Aladin

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /280

Oggi per il nostro murale del giorno, siamo andati a Centocelle, sedicesimo quartiere istituzionale di Roma col nome completo di “Prenestino-Centocelle”, per documentare i nuovi pezzi realizzati nello scorso fine settimana al B.A.M., la Biblioteca abusiva Metropolitana, unico spazio culturale di base del quartiere aperto a tutti, dove puoi partecipare ai tanti eventi che vi si tengono con regolarità (proiezioni di film dei più apprezzati registi mondiali, dibattiti, conferenze e tanto altro); e non dimentichiamo che lì dentro ci sono oltre dodicimila libri a disposizione della gente, molte dei quali in lingua straniera. C’è poi internet a disposizione di tutti e infine c’è una simpatica ciurma di gattini irriverenti.

Veniamo al motivo della nostra visita di oggi; tre artisti, uno si chiama Vasilis, è Cipriota, il suo nome d’arte è 23 (però pronunciate questo numero in inglese); gli altri due sono Argentini, lei la ragazza si chiama Justina, lui il ragazzo si chiama Luxor. E questi sono i pezzi che hanno realizzato sulla parete esterna del palazzetto che accoglie la Biblioteca Abusiva Metropolitana:

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il pezzo di 23

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il pezzo di Luxor

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il pezzo di Justina

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tutti e tre fanno ora compagnia al giovane che filtra le notizie realizzato da Aladin

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /230

Due bei pezzi, realizzati di recente dallo street artist Aladin, abbelliscono l’angolo ristoro della B.A.M., la Biblioteca Abusiva Metropolitana di via dei Castani a Centocelle; ricordiamo che questo è l’unico sito culturale a disposizione del XIX quartiere romano, ad altissima concentrazione abitativa (quasi 60.000 abitanti in poco più di 2 Kmq per la spaventosa densità di oltre 27.000 residenti per Kmq).

Questa istituzione popolare organizza moltissimi eventi culturali; tra i tanti vogliamo ricordare quello messo in cantiere nel passato mese di novembre quando, a cadenza settimanale, il grande fotografo Tano D’Amico, che ha accompagnato e documentato per mezzo secolo le manifestazioni di piazza, ha tenuto una serie di conferenze sull’importanza dell’immagine nelle relazioni umane servendo poi agli ospiti, su un piatto d’argento, con argomentazioni ineccepibili, la differenza fra parola ed immagine.

Questi sono dunque i due murales di cui parlavamo prima:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /227

Aladin a Strike!

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Lo street artist di origini Yemenite ha realizzato questa stupenda opera (ritratto) in memoria di un ospite del CSOA Strike: Francis “Frensis Superstar“, personaggio eclettico e raffinato street artist scomparso prematuramente. Una sua opera, un personalissimo ritratto di Ernest “Che” Guevara, è stata, a suo tempo, raccolta nel nostro libro “La Street Art Romana attraverso i Centri di Aggregazione Sociale” e la mostriamo qui di seguito

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l’opera di Frensis Superstar

COSA E’ STRIKE*

Per meglio definire lo scopo di Strike, spazio sociale di via Umberto Partini a Portonaccio, la cosa migliore è farlo dire direttamente ai suoi realizzatori:

“Siamo partiti da noi stessi, donne e uomini, studenti e migranti, diffusamente precari, ma immaginando un processo aperto, a partire dai nostri percorsi, dalle nostre relazioni, dai nostri strumenti e da un ambizioso calcolo delle probabilità. Abbiamo occupato uno spazio con la necessità di immaginare e ricostruire uno spazio pubblico per movimenti metropolitani, in grado di accogliere un insieme di pratiche, di linguaggi, di nuove figure sociali, incrociando il nostro progetto e il nostro destino con quello dell’associazione Dhumcatu che riunisce le comunità di Bangladesh, India e Pakistan in cerca di uno spazio sociale, per abbandonare il concetto di integrazione e praticare quello di contaminazione.”

Un centro di aggregazione sociale proiettato quindi all’esterno, aperto a tutte le contaminazioni, capace di portare nelle vie del quartiere le istanze degli emarginati e di sensibilizzare i residenti di Casalbertone sui problemi reali della gente facendo riaffiorare le radici storiche proprie del quartiere. Corsi di Italiano e un corso per poter accedere alla acquisizione della patente di guida, sono due attività svolte a Strike; una volta al mese viene organizzata nei pressi del mercato una mangiata insieme ai cittadini. Nelle serate infrasettimanali è possibile mangiare ad un prezzo veramente accessibile ed onesto presso la locale trattoria. Dal punto di vista artistico c’è da dire che il sito è fortemente contaminato da opere pittoriche di arte contemporanea.

