Mese: maggio 2015

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /194

Ieri 30 maggio ci siamo permessi una piccola escursione in visita in uno di quei luoghi misteriosi dove, ormai con una certa regolarità, gli street artist amano ritirarsi per dare libero sfogo alla loro vis creativa. E’ in questi luoghi che, a nostro parere, trovano la luce buonissimi murales che gli autori realizzano solo perché li “sentono”; quasi nessuno, se non pochi eletti, li ammirerà, nessuno preventivamente ne ha approvato il bozzetto, bozzetto che mai c’è stato. Con una carrellata a ritroso nel tempo ricordiamo di aver visitato “il befetrofio” del parco della Marcigliana (articolo del 16 maggio scorso), l’atelier di Groove (murale al giorno 169, 151, 150, 149 e 143), il buen retiro di Mr. Thoms e Andy Green (murale al giorno 70 e 31), il luogo “da paura” caro a Jerico e Mr. Klevra (murale al giorno 175). Si tratta di luoghi che, una volta, pullulavano di vita, istituti di assistenza per i bisognosi ma principalmente fabbriche dismesse, residui di archeologia industriale, che a malapena riescono a reggersi in piedi, tetti sfondati, infissi totalmente mancati, ammassi di calcinacci qua e là per i locali, dove bisogna muoversi con attenzione per non rischiare di precipitare in un buco del pavimento o da una scala da dove sapientemente sono state asportate le ringhiere in ferro.

Il luogo visitato ieri si trova nella provincia industriale romana, è un edificio di fattura strana, un po’ orientaleggiante, forse però è solo una nostra impressione dovuta alla presenza di una striminzita palma.  La regolarità della distribuzione dei locali (meglio dire di quel che ne resta), la presenza cumuli di elementi da pavimento in legno laminato e enormi ammassi di moquette, di tramezzature prefabbricate anch’esse un legno laminato e plastica, fanno pensare che l’edificio ospitasse, una volta, un centro direzionale che ha seguito il destino delle fabbriche limitrofe che sono state inesorabilmente chiuse, gli operaio licenziati e le attività delocalizzate magari un qualche paese del lontano oriente o dell’est Europa.

Gli artisti che vi hanno lasciato il segno sono Jerico e Samuele Gore; vi sono presenti altre opere di cui una firmata ci sentiamo di attribuire, salvo smentite, a Lo Giudice.

Jerico è una nostra vecchia conoscenza (murale al giorno 97 e 147). Samuele Gore è è un giovane artista che predilige la tela ad olio e solo occasionalmente sperimenta il muro….. , dobbiamo dire, in maniera eccellente. Buona visita al sito!

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due piccoli elementi di Jerico

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“il dialogo” di Jerico

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altra opera di Jerico

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l’opera di Samuele Gore

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Lo Giudice (?)

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anonimo

Ed ora facciamo una piccola carrellata all’interno dell’edificio per inserire le opere nell’ambiente:

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E, per finire, questo è l’edificio che ospita le opere presentate:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /193

Escursione fiorentina a Roma. I Toscani Exit Enter e Jamesboy questi giorni hanno esposto rapidamente le loro opere alla galleria “Pigneto” di Roma.

Questa è una carrellata di alcune loro opere; in attesa di rivederli presto!

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Exit Enter, via Fanfulla da Lodi

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Exit Enter, via Braccio da Montone

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Exit Enter, via Fanfulla da Lodi

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Jamesboy e Exit Enter, via Braccio da Montone

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Jamesboy, via Castruccio Castracane

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Jamesboy, Circonvallazione Casilina

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Jamesboy, via Caltanissetta

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /192

28 Maggio, è tornato il sole, finalmente; però non è tornato Hogre!

Perché non è tornato? “Hogre non è Morto……. lui sta dormendo!”

E’ partito verso altri lidi; speriamo torni presto………… cominciamo a sentire la sua mancanza!

Siamo a Trastevere, in via dei Fienaroli; il muro è datato, ma per Hogre il tempo sembra non passi mai!

