vede l’opera di Rox Piridda, artista torinese di origini siciliane, realizzata la scorsa estate

in un locale, una volta adibito a servizi igienici, è stata realizzata una vera e propria composizione pittorica dall’artista messicano Luis Alberto Alvarez.

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vista anteriore

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vista posteriore

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figura su pannello ligneo

Abbiamo inoltre scovato un altro piccolo edificio, defilato e che non avevamo mai notato perché nascosto da un vero e proprio muro di sterpaglie. Quel muro oggi era misteriosamente scomparso, ma noi sospettiamo che alcuni ospiti si siano rimboccati le maniche e stiano cercando di rendere più accogliente il sito. Abbiamo così potuto verificare che questo piccolo edificio custodisce due raffinate opere di Lettering; eccole:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /239

Reduci dalla nostra visita al “Forte Prenestino” storico Centro di Aggregazione Sociale romano, dove ieri sera abbiamo presentato il nostro libro sulla Street Romana, abbiamo portato una perla d’epoca che questa sera presentiamo ai frequentatori del progetto culturale FotografiaErrante. 

Ricordiamo a tutti che il Forte Prenestino, oltre ad essere un vero e proprio polo culturale di Centocelle (il XIX quartiere di Roma, che per densità abitativa non sfigura se paragonata a le città cinesi o indiane e che di contro per presenza di servizi sociali sembra invece il deserto del Sahara) è dal punto di vista dell’arte contemporanea uno scrigno che custodisce opere dei più interessanti street artist italiani e non solo. Tiriamo fuori quindi, dal cappello magico di questo Centro Sociale, una opera di Borondo, probabilmente sconosciuta a molti o dimenticata come era successo a noi:

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il murale di Borondo

A farci tornare la memoria sulla vastità di opere presenti sui muri del Forte Prenestino, è stato uno street artist transitato più volte sulle pagine di FotografiaErrante, abbiamo presentato le sue opere esposte a Metropoliz, sui muri del Pigneto e in quegli spazi fortemente degradati che sono le fabbriche abbandonate, dove regna il silenzio e la natura cerca di prendere rapidamente il sopravvento. Con Carlos Atoche, alla luce di fioche lampadine, infatti,  abbiamo fatto un tour notturno tra le opere esposte scoprendo, dietro porte nascoste, anche alcune immagini inedite che non mancheremo di testimoniare. Ecco ora una delle opere di Carlos Atoche custodite al Forte:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /218

Seconda ed ultima parte del nostro reportage fotografico da Ostia; ricordiamo che l’intervento artistico si è sviluppato sulle pareti esterne ed interne del mercato Appagliatore.

Oltre a queste due opere di splendidi esercizi calligrafici opera di gruppo di artisti locali:

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oltre a quelle presentate con il murale al giorno numero 217 ecco ora le opere realizzate da Diamond, Geometric Bang, Bol 23, collaborazione AtocheAlverez di Studio Sotterraneo, DesX e collaborazione Mr. Thoms – Guerrilla Spam:

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l’opera di Diamon

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particolare

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l’opera di Geometric Bang

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l’opera di Bol 23

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Lalla

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opera a due mani: Carlos Atoche e Luis Alberto Alvarez

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particolare d’angolo

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l’opera di DesX

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incontro ravvicinato

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l’opera di Mr. Thoms e Guerrilla Spam

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particolari dell’opera

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Mani

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PRESENZE

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elogio dell’acqua pubblica

Edificio Fleming /4

Assiduo frequentatore della fabbrica farmaceutica abbandonata  sulla Tiburtina, nei pressi di S.Basilio, all’estrema periferia est della Capitale, prossima al Grande Raccordo Anulare, è Carlos Atoche; su muri del sito sono esposte ben sue quattro opere:

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opera n° 1

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opera n° 2

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i due murales affiancati…..

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…. e nell’ambiente

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opera n° 3

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opera n° 4

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nell’ambiente

Sulle sponde del Liri /12

Siamo all’epilogo del viaggio intrapreso nella cartiera abbandonata di Ceprano; ricordiamo che siamo sulle rive del fiume Liri, nel basso Lazio. Questa sera presentiamo la seconda opera realizzata nel sito da Carlos Atoche, unico degli artisti che ha partecipato ad ambedue le escursioni, quella del 31 luglio e quella del 27 settembre. Ecco il nuovo murale di Carlos:

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l’opera

Work in progress:

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dissertazione d’arte con il collega Jerico