Mese: febbraio 2015

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /143

Oggi abbiamo fatto un’incursione ai confini della realtà; ossia ci siamo recati in un posto senza tempo dove l’artista può raccogliersi nella concentrazione più estrema e, libero da vincoli e da sollecitazioni, esprimere il massimo di sé, liberare le proprie energie e produrre delle opere sublimi.

Lì abbiamo trovato due murales dello street artist Groove che desideriamo condividere con i frequentatori assidui di questo progetto. Buona Visione!

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /142

Questa sera, siamo al 27 di febbraio, vi intratteniamo per raccontarvi una piccola storia:

Un giorno tre amici, che condividono sia passione che capacità artistiche, hanno deciso di fare la conoscenza “culturale” di tre famiglie particolari che sono passate per Torpignattara, quella zona della media periferia est di Roma assurta alle cronache giornalistiche nel recente passato; famiglie che, con superficialità, verrebbero definite diversissime fra loro ma che ad una analisi più attenta rivelano un denominatore comune, quello di essere tutte e tre dei migranti. Ognuna di queste famiglie è riuscita a costruirsi una identità e ad integrarsi nel tessuto sociale. Uno degli amici, David, è andato da Liu, giovane donna cinese che gli ha raccontato la storia della sua famiglia: il padre arrivò a Roma nel 1979, cacciato dalla Cina per essersi permesso il lusso di volere una seconda figlia, cosa vietatissima in quel paese. Questa scelta voleva dire una sola cosa: la perdita del lavoro e così fu costretto a scappare. Il secondo amico, Luca ha fatto la conoscenza della famiglia di Rupali, una donna venuta dal Bangladesh nel 1999; formatasi una famiglia, ha avuto un figlio che ora frequenta la scuola media “Carlo Pisacane” di Torpignattara (n.d.r. – si tratta di quella scuola dove le mamme qualche mese fa hanno cacciato in malo modo il fascio-leghista Borghezio). Il terzo amico, Nicola, si è recato presso la famiglia Caporello, e lì gli hanno raccontato che il loro bisnonno era arrivato da Palestrina in cerca di lavoro che al suo paese non aveva mai avuto e, lavorando sodo, aveva sconfitto la miseria ed aveva dato un futuro dignitoso ai propri figli.

Tutti e tre questi amici, avendo la fortuna di rispondere al nome di tre street artist bravissimi, nell’ordine Diavù, Lucamaleonte e Nic Alessandrini, hanno tradotto questa loro grande esperienza in un murale realizzato in via di dell’Acqua Bullicante. Buon godimento!

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il murale a sei mani; a sinistra la parte realizzata da Diavù, al centro l’opera di Lucamaleonte, a destra la parte di competenza di Nic Alessandrini

Ed ora, come di consueto, una carrellata di particolari per meglio cogliere lo spirito dell’opera:

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Liu ed il padre realizzati da Diavù

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il figlio di Rupali realizzato da Lucamaleonte

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Nic Alessandrini mentre apporta gli ultimi ritocchi al ritratto di un membro della famiglia Caporello

E, per finire, vi presentiamo l’opera inserita nell’ambiente:

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Spin Time Labs – Una realtà sociale al centro di Roma /3

Anche questa sera sostiamo allo Spin Time Labs; vi presenteremo due opere che vivono in simbiosi ma, ironia del destino, sono destinate a non vedersi mai; sono state realizzate su due muri perpendicolari fra loro ma con un angolo di 270 gradi. Al contrario, gli artisti che li hanno realizzati, tra i più conosciuti della grande platea della street art romano, sono amici e molto legati. Si tratta di Solo e di Diamond. Il primo inventore dei supereroi tristi che hanno perso i superpoteri, il secondo inventore di un’arte cupa e brillante al tempo stesso, visionaria ed inquieta. Ecco i loro murales realizzati allo Spin Time Labs:

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l’opera di Solo

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due particolari

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l’opera di Diamond

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zoomata progressiva

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la posizione dei due murales

Spin Time Labs – Una realtà sociale al centro di Roma /2

Torniamo allo Spin Time Labs, lo spazio sociale che si trova nella realtà occupativa di via S.Croce in Gerusalemme/via Statilia, al centro di Roma, nel rione Esquilino. Vi avevamo già parlato, il primo di febbraio scorso di come quello spazio sociale aveva aperto le porte agli street artist, presentandovi il grande muro dipinto da Bol 23 “La navicella spaziale fuori controllo”; premesso che nei giorni futuri vi presenteremo le altre opere già realizzate nel sito, che ormai non bastano due mani per contarle, oggi vi mostriamo quella realizzata in questi giorni da Beetroot, ultima nella sequenza temporale. Con la sua tecnica originalissima (vedi articolo relativo al Red Lab del 12 febbraio e murale al giorno 59 del lontano 28 settembre) Beetroot ha voluto celebrare due famosissimi attori italiani che ci hanno divertito, negli anni ’60 e ’70, prima con i personaggi western creati dal regista Giuseppe Colizzi (celeberrimo “I quattro dell’Ave Maria”), poi con le avventure di Trinità, parodia sia del film western classico che degli spaghetti-wester made in Italy, magistralmente diretti da E.B. Clucher, nome d’arte del regista Enzo Barboni.