* dal volume “La Street Art Romana attraverso i Centri di Aggregazione Sociale”  (edizione Aprile 2015) pagina 20.

Mammut a Rebibbia /2

Riprendiamo il discorso iniziato ieri con la presentazione del progetto Mammut.

Il secondo artista che ha prestato la propria opera in favore di quel progetto è stato Aladin; a poca distanza dal murale realizzato da Zerocalcare  che abbiamo presentato ieri, ha dipinto la sua opera:

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Aladin inizia a tracciare l’abbozzo del suo murale

2.2

l’opera

2.3

l’ambiente

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /200

Ricordate il murale al giorno numero 100? Lo dedicammo ad Aladin, era il 14 novembre dello scorso anno. Oggi il murale numero 200 lo dedichiamo ad un altro grande della street art, Blu. Perché, direte voi, accomunate Aladin e Blu? Beh, è semplice; primo perché sono due street artist sulle righe; secondo perché, e questa volta ci ripetiamo, tutti e due condividono (insieme a noi) una passione: la solidarietà per i deboli e l’odio nei confronti dei potenti che sfruttano i deboli!

L’opera di Blu che stasera vi presentiamo l’abbiamo scovata al Collatino Underground, spazio sociale di una realtà occupativa in via Georges Sorel, al XXII quartiere di Roma, il Collatino. Siamo nella zona est della città, periferia avanzata ma non estrema.

IL murale è complesso, si estende sulla parte bassa di due pareti di un palazzo, lungo la rampa di accesso veicolare ai locali interrati, per l’appunto quelli utilizzati dal Collatino Underground. Realizzare una fotografia esaustiva dell’opera è risultato impossibile, e per la allocazione dell’opera, e per la mancanza di spazio fisico dove i palazzi sono letteralmente montati uno sull’altro; scusandocene con i frequentatori del progetto “FotografiaErrante”, vi proponiamo alcuni scatti che comunque rendono giustizia ad un’opera molto datata, realizzata da un Blu giovanissimo. Ormai si è persa la memoria di questo murale e siamo solamente riusciti ad accertare che già esistesse nel 2007. Una particolarità: durante il nostro breve contatto con il murale abbiamo avuto, netta, la sensazione che aleggiasse sull’opera lo spirito di un altro grande della street art, Keith Haring!

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l’opera vista dal palazzo di fronte

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visione dalla rampa di accesso

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campo allargato

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il volto misterioso

Ed ora una serie di particolari dell’opera:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /171

Riprendiamo il discorso iniziato il 13 aprile scorso quando abbiamo presentato in anteprima il nuovo murale che lo street artist Aladin stava realizzando al Pigneto nell’ambito delle manifestazioni per commemorare il 25 Aprile, nel 70° anniversario della liberazione dal nazifascismo. Il suo murale che definiremmo diffuso, dal nome “La Resistenza, ieri oggi domani; Partigiani sempre”, si articola su tre pareti che si affacciano su via Giovanni Brancaleone. Vi avevamo presentato la prima parete, questa:

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Oggi quella parete è inserita nell’ambiente insieme alle altre parti dell’opera:

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Questi infine sono i particolari significativi del polittico murale:

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Domani 25 Aprile, nei giardini pubblici che affacciano su via Giovanni Brancaleone, dalle 11 inizierà la commemorare della Vittoria della Ragione e della Libertà contro il nazifascismo; sarà inaugurato il murale di Aladin e, per tutta la giornata, avranno luogo i festeggiamenti, si mangerà e ballerà in compagnia.

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /164

Oggi 13 Aprile abbiamo colto all’opera il nostro grande amico Aladin, street artist di origini Yemenite, molto presente nel nostro progetto culturale; basta cliccare sul suo nome dopo aver aperto la tendina “Artisti” e farete subito la sua conoscenza. Lo abbiamo sorpreso all’opera davanti ad un muro complesso che lui sta domando alla sua maniera; la sua opera, che ha, come sempre, contenuti di forte impegno politico e sociale,  si intitola “La Resistenza ieri, oggi, domani; Partigiani sempre.”  La parte iniziata oggi è di forte attualità e raccoglie in una sola figura femminile tutte le donne curde che hanno lottato nella resistenza a  Kobanè a difesa di una società libera e  lottano ancora oggi per ripulire interamente il cantone di quella città dalle bande armate del’ISIS. La realizzazione di questo murale da parte di Aladin rientra nel programma delle manifestazioni che si terranno il 25 aprile prossimo per mantenere viva la memoria ed i sacri valori della Resistenza. In occasione di quella data poi, mostreremo il murale completo inserito anche nell’ambiente in cui viene realizzato. Buon assaggio!

