Lucamaleonte

La Rampa Prenestina /8

Ultimo giorno di visita alla Rampa Prenestina; ci gustiamo gli ultimi pezzi esposti sulla parete interna della spirale. Una particolarità: la spirale sotterranea, nella quale noi abbiamo trovato solo 2 pezzi,era l’area dove si svolgevano i vari eventi che si sono succeduti nel tempo. Tutte le pareti, che noi abbiamo trovato imbiancate di recente, sono state nel tempo utilizzate come esposizione temporanea di opere di street art; è sufficiente fare una ricerca sul web per vedere immagini di opere che oggi non ci sono più.

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Abbiamo terminato il nostro viaggio attraverso questo spettacolare edificio che era stato realizzato per essere un magazzino immenso, idoneo per contenere le grandi e sontuose scenografie del Teatro dell’opera di Roma. Risaliamo per un paio di giri la rampa camionabile, superata una porta laterale, imbocchiamo un corridoio che ci conduce nell’area di pertinenza della limitrofa scuola; da lì prendiamo una scala che ci porterà fuori dall’edificio. Ecco come sono le pareti di quella scala:

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La Rampa Prenestina /7

Settimo appuntamento con la Rampa Prenestina; scendiamo rapidamente gustandoci le opere esposte sulla parete interna della elegante spirale camionabile. Dopo una serie di coloratissime opere, alcune delle quali non perfettamente conservate, che ora vediamo:

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incontriamo quattro pezzi che risaltano, e per la loro mono-cromaticità in bianco e nero, e per le firme, arcinote nel campo della street art romana e non solo; si tratta di opere di Lucamaleonte, Lex, Sten:

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che ora vediamo nel dettaglio

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /142

Questa sera, siamo al 27 di febbraio, vi intratteniamo per raccontarvi una piccola storia:

Un giorno tre amici, che condividono sia passione che capacità artistiche, hanno deciso di fare la conoscenza “culturale” di tre famiglie particolari che sono passate per Torpignattara, quella zona della media periferia est di Roma assurta alle cronache giornalistiche nel recente passato; famiglie che, con superficialità, verrebbero definite diversissime fra loro ma che ad una analisi più attenta rivelano un denominatore comune, quello di essere tutte e tre dei migranti. Ognuna di queste famiglie è riuscita a costruirsi una identità e ad integrarsi nel tessuto sociale. Uno degli amici, David, è andato da Liu, giovane donna cinese che gli ha raccontato la storia della sua famiglia: il padre arrivò a Roma nel 1979, cacciato dalla Cina per essersi permesso il lusso di volere una seconda figlia, cosa vietatissima in quel paese. Questa scelta voleva dire una sola cosa: la perdita del lavoro e così fu costretto a scappare. Il secondo amico, Luca ha fatto la conoscenza della famiglia di Rupali, una donna venuta dal Bangladesh nel 1999; formatasi una famiglia, ha avuto un figlio che ora frequenta la scuola media “Carlo Pisacane” di Torpignattara (n.d.r. – si tratta di quella scuola dove le mamme qualche mese fa hanno cacciato in malo modo il fascio-leghista Borghezio). Il terzo amico, Nicola, si è recato presso la famiglia Caporello, e lì gli hanno raccontato che il loro bisnonno era arrivato da Palestrina in cerca di lavoro che al suo paese non aveva mai avuto e, lavorando sodo, aveva sconfitto la miseria ed aveva dato un futuro dignitoso ai propri figli.

Tutti e tre questi amici, avendo la fortuna di rispondere al nome di tre street artist bravissimi, nell’ordine Diavù, Lucamaleonte e Nic Alessandrini, hanno tradotto questa loro grande esperienza in un murale realizzato in via di dell’Acqua Bullicante. Buon godimento!