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l’opera

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l’artista al lavoro con i suo immancabile “pennellotrapano”

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la firma dell’opera

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Terence Hill (Mario Girotti) e Bud Spencer (Carlo Pedersoli)

e qui sotto due primissimi piani degli attori  che rendono anche l’idea dello stile artistico di Beetrot che con il sapiente uso dell’utensile elettrico va letteralmente a cercare lo strato di colore necessario a comporre il soggetto voluto.

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Viaggio attraverso il Quadraro /13

Oggi parliamo dello street artist Maupal, al secolo Mauro Pallotta, oggetto, nella primavera scorsa delle attenzioni del cosiddetto “Decoro Urbano” di Roma che si prodigò per rimuovere un suo poster affisso in via Plauto, rione Prati, che presentava un insolito Papa Francesco nelle vesti del “Superpope”. MA non tutti i mali vengono per nuocere; quella azione sconsiderata di ottusismo culturale portò all’attenzione di tutti le capacità di questo street artist che da allora gode di fama internazionale. Orbene, Maupal in questi giorni ha realizzato, nell’ambito del progetto Mu.R.O. un murale dagli argomenti molto attuali. Il suo lavoro mostra una lupa (quella mitica legata alle fantastiche origini di questa nostra città) che si morde la coda ed i due fratelli fondatori, Romolo e Remo, che abbandonano la città. I due ragazzi sembrano aver preso coscienza di vivere in una demenza collettiva e che i Romani siano ormai un popolo che non è più consapevole di quello che è la bellezza che gli appartiene e che non ha più coscienza di essere a Roma che è il centro del mondo. Sconsolati pertanto salpano per altri lidi.

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l’opera

alcuni scatti della fase realizzativa con l’artista al lavoro:

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E per finire, il murale nell’ambiente:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /141

Questa sera, zuzzerellando con amici, si è parlato fra l’altro, anche di JBrock; quale migliore occasione per presentare una delle opere che lui sapientemente espone per le vie di Roma per il godimento dei cacciatori di street art? Ecco quindi una sua opera postata in Lungotevere Tor di Nona, siamo nel V rione di Roma, quello chiamato “Ponte”; come supporto è stata usata la parete di un container di una ditta che sta eseguendo, da una vita, lavori di manutenzione:

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e qui di seguito primo piano del faccione, che così giovane, mostra già i segni del tempo:

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Poi, se avete l’accortezza di seguirci, lì vicino c’è una scala in ferro che conduce alla sottostante via di Tor di Nona; la imbocchiamo e, dopo aver percorso tutti gli scalini, scorgiamo una vera e propria perla di questo eclettico artista; eccola:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /140

Ultimo appuntamento, salvo aprire fra qualche giorno una parentesi puntualizzatrice, con il grande muralere realizzato in via Antonio Raimondi, al Pigneto, dal collettivo artistico “Studio Sotterraneo”. E’ la volta di presentare le opere realizzate dallo street artist Carlos Atoche:

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la prima opera

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due particolari

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un momento di relax

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il secondo murale

E per finire il grande muro di via Raimondi:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /139

Penultimo appuntamento con l’esposizione del collettivo “Studio Sotterraneo” sul muro perimetrale di quello che fu il mondo editoriale di Lancio Story; ricordiamo che siamo al Pigneto, in via Antonio Raimondi; il murale che vediamo questa sera è stato realizzato da Roberto Farinacci:

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l’opera

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quando lo sguardo si accende!

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /138

Terzo appuntamento con il muro di via Raimondi al Pigneto, terzo artista presente alla performance di Studio Sotterraneo è Francesco Campese, di Avellino, non ancora trentenne; sin da piccolo scopre la passione per il disegno e la pittura con un interesse particolare per la prospettiva. Frequenta l’istituto d’arte, all’età di 19 anni si trasferisce a Roma per frequentare il corso di pittura tenuto da Giuseppe Modica, presso l’Accademia di Belle Arti. Durante gli studi i suoi interessi si focalizzano sullo studio del figurativo indagando la realtà che lo circonda con un occhio attento verso l’aspetto fisico della luce.

Ecco qui di seguito la sua opera che per esigenze tecniche vi presentiamo in tre parti, cominciando da sinistra verso destra:

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ed ecco uno scatto dell’artista all’opera:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /137

Oggi 19 febbraio continuiamo la nostra visita in via Antonio Raimondi al Pigneto (vedi murale al giorno numero 136 di ieri). E’ la volta di presentarvi la performance di Luis Alberto Alvarez (murale al giorno numero 115 e 118) che ha dipinto il muro lato ovest e parte di quello lato nord; ecco le sue opere:

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la parete lato ovest

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la parete lato nord (parte)

e qui di seguito tre scatti all’artista impegnato nella realizzazione delle sue opere:

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