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l’opera

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due particolari

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dinamismo

I progetti culturali di FotografiaErrante

Quando, diverso tempo fa mettemmo in cantiere il progetto “FotografiaErrante”, ci prefiggemmo un obiettivo tutto personale, conoscere il mondo che gravita intorno al fenomeno della “Street Art”, un movimento culturale dai confini che si sono fatti via via sempre più labili e slabbrati. Inizialmente cominciammo a percorrere, a cavallo della nostra bicicletta,  le vie dei quartieri “freak” fotografando quei murales che ci colpivano di più, pensando che gli “artisti”, nottetempo, armati di bombolette, realizzassero le loro opere di nascosto, incuranti di tutto e di tutti (il mito di Keith Haring/Banksy – gli unici due street artist da noi allora conosciuti).

Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti; ci siamo dovuti aggiornare rispetto a questa visione semplicistica del fenomeno della Street Art. Man mano che passavano i giorni abbiamo conosciuto gli street artist nostrani e ci siamo resi conto che sono degli esseri umani come noi ed abbiamo accertato che, come noi, sono animati dalla voglia di lottare per un mondo migliore. Abbiamo visto poi anche che, intorno a questa arte “ipercontemporanea”, gravita tutto un mondo di addetti ai lavori: curatori, gallerie, comitati; addirittura in questi ultimi tempi anche le istituzioni stanno cercando, in modo goffo e non molto onesto, di “entrare nel giro”, parlando a sproposito di riqualificazione urbana (delle periferie), ma chissà con quale scopo recondito.

Presa coscienza del fenomeno decidemmo quindi, più o meno un anno fa, di aprire questo blog e, contemporaneamente, mettemmo in cantiere il progetto di visitare sistematicamente i Centri di Aggregazione Sociale di Roma, catalogarne i murales di cui sono ricchissimi, parlare con i frequentatori di questi Centri, presenziare, quando possibile, alla realizzazione di nuove opere e capire le motivazioni che spingevano gli street artist ad ambire ad essere presenti in più Centri Sociali possibile. Abbiamo visitato luoghi storici del sapere e del gestire alternativo, dal Forte Prenestino, alla Snia, al Villaggio Globale; siamo stati poi in Realtà dove i giovani si erano sostituiti alle istituzioni per dare servizi sociali di prima necessità nei quartieri di Roma abbandonati a se stessi  e vilmente sgomberate con lo strumento repressivo dell’intervento della forza pubblica; e parliamo del Volturno Occupato, dell’auletta di via Salaria, del Lucernario ed ultimo la palestra SCUP. Un lavoro che sembrava impossibile da portare a termine che invece domani troverà pratica attuazione con la presentazione del nostro libro “La street art romana attraverso i centri di aggregazione sociale” che testimonierà la nostra esperienza.

Il futuro ci vedrà impegnati ad approfondire un altro aspetto della Street Art; stiamo già visitando e raggiungeremo i posti impossibili, lontano dalle strade preferite dal Jet Set mondano, lontano dai vari progetti di riqualificazione, lontano dagli interventi sponsorizzati da questa o quella galleria underground di arte contemporanea, le cui attività noi comunque documenteremo con l’attenzione di sempre. Lì cercheremo di scovare lo Street Artist in stretto connubio con la propria anima, scevro da ogni bozzetto da approvare dal preposto di turno, armato di pennello o bomboletta o poster, intento a realizzare l’opera per la quale ha lavorato per tutta la vita.

Ed ora il murale al giorno numero 191: questa sera vi presentiamo un’opera apparsa sul muro di un fabbricato fatiscente che confina con un immenso campo incolto (probabilmente in attesa di essere stretto fra le fauci fameliche del palazzinaro di turno) ai margini della borgata Torrenova, quadrante est della città, oltre il Grande Raccordo Anulare, via Consolare Casilina. L’artista è Orion, nuova conoscenza di questo progetto. Buona visione!

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l’opera

E qui di seguito due visioni d’ambiente:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /190

Questa sera vi presentiamo due variopinte opere apparse recentissimamente una al Pigneto e l’altra alla Marranella, sua naturale continuazione lungo l’antico asse che raggiungeva il Quadraro passando per Torpignattara.

Le opere sono di Martoz ed hanno la particolarità di catturare l’occhio del viandante e per la leggiadria dei colori che rasentano lo shocking e per la complessità della composizione artistica che privilegia il poster che viene però assemblato sapientemente al muro che lo sostiene così da renderlo parte integrante dello stesso.