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la miscelazione dei colori ed il loro sapiente uso da parte dell’artista

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la combattente in difesa di Kobanè

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suo primo piano

Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /152

Oggi facciamo un ripasso limitato e circostanziato della materia trattata in questo progetto culturale. Ricordate il contenuto dei “murale al giorno” numero 34, 35, 36, 37 e 38, il primo del 1 settembre 2014, e gli altri a seguire?

Abbiamo parlato diffusamente  dell’aula studio dell’Università “La Sapienza” Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale di via Salaria 113 a Roma. Quell’auletta, occupata e autogestita dagli studenti, caduta  sotto i colpi della mannaia brandita da chi vuole distruggere l’università, era un vero e proprio scrigno contenente meravigliose opere di Street Art che portavano le firme di MP 5, Alice, Aloha Oe, Uno, Bol 23, Sten e ci scusiamo con gli altri non citati. Di quelle opere, quelle esterne all’aula furono immediatamente cancellate con una mano di vernice; quelle interne si ritiene che abbiano fatto la stessa fine anche se non è dato di sepere in quanto la porta di accesso, dalla data dello sgombero, e fermamente sbarrata! Orbene sulla parete esterna dell’aula sono da tempo ricomparsi altri murales a ricordare che gli studenti sono fortemente arrabbiati per la malefatta del rettore ed i suoi consigliori, molto arrabbiati!

La prima opera  che vi presentiamo l’ha realizzata Aladin, l’alfiere di tutti coloro che vengono tenuti ai margini della nostra società, delle persone senza diritti; la seconda opera, per ora la attribuiamo ad artista anonimo, salvo rettificare al momenti in cui faremo conoscenza del o degli autore. Buona visione!

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l’opera di Aladin

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l’opera apparentemente firmata “Rwop Volkswrierz”

Leo Moroh al Red Lab

Entriamo per la decima volta, e vi assicuro che non sarà l’ultima, al Red Lab; ricordate? E’ quel centro di aggregazione sociale che opera al Quarticciolo, zona carica di storia del quartiere Alessandrino, nel quadrante est della città di Roma. Nel corso delle nostre precedenti visite abbiamo visto questo luogo riempirsi di opere di street art, tra le più eleganti, luminose e pulite del panorama artistico contemporaneo di Roma. Mi dilungo ad elencare gli artisti che hanno lasciato il segno al Red Lab come riconoscimento della bontà delle loro opere, citandoli per la temporalità nella realizzazione delle stesse, iniziando da Aladin con il suo immenso muro per augurare alle donne di Kobane una vittoria contro l’oscurantismo, passando per Bol 23, Eukary ota, Cancelletto, Alt97, Tilf, Daniele Bernardini, Giulia Alvear Calderon, Poki, Kij, Gojo.

Questa volta ci siamo andati per seguire il lavoro di un grande maestro che risponde al nome di Leo Moroh; di lui abbiamo presentato l’opera realizzata al Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz (murale al giorno numero 113 del 21 dicembre 2014) e quella realizzata al Lucernario occupato (murale al giorno numero 22 del 22 luglio 2014), quest’ultimo purtroppo sgomberato dalla forza pubblica su disposizione del becero rettore dell’Università La Sapienza. Leo, di Civitanova Marche, è un ragazzo che ha battuto tutti i record artistici (corre voce che abbia imparato a disegnare ancor prima di parlare) vincendo fin da bambino innumerevoli concorsi; in questi ultimi tempi ha lavorato ad un progetto di recupero estetico di una delle zone più grigie di Milano, via di Porta Ticinese che lui ama chiamare Via dell’Ironia.

Di Leo, così giovane che anche noi non smettiamo di meravigliarci per il suo grande bagaglio culturale ed artistico e per la sua raffinata ironia, possiamo dire che il suo stile è in continua evoluzione, si richiama ai classici ma allo stesso tempo reagisce a questa sua tendenza attraverso una continua vena sperimentale.

Al Red Lab, Leo ha aggredito e domato parte del soffitto realizzando un opera da lui intitolata “Assunzione dal margine” che ci porta col pensiero alla pittura del cinquecento rivisitata in chiave postmoderna.

Nella sequenza fotografica che vi andiamo a mostrare abbiamo individuato tre momenti: il primo quello dell’impatto visivo; vi mostreremo alcune immagini panoramiche dell’opera in divenire (ricordiamo che è su di un soffitto a volta) vista sui lati. Nel secondo momento ci dedicheremo ad alcuni particolari significativi; con la terza fase, invece, ci soffermeremo proprio sull’artista nel senso che coglieremo i momenti più intimi del rapporto fra lui e l’affresco come quando sembra che, con il suo far roteare il pennello, egli voglia ambire ad entrate fisicamente nel corpo del personaggio.

