Zerocalcare

Mammut a Rebibbia /1

Nei giorni di venerdì, sabato e domenica appena trascorsi, a Rebibbia, zona dell’estrema periferia est, famosa maggiormente per la presenza  di uno dei più grandi penitenziari italiani, c’è stata una festa per “Mammut”. Un gruppo di cittadini volonterosi si è organizzato ed ha cominciato a recuperare alla collettività, che lì non ha proprio nulla, specie per i giovani ed i bambini, spazi vitali dove poter creare un minimo di aggregazione sociale. Si è fatta tanta festa, musiche, balli, ottime mangiate, buona birra e tanti giochi per i più giovani.

Ad allietare la festa c’erano tre street artist, ed è il caso di dirlo ma sono di fama mondiale, che hanno portato solidarietà a quella gente che vuole cambiare in meglio il mondo, cominciando da quello piccolo a loro disposizione. Tutti e tre si sono messi a lavorare di lena ed hanno realizzato tre pezzi “da paura“. Questa sera cominciamo dal primo artista, il miglior fumettista contemporaneo che, quando si arma di pennelli, trasferisce sul muro tutta la sua forza interiore realizzando delle opere sublimi e festose! Ovviamente avete capito tutti che stiamo parlando di Zerocalcare; seguiamolo!

1.1

una scala, un secchio di vernice, ed un murale in via di realizzazione

1.2

Zerocalcare all’opera

1.3

sopraggiunge il collega che gli mescola il colore

E dopo tre giorni di duro lavoro si giunge al prodotto finale:

1.4

l’opera

1.5

campo corto

1.6

un particolare

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /181

Questa sera del 10 maggio vi presentiamo due rarissime incursione di Zerocalcare nel mondo della street art. Ancor prima di realizzare il suo primo muro all’aperto nella stazione metro di Rebibbia (vedi articolo “Atac e dintorni /1” del 4 dicembre 2014) aveva lasciato il segno al Cinema Palazzo Occupato, in piazza dei Sanniti a Roma nel glorioso quartiere di S.Lorenzo e in quella che è stata l’auletta studio occupata al Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università “La Sapienza” di Roma in via Salaria 113. Ecco le sue opere:

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Zerocalcare al cinema Palazzo

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Zerocalcare all’auletta studio di via Salaria 113

Atac e dintorni /1

Visto che Atac, l’azienda romana della mobilità, da un po’ di tempo (vedasi articolo relativo alla fermata Metro Spagna pubblicato l’8 maggio 2014) sembra essere diventata sensibile all’arte Con”temporanea” espressa dagli street artist abbiamo ritenuto opportuno iniziare una nuova rubrica su questo progetto culturale esclusivamente dedicata alla street art che trova ospitalità presso le strutture che in qualche modo portano all’azienda romana di trasporto. A livello FotografiaErrante tutti gli articoli interessati saranno raccolti al capitolo “Realtà” ovviamente con il titolo”Atac e dintorni”.

Ieri 3 dicembre il notissimo  fumettista romano Zerocalcare ( per noi ormai anche street artist) si è cimentato nel realizzare un murale su di una facciata della stazione Rebibbia della Metro B. Per l’occasione sponsor dell’evento, oltre che Atac è stata la manifestazione “Più libri, più liberi” dell’editoria indipendente italiana che si tiene ogni anno al palazzo dei congressi all’EUR.

Zerocalcare (tal Michele Rech) oggi è forse  il più promettente fumettista italiano; sulla cresta dell’onda dal 2011 quando, pubblicato il suo primo albo a fumetti che si esaurisce, nonostante ristampato più volte, in brevissimo tempo, diventa famosissimo. Da allora pubblica ogni due settimane sul suo blog brevi storie a fumetti dal vago sfondo autobiografico. E tra qualche giorno sarà presentato il suo nuovo lavoro, per l’appunto alla manifestazione “Più libri, più liberi”.

Ecco l’opera che Zerocalcare ha realizzato alla fermata della metro “Rebibbia”

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primo piano dell’opera

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una parvenza di architettura egizia del sito

Guardandoci un po’ intorno, ci siamo accorti che un’altra parete che delimita la fermata della metro è stata dichiarata dal comune di Roma “Muro libero”, titolo che sta a significare che sul quel muro chiunque si sente un artista, espletati piccoli adempimenti burocratici, può dare libero sfogo alla propria arte e realizzare un’opera. E lì abbiamo trovato dei murales, ovviamente lettering veramente molto evoluti e gradevoli da gustare; eccoveli:

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Infine, un po’ nascosto, muto, come se fosse un po’ intimorito dalla grandiosità variopinta dei lettering appena visti abbiamo scovato anche un bel murale realizzato per commemorare il più grande pianista del Jazz Thelonius Monk.

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