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Pigneto, via Gentile da Mogliano (dimensione dell’opera in metri, ca 7 X 1,5)

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Marranella, via Maggiolo Visconte (dimensione dell’opera in metri, ca 1,5 X 0,70)

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /189

Oggi ad Ostia, ridente quartiere costiero della città di Roma, si è svolto YOUTH MARKET, un festival che ha coinvolto un folto stuolo di street artist romani e non, da Mr. Thoms a Guerrilla Spam, da Carlos Atoche  a Nicola “Nik” Alessandrini ed altri che si sono scatenati artisticamente sul muro di recinzione del mercato Appagliatore trasformandolo in una tavolozza multicolore. C’erano anche Andy Green e ADR con i loro originalissimi ed accattivanti poster,  Solo e Diamond con i loro murales ad effetto, uno strabiliante Bol 23 con i suoi paperi di un mondo felice. E per finire Geometric Bang e un raffinato Gesta Future.

A margine di questo evento, in via delle Sirene, a ridosso del lungomare Paolo Toscanelli c’è stato un grosso fermento artistico; sul muro di recinzione di uno stupefacente fabbricato d’epoca è apparsa una splendida opera (poster) di Guerrilla Spam, eccola:

 

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l’opera

Ed ora tre particolari dell’opera:

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E per finire, l’ambiente espositivo:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /188

Stasera presentiamo due opere minori di uno street artist eclettico, dal tratto deciso e riconoscibile a prima vista. I suoi personaggi stravaganti, glamur sono surreali e difficilmente passano inosservati al viandante. La prima opera l’abbiamo scovata a Riva di Pian Due Torri, dove c’è quella bellissima passeggiata corredata da una pista ciclabile lungo il Tevere dalle parti di via della Magliana, al quartiere istituzionale XI “Portuense”; la seconda invece, che utilizza come supporto una inconsueta mappa stradale di Roma, faceva parte di una mostra collettiva di street artist che esponevano al “Volturno Occupato”.

Non ci resta che dire chi è l’artista in questione, anche se i più attenti hanno già individuato di chi trattasi; stiamo parlando di Aloha Oe, e queste sono le sue opere:

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riva di Pian Due Torri

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esposizione al “Volturno Occupato”

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /187

Questa sera, siamo arrivati al 20 maggio, vi presentiamo due chicche di Borondo; presenti ambedue al Rione Testaccio, in via Alessandro Volta; la prima opera sta sullo stipite dell’ingresso di una galleria d’arte contemporanea, la seconda sulle mattonelle all’interno del bagno della stessa galleria. Una curiosità: della prima opera esiste un’altra copia, di dimensioni leggermente più grandi esposta su di una palina informativa di ATAC a largo Chigi (vedi Murale al giorno numero 63 del 4 ottobre 2014). Buona visione!

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /186

Questa sera vi presentiamo due opere esposte nel febbraio dello scorso anno 2014 in via Prenestina, a Roma, proprio dove si stacca la via del Pigneto, sui piloni di sostegno di quello che è stato uno degli orrori degli anni ’70: la sopraelevata che collega per l’appunto la via Prenestina con la zona di S.Lorenzo ed il quartiere Appio, scavalcando l’immensa zona dello scalo ferroviario di Roma S.Lorenzo. Questa sopraelevata è parte del più complesso sistema nevralgico della viabilità cittadina conosciuto come “la tangenziale est”.

Le due opere sono opera di Mentalgassi, un collettivo artistico berlinese che nel periodo citato portò a a termine una serie di interventi per le strade della nostra Capitale. Questi artisti utilizzano, come vettore per le loro opere, le strutture architettoniche delle strade cui siamo abituati talmente così da considerarle parte integrante dell’ambiente tanto da non farci più caso; apponendovi sopra i loro mega-poster i Mentalgassi colgono due obiettivi; ci fanno godere delle loro opere ed allo stesso tempo riscoprire le architetture cittadine, molto invasive e allo stesso tempo dimenticate.

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le opere

Ed ora un po’ d’ambiente:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /185

Questa sera del 18 maggio vi presento una bella opera presente Corviale; si tratta di un muro realizzato nel 2007 dalla Crew CKG (Yoshe, Alien, Test,Ilic) e da Gojo in ricordo del loro amico e compagno di avventure artistiche Anthony Forsythe, prematuramente scomparso a causa di un gravissimo incidente sul lavoro, e che noi abbiamo avuto la fortuna di conoscere personalmente, ignorandone purtroppo la propensione artistica. Nel dipingere la “Murata” gli artisti hanno preso spunto da un quadro che Anthony stesso aveva realizzato.

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