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il murale a sei mani; a sinistra la parte realizzata da Diavù, al centro l’opera di Lucamaleonte, a destra la parte di competenza di Nic Alessandrini

Ed ora, come di consueto, una carrellata di particolari per meglio cogliere lo spirito dell’opera:

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Liu ed il padre realizzati da Diavù

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il figlio di Rupali realizzato da Lucamaleonte

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Nic Alessandrini mentre apporta gli ultimi ritocchi al ritratto di un membro della famiglia Caporello

E, per finire, vi presentiamo l’opera inserita nell’ambiente:

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Un murale al giorno (toglie la malinconia di torno) /4

Oggi 4 Luglio, negli Stati Uniti si festeggia l’Independence Day; il 17 aprile, a Roma nel quartiere Quadraro, è stata celebrata la ricorrenza del 70° anniversario del rastrellamento ad opera dei nazifascisti, e successiva deportazione di 947 Cittadini nei campi di concentramento polacchi.

A ricordare che il “Quadraro” era un nido di vespe che mai si piegò al volere fascista, è stato realizzato per l’occasione, in via Monte del Grano, un murale dallo street artist Lucamaleonte:

 

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l’opera completa

 

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un particolare

Una precisazione: più della metà di quegli sventurati non è mai ritornata dai propri cari!

Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia /3

Già conosciutissima nel mondo della Street Art come ideatrice di un mondo parallelo popolato di strane creature creato con pennello e colori sgargianti (bianco, acqua marina, rosso, fucsia, viola), Gio Pistone di recente  è salita prepotentemente alla ribalta con l’apertura della quinta stanza realizzata insieme a “Nic” Alessandrini alla “-1 Art Gallery”, spazio underground della Casa dell’Architettura di Roma: qui ci conduce in un mondo sconosciuto, definito come la “terra dei leoni”, abitata da esseri fantastici, mutanti (chi siamo noi?), che sembrano combattere per la sopravvivenza.

 

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Anche in queste opere conservate al Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz tornano gli esseri immaginari cari a Gio Pistone, realizzati mediante il sapiente uso di colori molto forti, contrastati da colori chiari o a volte tenui. A proposito di colori, Gio afferma di usarne di molto poveri: smalti di ferramenta mischiati con tutto quello che si può con essi miscelare così da realizzare poltiglie putrescenti, anche se dalle sue realizzazioni sembrano uscire solo immagine fantastiche, pulite e senza sbavature.

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Massimo Iezzi: la sua arte è tutta incentrata sul riutilizzo di rifiuti che hanno completamente esaurito il loro ruolo nella società consumistica, per farne degli oggetti d’arte trasfigurati in modo grottesco e allo stesso tempo affascinante.

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 E’ giusto definire Lucamaleonte “il maestro dello stencil”: infatti i suoi lavori spesso prevedono l’utilizzo di mascherine e vernici finalizzato alla realizzazione di stencil multilivello che prevedono la sovrapposizione di svariati colori. Ormai famosissimo, nel 2008 ha preso parte al Cans Festival di Londra promosso da Banksy; successivamente ha curato in prima persona, insieme a Lex e Sten, la realizzazione della loro idea circa la messa in cantiere del festival International Poster Art di Roma.

Di recente ha appoggiato con entusiasmo il presidente del Municipio VIII (ex XI) di Roma Capitale Andrea Catarci nella sua idea di trasformare in gallerie d’arte all’aperto luoghi e spazi in cattive condizioni, e ha dato luogo alla realizzazione, totalmente finanziata da privati, di un lavoro artistico, coadiuvato da un altro Street Artist (Hitnes), consistente nella riqualificazione del ponte ferroviario di Via delle Conce. Così commenta una signora che abita nelle vicinanze: “Era un ponte orrendo, dava addirittura fastidio il doverlo attraversare. Oggi, da passaggio davvero sgradevole è diventato un’esposizione di opere d’arte, e mi sento di ringraziare in prima persona chi l’ha realizzato”.

 

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In questa opera, che si rifà ad un classico della fantascienza, Lucamaleonte sembra gettare uno sguardo senza tempo, che allinea idealmente il passato con il futuro. Così bella che gli abitanti della Città Meticcia hanno eletto il luogo ove è custodita a cucina della comunità.

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Opera realizzata da Lucamaleonte in occasione dell’inaugurazione del MAAM del 5 ottobre 2013, incentrata sul classicismo puro dell’arte, sembra voler richiamare l’attenzione della gente nei confronti del recente ritrovamento nella zona di importantissimi reperti archeologici avvenuto nel corso degli scavi, guarda caso, per la messa al mondo di nuove, inutili colate di cemento.