Fase 1a: abbozzo della parti

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Fase 1b: L’opera terminata

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Fase 2: i particolari

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Fase 3: Rapporto artista-opera

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Red Lab, scena IX

Il giorno della Befana ci siamo recati nuovamente al Red Lab; due artisti, Aladin e Gojo, stavano realizzando altri due murales in quello che, senza ombra di dubbio, è diventato uno dei santuari della street art romana. Il primo Aladin che già ha firmato in questa realtà un’opera magistrale (vedasi gli articoli dei giorni 1, 3 e 7 novembre 2014), dipinge sul muro esterno del Red Lab, sulla facciata che si mostra su piazza del Quarticciolo,  una fresca scena di candido amore ribelle tra due giovani nei quali si possono facilmente identificare tutti coloro che sono animati di spirito rivoluzionario e di voglia di giustizia sociale.

Seguiamo Aladin nel suo breve ma intenso lavoro pittorico, dalla prima pennellata all’atto finale del completamento dell’opera…….

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con la sicurezza che gli è propria Aladin traccia, senza alcun riferimento ambientale, ampie pennellate che danno forma ai due ragazzi incappucciati….

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con l’aumentare della massa nera, sapientemente distribuita, le teste dei due ragazzi assumono tridimensionalità…….

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è la volta dei corpi teneramente legati in un delicato abbraccio…………….

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e all’imbrunire, sotto l’invadenza di un giallo lampione stradale, appare l’opera “amore ribelle” donata dall’artista al Red Lab!

La seconda opera è quella dipinta dallo street artist Gojo (di lui abbiamo trattato approfonditamente nell’articolo “Hic sunt leones” del 6 novenbre 2014); per lui era stato riservato un posto di prima fila all’interno della struttura; si sarebbe cimentato nella realizzazione di un’immagine allegorica dedicata al personaggio più famoso del “Quarticciolo” e,  secondo il nostro parere, uno dei più grandi personaggi della Resistenza Romana contro il Nazifascismo, talmente grande da far paura anche a coloro che hanno governato dopo il fascismo al punto da falsificare  la storia cercando di farlo passare per un piccolo malfattore dedito al furto ed altri reati. Avrete sicuramente capito a chi ci riferiamo, al “Gobbo del Quarticciolo”, al secolo Giuseppe Albano, emigrante dalla Calabria, che, operando autonomamente con la sua piccola formazione  partigiana diede del filo da torcere ai tedeschi ed ai collaborazionisti fascisti; famose le sue azioni di lotta a Porta S.Paolo e all’Esquilino, gli assalti ai convogli ferroviari nei giorni immediatamente successivi all’8 settembre 1943; da non dimenticare poi che guidò numerosi assalti ai forni  per distribuire pane e farina alla popolazione che letteralmente moriva di fame. Divenne così pericoloso che, piochè era facilmente riconoscibile a causa della sua menomazione, una scifosi contratta a seguito di una brutta caduta da bambino, il comando tedesco ad un certo punto ordinò l’arresto di tutti i gobbi di Roma. L’azione più famosa fu però quella compiuto a pasquetta del ’44 quando uccise, con l’aiuto della sua banda, tre soldati nazisti in un’osteria del Quadraro; azione che diede l’alibi ai nazifascisti per compiere il famoso rastrellamento del Quadraro nel corso del quale  furono catturati 947 cittadini che furono successivamente condotti nei campi di concentramento. A guerra terminata meno della metà di quei poveri sventurati fece ritorno a casa. L’attività di Giuseppe Albano non terminò con la sconfitta dei nazifascisti; nei giorni immediatamente seguenti la liberazione di Roma continuò con gli espropri proletari in favore degli affamati abitanti delle borgate romane; collaborò con l’esercito per catturare i torturatori di via Tasso e partecipò alla cattura di ex militanti del partito fascista. L’attività del suo gruppo, si concentrò poi a condurre espropri e rapine ai danni degli arricchiti della borsa nera e degli ex-fascisti, redistribuendo il maltolto alla popolazione affamata. Molti dubbi ci sono tutt’oggi sulla fine di questo ragazzo, simbolo rivoluzionario antifascista; morì ucciso all’interno di un palazzo in via Fornovo durante un conflitto a fuoco con i Carabinieri, ma non mancano le voci che attribuiscono la sua morte ad una cellula partigiana impazzita mentre una inchiesta indipendente del 1945 mette in risalto che fu ucciso da una ex spia dei tedeschi. Noi ci associamo allo street artist Gojo e vogliamo ricordarlo per quelle che è stato: un combattente per la libertà che  non esitava a mettere a repentaglio la propria vita per assaltare i forni e distribuire pane e farina alla popolazione affamata.

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la preparazione del fondo con l’aiuto di una giovane artista che……….. lascia il segno

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l’opera

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due particolari: farina e pane